- 26/03/2024
- Simone Martino
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È quanto emerge dal terzo rapporto Travel Smart Ranking 2024 di Transport & Environment (T&E)
I viaggi aerei sono la forma di mobilità a maggiore intensità climatica. I voli effettuati dalle aziende ogni anno rappresentano, su scala globale, circa il 15-20% delle emissioni complessive dell’aviazione. Il segmento dei voli corporate, in Europa, genera il 25-30% delle emissioni degli aerei.
Dalla classifica, che prende in considerazione 328 aziende di tutto il mondo che compiono il maggior numero di viaggi aerei aziendali, emerge che ben 15 sono italiane, ossia il 5% e nessuna di loro ha impostato chiari obiettivi volti a ridurre le emissioni della mobilità aerea.
Ciò significa che le aziende italiane non stanno intervenendo abbastanza rapidamente nè stanno dimostrando un impegno proattivo rispetto alla riduzione delle proprie emissioni.
“Le aziende italiane devono urgentemente fissare degli obiettivi per ridurre le emissioni dei viaggi aziendali. Non ci sono scuse per cui non si debba intervenire: lo dimostrano le controparti di altri Paesi che hanno fissato obiettivi chiari. Cosa sta impedendo ai “procrastinatori” italiani di fare lo stesso? La nostra ricerca evidenzia la netta differenza tra aziende impegnate nella sostenibilità e quelle aziende che non si assumono pienamente la loro responsabilità climatica” spiega Carlo Tritto di Transport & Environment Italia.
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Ritardo delle aziende italiane rispetto alle multinazionali di altri Paesi europei
Per questo le 15 italiane si posizionano agli ultimi posti della classifica. Ben distanti dalle omologhe di altri paesi europei come Spagna, Paesi Bassi, Francia, Regno Unito e Germania, dove almeno un’azienda è stata promossa a pieni voti.
Il rapporto evidenzia che tutte le aziende italiane analizzate nel rapporto – cioè le più grandi multinazionali del Paese – mancano di target per ridurre le emissioni dei viaggi aziendali.
Secondo il rapporto 13 delle 15 aziende italiane – Assicurazioni Generali; Danieli & C. Officine Meccaniche; Maire Tecnimont; UniCredit; IMA; Intesa Sanpaolo; Mediobanca; ENI; Ferrari; Leonardo; Mundys; Prada; Prysmian – hanno ottenuto un punteggio pari a C, mentre le altre due – Iveco ed Enel – hanno ottenuto una D, il punteggio più basso, dettato principalmente dal fatto che non hanno reso note (o solo parzialmente) le proprie emissioni di viaggio, rendendo di fatto impossibile misurare il loro score climatico in materia di mobilità.
Fonte: Report Travel Smart Ranking 2024


























































































































































































































