Emilia 5.9 di Onda Solare, prototipo italiano di auto solare a quattro posti sviluppato con l'Università di Bologna
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Emilia 5.9, il prototipo di auto solare italiana sviluppato da Onda Solare con l’Università di Bologna, ha percorso oltre 3.000 chilometri nella World Solar Challenge in Australia e conquistato il titolo europeo 2026 nella categoria Cruiser, mettendo alla prova nuove tecnologie per la mobilità sostenibile

C’è un’auto italiana che ha attraversato l’Outback australiano, affrontando oltre 3.000 chilometri tra Darwin e Adelaide, e che nel 2026 ha conquistato anche il titolo europeo nella categoria Cruiser. Si chiama Emilia 5.9 ed è il prototipo a energia solare sviluppato da Onda Solare in collaborazione con l’Università di Bologna e il Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile MOST.

Un progetto che porta la ricerca fuori dai laboratori e la mette alla prova in condizioni reali, dimostrando quanto la combinazione tra energia solare, propulsione elettrica e progettazione avanzata possa contribuire all’evoluzione della mobilità sostenibile.

A ripercorrere i risultati del team è stato Giangiacomo Minak, professore dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, intervenuto l’8 ottobre al convegno L’innovazione nel veicolo elettrico, organizzato nell’ambito di Urban Tech – The Urban Technology Show.

Emilia 5.9, dall’Outback australiano al podio della World Solar Challenge

La tappa australiana rappresenta uno dei risultati più significativi del progetto. Nel 2025, l’evoluzione Emilia 5.9 ha partecipato alla Bridgestone World Solar Challenge, la competizione dedicata ai veicoli alimentati dall’energia solare che attraversa l’Australia da Darwin ad Adelaide.

Il prototipo ha percorso oltre 3.000 chilometri, conquistando il terzo posto nella categoria Cruiser e diventando, secondo quanto riferito da Minak, il primo veicolo italiano della propria categoria a completare la competizione.

A questo risultato si è aggiunto il CSIRO Innovation Award, riconoscimento assegnato per l’originalità e la qualità tecnica del sistema di sospensioni. Un elemento che conferma come l’innovazione del progetto non riguardi soltanto l’alimentazione energetica, ma anche le soluzioni meccaniche necessarie per affrontare percorsi impegnativi e condizioni ambientali variabili.

La sfida, infatti, non consiste semplicemente nel costruire un’auto capace di muoversi grazie al sole. Occorre progettare un veicolo che sappia sfruttare l’energia disponibile, limitare i consumi e mantenere prestazioni adeguate lungo centinaia di chilometri, conciliando efficienza, affidabilità e sicurezza.

Come funziona l’auto solare dell’Università di Bologna

Pannelli fotovoltaici, due motori elettrici e materiali leggeri

Emilia 5.9 è un veicolo a quattro posti appartenente alla categoria Cruiser, pensata per avvicinare i prototipi solari a una configurazione più vicina a quella delle automobili destinate al trasporto delle persone.

Sul tetto sono installati circa cinque metri quadrati di pannelli fotovoltaici, progettati per convertire la luce solare in energia elettrica. La propulsione è affidata a due motori elettrici integrati nelle ruote, mentre il telaio e gran parte dei componenti sono realizzati con materiali compositi a base di fibra di carbonio.

La scelta di materiali leggeri e resistenti risponde a un’esigenza fondamentale: ridurre la massa del veicolo per contenere l’energia necessaria al movimento. A questo si aggiungono la cura dell’aerodinamica e lo sviluppo dei sistemi di gestione energetica, aspetti decisivi per sfruttare al meglio la potenza disponibile.

Il progetto cerca inoltre un equilibrio tra prestazioni e abitabilità. A differenza dei prototipi concepiti esclusivamente per la velocità o per le prove sperimentali, Emilia 5.9 integra quattro posti e soluzioni progettuali orientate alla praticità.

Il risultato è un vero e proprio laboratorio viaggiante, nel quale vengono sperimentate tecnologie che possono contribuire alla ricerca sui futuri sistemi di trasporto a basse emissioni.

La sfida è rendere efficiente ogni chilometro

L’energia solare disponibile a bordo è una risorsa limitata e variabile. Per questo, la progettazione di un veicolo di questo tipo richiede di lavorare contemporaneamente su più fronti: dalla riduzione delle resistenze aerodinamiche al peso dei materiali, fino alla gestione dei consumi e all’efficienza della propulsione.

È proprio nell’integrazione di questi elementi che si concentra una parte importante del lavoro di ricerca. Non basta installare pannelli fotovoltaici su un’automobile: occorre ripensare il veicolo nel suo insieme, affinché ogni componente contribuisca a ridurre gli sprechi energetici.

