- 22/11/2025
- Redazione
- 0
Il nuovo rapporto AIE mostra come l’industria auto stia cambiando con l’ascesa delle elettriche e il dominio della Cina. Opportunità e rischi per economia e lavoro
Il nuovo rapporto dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE) fotografa un settore automobilistico globale in piena trasformazione. Vendite, produzione e tecnologie stanno cambiando a una velocità mai vista, spinte dalla crescita delle auto elettriche e dal sorpasso della Cina, oggi vero baricentro del mercato mondiale.
Il documento, dal titolo What Next for the Global Car Industry, analizza dati, costi e tendenze del settore, e offre una panoramica su come questi cambiamenti possano influenzare non solo le case automobilistiche, ma anche le economie nazionali e il settore energetico.
Vendite in ripresa, ma la crescita arriva solo dalle elettriche
Dopo lo stop della pandemia, nel 2024 le vendite globali di auto hanno sfiorato quota 80 milioni. Ma la ripresa non riguarda i motori tradizionali: a trainare il mercato sono state solo elettriche e ibride, che ormai rappresentano circa il 30% delle vendite mondiali.
La quota dei nuovi player – spesso cinesi – è in forte aumento, mentre il mercato delle auto a combustione interna pura (ICE) continua a perdere terreno, con un calo del 30% rispetto al picco del 2017.
La geografia dell’auto non è più quella di una volta
L’AIE sottolinea un cambiamento epocale: nel 2000, Cina ed economie emergenti pesavano per appena il 20% delle vendite globali. Oggi superano il 50%. E non è solo una questione di acquisti:
La Cina produce il 40% delle auto mondiali, avendo raddoppiato la capacità produttiva dal 2010.
Europa e Nord America sono scesi al 15% ciascuno.
Nel 2024 la Cina è diventata il primo Paese esportatore di auto al mondo.
Circa il 70% delle auto elettriche vendute nel mondo è costruito in Cina.
Gli effetti sono enormi: parliamo di un settore che dà lavoro diretto a oltre 10 milioni di persone e che genera una delle più grandi fonti singole di domanda di petrolio.
“L’industria auto sta vivendo tre grandi rivoluzioni: geografiche, tecnologiche e commerciali”, ha spiegato Fatih Birol, direttore esecutivo dell’AIE. “Le conseguenze per economie e lavoratori saranno profonde”.
Cina più competitiva: produrre auto costa molto meno
Uno dei passaggi più significativi del rapporto riguarda i costi di produzione. Realizzare un’auto in Cina – soprattutto se elettrica – costa molto meno rispetto a Europa e Stati Uniti. I motivi principali riguardano:
- Produzione su larga scala e integrazione verticale, le aziende cinesi controllano internamente molte fasi della catena produttiva, riducendo tempi e costi.
- Batterie più economiche, le celle delle batterie costano in media: 30% in meno rispetto all’Europa; 20% in meno rispetto agli USA.
- Energia e lavoro costano meno, ma contano meno, prezzi dell’energia più bassi e stipendi inferiori contribuiscono al vantaggio cinese, anche se in misura minore rispetto alle economie di scala.
Il divario si può colmare, ma servono investimenti massicci
Secondo l’AIE, però, non tutto è scritto nel destino: i Paesi avanzati potrebbero recuperare parte del divario con investimenti in automazione ed efficienza produttiva.
Il 50% della differenza di costo delle batterie è legato non alla materia prima, ma alla capacità di produrre meglio e più velocemente. Una sfida industriale che Europa e Stati Uniti possono ancora vincere, a patto di: aumentare la produzione, rendere più efficienti le gigafactory e garantire accesso a minerali critici.
Leggi anche: Auto elettriche in crescita, ma lo slittamento UE rischia di frenare la transizione
Un settore tra rischi e opportunità
La transizione verso l’elettrico non procede allo stesso ritmo ovunque: mentre in Cina e nei Paesi sviluppati le vendite ICE calano, in alcune regioni emergenti potrebbero ancora crescere. Le case automobilistiche dovranno quindi gestire più tendenze contemporaneamente: elettrico, ibrido e benzina/diesel.
Per l’AIE, chi saprà adattarsi potrà rafforzare la propria competitività; gli altri rischiano di perdere terreno.
Un futuro più elettrico, ma non per tutti allo stesso modo
Il nuovo scenario globale mette in discussione modelli industriali che apparivano solidi da decenni. E mentre le auto elettriche avanzano, la domanda di petrolio – oggi in gran parte legata ai trasporti – potrebbe ridursi.
La partita, però, è aperta: i governi dovranno decidere come sostenere le industrie locali, come proteggere i posti di lavoro e come attrarre investimenti nelle nuove tecnologie.
Una cosa è certa: il motore dell’auto del futuro sarà sempre più elettrico, e la competizione globale è appena iniziata.







































































































































































































