- 01/06/2026
- Redazione
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Pubblicato il decreto del MASE: 500 milioni di euro per mobilità sostenibile, sharing mobility e qualità dell’aria. Ecco le città beneficiarie, i requisiti e le scadenze
Cinquecento milioni di euro per cambiare il volto della mobilità urbana italiana e ridurre l’inquinamento atmosferico nelle aree più critiche del Paese. È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), adottato di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) e il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT), che dà il via al nuovo Programma integrato di interventi sulla mobilità urbana e metropolitana.
Il provvedimento rappresenta uno dei tasselli più rilevanti della strategia nazionale per migliorare la qualità dell’aria nelle città italiane e accelerare la transizione verso modelli di trasporto più sostenibili, efficienti e meno impattanti dal punto di vista ambientale.
Dove andranno i fondi: trasporto pubblico, sharing e gestione intelligente degli spostamenti
Le risorse finanzieranno una vasta gamma di interventi destinati a ridurre il traffico privato e le emissioni inquinanti. Tra le misure previste figurano il rafforzamento del mobility management, il potenziamento del trasporto pubblico locale, lo sviluppo della mobilità condivisa e dei servizi on demand, la logistica urbana sostenibile, gli incentivi alla domanda e le azioni di regolazione del traffico.
Particolare attenzione viene riservata alle soluzioni di sharing mobility, considerate uno strumento strategico per alleggerire la pressione del traffico urbano. Negli allegati al decreto trovano spazio infatti iniziative dedicate a car sharing, bike sharing, scooter sharing e monopattini condivisi, sempre più centrali nelle politiche di mobilità delle grandi città europee.
Le città che potranno beneficiare delle risorse
Il programma è destinato agli enti locali che operano nelle aree dove si registrano superamenti dei limiti di legge per ossidi di azoto (NOx) e PM10, tra gli inquinanti più problematici per la salute pubblica.
Tra le Città metropolitane ammesse figurano Roma, Milano, Napoli, Torino, Venezia, Genova, Firenze e Catania.
Potranno inoltre presentare progetti numerosi Comuni capoluogo di provincia con più di 50 mila abitanti, distribuiti in diverse regioni italiane.
In Emilia-Romagna rientrano Cesena, Ferrara, Forlì, Modena, Parma, Piacenza, Ravenna, Reggio Emilia e Rimini. In Lombardia potranno partecipare Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Monza, Pavia e Varese. Nel Veneto sono coinvolte Padova, Rovigo, Treviso, Verona e Vicenza.
Tra gli altri beneficiari figurano Benevento e Caserta in Campania, Alessandria, Asti, Cuneo e Novara in Piemonte, Brindisi e Taranto in Puglia, Ragusa e Siracusa in Sicilia, Lucca e Pisa in Toscana.
PUMS obbligatorio per le città più grandi
Per accedere ai finanziamenti, le Città metropolitane e i Comuni con oltre 100 mila abitanti dovranno aver adottato il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS), ormai considerato uno degli strumenti fondamentali per la pianificazione dei trasporti urbani.
Per gli altri enti il possesso del PUMS non costituisce un requisito obbligatorio, ma rappresenta un elemento premiale nella valutazione delle candidature.
Le proposte dovranno includere almeno due linee di intervento tra quelle individuate dal decreto, con particolare riferimento al mobility management e al potenziamento del trasporto pubblico e della mobilità condivisa.
Come saranno distribuiti i 500 milioni
La ripartizione delle risorse prevede: 123,625 milioni di euro alle Città metropolitane; 123,625 milioni di euro ai Comuni capoluogo delle Città metropolitane e 247,2 milioni di euro ai Comuni capoluogo di provincia con oltre 50 mila abitanti.
Gli enti interessati dovranno presentare la propria proposta progettuale utilizzando il formulario predisposto dal Ministero.
Tempi stretti: candidature entro 45 giorni
Le amministrazioni avranno a disposizione 45 giorni dalla pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale per presentare le candidature.
Il percorso prevede diverse fasi operative: dalla selezione dei progetti alla progettazione esecutiva, fino alla realizzazione degli interventi e alla successiva rendicontazione delle spese.
L’intero processo sarà accompagnato dal supporto tecnico dell’ANCI e monitorato da un tavolo tecnico dedicato. Una volta firmata la convenzione, i progetti finanziati dovranno essere completati entro 18 mesi.
Un investimento che punta a cambiare le città
Oltre all’impatto ambientale, il programma mira a favorire una trasformazione strutturale della mobilità urbana italiana. L’obiettivo è ridurre l’utilizzo dell’auto privata, incentivare modalità di trasporto più sostenibili e contribuire al rispetto degli standard europei sulla qualità dell’aria.
Un investimento che arriva in una fase cruciale per molte città italiane, chiamate a conciliare esigenze di mobilità, sostenibilità ambientale e competitività urbana in un contesto sempre più orientato alla transizione ecologica.
























































































































































































































