- 12/02/2026
- Redazione
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Il nuovo rapporto dell’Agenzia Europea dell’Ambiente fotografa un paradosso: i trasporti sono l’unico settore UE con emissioni in crescita dal 1990
C’è un settore in Europa che continua a muoversi nella direzione sbagliata. Mentre energia e industria hanno progressivamente ridotto le proprie emissioni di gas serra, i trasporti restano l’eccezione. Dal 1990 a oggi, è l’unico grande comparto economico europeo in cui le emissioni sono aumentate.
A evidenziarlo è il nuovo rapporto dell’Agenzia Europea dell’Ambiente, “Sustainability of Europe’s mobility systems 2025”. Nel 2023 i trasporti hanno rappresentato circa un terzo delle emissioni totali di gas serra dell’Unione Europea, un dato che pesa sugli obiettivi di neutralità climatica al 2050 e sul traguardo “Inquinamento Zero” fissato per il 2030.
Eppure il settore è centrale per l’economia continentale: garantisce oltre 10 milioni di posti di lavoro e contribuisce a circa il 5% del PIL dell’UE. Proprio questa centralità rende la transizione più complessa.
Il dominio dell’auto e la dipendenza dai combustibili fossili
Il cuore del problema è la strada. Le automobili continuano a rappresentare circa il 72% degli spostamenti passeggeri in Europa. Nel 2023 il trasporto su strada è stato responsabile di quasi tre quarti delle emissioni di gas serra legate ai trasporti.
Nonostante i progressi tecnologici, oltre il 90% dell’energia consumata dal settore proviene ancora da combustibili fossili. Un dato che spiega perché la riduzione delle emissioni proceda a rilento.
Non solo clima: l’impatto su salute e rumore
La pressione ambientale non riguarda soltanto la CO₂. Alcuni inquinanti, come ammoniaca (NH3) e protossido di azoto (N2O), restano difficili da abbattere. Inoltre, il traffico stradale è la principale fonte di inquinamento acustico in Europa: circa 90 milioni di persone sono esposte a livelli di rumore superiori alle soglie considerate dannose per la salute.
Il treno, alternativa efficiente ma ancora marginale
In questo scenario, la ferrovia rappresenta una delle soluzioni più efficaci già disponibili. Il trasporto ferroviario offre un’elevata efficienza energetica e livelli molto più bassi di emissioni di gas serra e inquinanti atmosferici, soprattutto sulle medie e lunghe distanze.
Eppure il suo potenziale resta in parte inespresso. Il sistema ferroviario europeo è ancora frammentato e l’integrazione transfrontaliera limitata ne riduce la competitività rispetto all’auto e al trasporto aereo.
Merci su rotaia in calo
Nel trasporto merci il dato è ancora più significativo: tra il 1995 e il 2023 l’attività ferroviaria è diminuita. Una tendenza che contrasta con le previsioni di crescita della domanda nei prossimi dieci anni e che evidenzia uno squilibrio strutturale a favore della gomma.
Aerei e navi: il peso crescente entro il 2050
Guardando avanti, la sfida si complica ulteriormente. Secondo il rapporto, trasporto aereo e marittimo sono destinati ad aumentare il loro contributo alle emissioni complessive del settore.
La loro quota combinata potrebbe passare da circa un quarto delle emissioni attuali a quasi la metà entro il 2050. Un dato che dimostra come la sola elettrificazione delle auto non sarà sufficiente a centrare gli obiettivi climatici europei.
ETS2 e investimenti: la leva normativa per cambiare rotta
Per invertire la tendenza serviranno investimenti pubblici e privati costanti, innovazione tecnologica e una piena applicazione delle norme europee già approvate.
Tra gli strumenti chiave figurano il sistema di scambio di quote di emissione (ETS) rivisto e il nuovo ETS2, che includerà anche il trasporto su strada, oltre a quello aereo e marittimo. L’obiettivo è rendere progressivamente meno conveniente l’uso dei combustibili fossili e più attrattive le soluzioni a basse emissioni.
La vera sfida: rendere il trasporto pulito la scelta più semplice
Il messaggio dell’Agenzia è chiaro: la sostenibilità deve diventare la scelta più facile, non quella più complicata. Servono reti ferroviarie più integrate, trasporto pubblico più competitivo, logistica intermodale più efficiente.
Senza una trasformazione profonda della mobilità, l’Europa rischia di non raggiungere i propri obiettivi climatici. E il treno, simbolo storico dell’integrazione europea, potrebbe restare l’occasione mancata di una transizione che non può più permettersi di rallentare.
























































































































































































