Emilia 5.9 non è quindi soltanto una dimostrazione della possibilità di viaggiare sfruttando l’energia solare, ma anche un banco di prova per soluzioni ingegneristiche da valutare attraverso le competizioni e la sperimentazione sul campo.

Dalla vittoria in Sudafrica al titolo europeo del 2026

Emilia 5, il successo alla Sasol Solar Challenge

La storia sportiva del progetto ha una tappa importante nel 2024, quando la precedente versione del veicolo, Emilia 5, ha vinto la categoria Cruiser alla Sasol Solar Challenge in Sudafrica.

In quell’occasione, l’auto ha percorso 2.411 chilometri tra deserti, montagne e condizioni climatiche differenti, diventando, secondo quanto riportato dal team, il primo veicolo Cruiser a completare l’intero tracciato senza essere trasportato su un rimorchio.

Anche in Sudafrica è arrivato un riconoscimento per l’innovazione: l’Innovation Award assegnato per il sistema di sospensioni progettato e brevettato dal gruppo di Progettazione Meccanica e Costruzione di Macchine del Campus universitario di Forlì.

Un risultato che evidenzia la continuità del lavoro svolto negli anni: le competizioni rappresentano un’occasione per verificare le soluzioni sviluppate, individuare nuovi margini di miglioramento e trasferire le conoscenze acquisite nelle successive evoluzioni del prototipo.

Oltre 800 chilometri in 24 ore sul circuito di Zolder

Il risultato più recente citato da Minak risale al settembre 2026, quando Emilia 5.9 ha partecipato alla iLumen European Solar Challenge sul circuito di Zolder, in Belgio.

La vettura ha completato 203 giri, percorrendo oltre 800 chilometri nell’arco di 24 ore con quattro persone a bordo e un consumo complessivo dichiarato di circa 35 kWh.

La prestazione ha permesso a Onda Solare di conquistare il titolo europeo nella categoria Cruiser, aggiungendo un nuovo traguardo al percorso internazionale del team.

Il dato sui consumi offre una misura concreta del lavoro sull’efficienza energetica, ma va letto nel contesto della competizione: condizioni del circuito, irraggiamento, velocità e modalità di utilizzo incidono sulle prestazioni. I risultati ottenuti in gara non equivalgono automaticamente a quelli di un’automobile commerciale impiegata ogni giorno nel traffico.

Resta, tuttavia, il valore della prova sul campo: completare una gara di durata con quattro persone a bordo richiede di coordinare progettazione, gestione dell’energia e affidabilità dei sistemi.

Università, studenti e ricerca: il lavoro dietro Onda Solare

Dietro Emilia 5.9 c’è una squadra multidisciplinare composta da ingegneri, ricercatori, docenti, studenti, tecnici, volontari e professionisti della comunicazione. Al progetto collaborano il Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Bologna e l’Istituto di istruzione superiore A. Ferrari di Maranello.

La dimensione formativa è uno degli aspetti centrali dell’iniziativa. Gli studenti partecipano alle diverse fasi di sviluppo del veicolo, dalla progettazione meccanica e strutturale fino alle prove in pista, confrontandosi con problemi che richiedono competenze tecniche, capacità di lavorare in gruppo e verifiche sperimentali.

È il principio del learning by doing: imparare attraverso il lavoro concreto, mettendo alla prova le conoscenze acquisite e misurandosi con vincoli e imprevisti che difficilmente emergono soltanto sui libri.

La collaborazione tra università, scuola e team tecnico permette inoltre di avvicinare la formazione alle sfide della transizione energetica, un settore nel quale ricerca sui materiali, elettronica, meccanica e sistemi di controllo devono dialogare costantemente.

Auto solari e mobilità sostenibile: che cosa ci insegna Emilia 5.9

Il percorso di Onda Solare si inserisce in una fase di trasformazione della mobilità, nella quale la riduzione dei consumi e delle emissioni richiede soluzioni tecnologiche diverse e complementari.

Un prototipo solare da competizione non rappresenta ancora un’alternativa immediata alle automobili utilizzate quotidianamente. Le condizioni di gara, la superficie disponibile per i pannelli, le prestazioni richieste e i costi dei materiali sono differenti da quelli che caratterizzano la produzione di serie.

L’esperienza di Emilia 5.9 consente però di osservare da vicino alcune delle questioni che interessano il futuro dell’auto elettrica: come ridurre il peso, utilizzare meglio l’energia, migliorare l’efficienza dei motori e integrare fonti rinnovabili nei sistemi di trasporto.

In questo senso, il valore del progetto non si misura soltanto attraverso i podi conquistati in Australia, Sudafrica e Belgio, conta anche la capacità di trasformare le competizioni in occasioni di ricerca, formazione e sperimentazione.

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