Condividi questo articolo

Le “batterie su ruote” dei veicoli elettrici possono far risparmiare ai sistemi energetici 100 miliardi di euro in 10 anni

L’utilizzo di veicoli elettrici per immagazzinare energia e reimmetterla nella rete potrebbe presto far risparmiare alle aziende energetiche e agli automobilisti europei miliardi di euro all’anno.

E’ quanto emerge dal nuovo studio “Potential of a full EV-power-system-integration in Europe & how to realise it” realizzato da Fraunhofer ISE e Fraunhofer ISI per Transport & Environment (T&E).

Cosa emerge dallo studio

I veicoli elettrici dotati di ricarica bidirezionale possono fungere da “batterie su ruote” che assorbono elettricità nei momenti di eccesso di offerta e la restituiscono quando la domanda è più alta. Ma il loro potenziale potrebbe non essere realizzato senza standard UE comuni per garantire l’interoperabilità tra tutti i veicoli elettrici e i caricabatterie.

La cosiddetta tecnologia veicolo-rete (V2G) può far risparmiare ai sistemi energetici dell’UE 22 miliardi di euro all’anno entro il 2040. Ciò rappresenterebbe una riduzione dell’8% sui costi di costruzione e gestione del sistema energetico dell’UE e comporterebbe un risparmio di oltre 100 miliardi di euro tra il 2030 e il 2040, secondo quanto rilevato.

Integrazione delle energie rinnovabili

L’enorme riduzione potenziale dei costi di sviluppo e gestione del sistema elettrico è dovuta al fatto che i veicoli elettrici contribuiscono all’integrazione delle fonti rinnovabili nelle reti.

I veicoli elettrici collegati a casa o al lavoro possono ridurre la necessità di accumulo di batterie fisse, per immagazzinare energia quando c’è un eccesso di energia eolica o solare, fino al 92% nel 2040.

In Italia potrebbero arrivare a rappresentare la quasi totalità della capacità di accumulo necessaria per stoccare la produzione rinnovabile in eccesso. Grazie al V2G, la rete europea potrebbe integrare fino al 40% in più di capacità solare fotovoltaica (in Italia il 47%).

Immagazzinando l’energia rinnovabile in eccesso che altrimenti andrebbe persa, la flotta di veicoli elettrici europea potrebbe contribuire fino al 9% del fabbisogno energetico annuale dell’UE entro il 2040. Ciò renderebbe i veicoli elettrici il quarto “fornitore” di elettricità nell’UE e ridurrebbe la necessità di capacità di generazione aggiuntiva.

Per Andrea Boraschi, Direttore di T&E Italia, “I veicoli elettrici stanno contribuendo alla decarbonizzazione dei trasporti su strada, ma il loro potenziale va ben oltre. La ricarica bidirezionale offrirà una enorme e capillare rete di sistemi di accumulo, riducendo la necessità di costruirne di nuovi per stoccare l’energia eolica e solare in eccesso”.

Bolletta elettrica e durata della batteria

Secondo lo studio, la ricarica bidirezionale – consentendo ai veicoli elettrici di prelevare l’elettricità quando è a buon mercato o direttamente dai pannelli solari domestici – potrebbe far risparmiare ai conducenti di veicoli elettrici fino al 52% sulla bolletta elettrica annuale.

Ciò equivarrebbe a riduzioni fino a 780 euro all’anno, a seconda di fattori quali la localizzazione geografica, la presenza o meno di pannelli solari in casa e le dimensioni della batteria del veicolo. Le apparecchiature di ricarica domestiche bidirezionali dovrebbero costare circa 100 euro in più rispetto alle wallbox tradizionali.

La ricarica bidirezionale può anche prolungare la durata delle batterie dei veicoli elettrici, contrariamente alle preoccupazioni comuni sul degrado delle celle dovuto alla ricarica e allo scaricamento regolari. La durata delle batterie potrebbe essere estesa fino al 9% rispetto alle pratiche di ricarica standard dei veicoli elettrici, rileva il rapporto, poiché l’auto viene mantenuta in uno stato di carica ottimale.

Leggi anche: T&E: vendere auto elettriche per raggiungere gli obiettivi climatici dell’Ue

Le sfide

L’Europa può raccogliere i vantaggi della tecnologia V2G quasi gratuitamente poiché i costi aggiuntivi dei caricabatterie di bordo bidirezionali e delle wall-box verrebbero compensati da bollette elettriche ridotte nel giro di pochi mesi. Tuttavia, poiché diversi produttori di automobili si stanno attualmente concentrando su sistemi bidirezionali AC o DC, la mancanza di interoperabilità sta frenando l’adozione del V2G.

“Il V2G può decollare solo se garantiamo che tutti i veicoli elettrici potranno funzionare con tutti i sistemi di ricarica. I legislatori possono sbloccare il potenziale di questa tecnologia decidendo gli standard UE per la ricarica bidirezionale. Sarà una vittoria per i consumatori e l’ambiente, facilitando il progresso verso gli obiettivi dell’UE in materia di clima ed energia”, ha concluso Andrea Boraschi.

Condividi questo articolo