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ONG europee all’attacco: tassa sugli extraprofitti petroliferi subito per aiutare famiglie e imprese e fermare i rincari energia

Tassare gli extraprofitti delle compagnie petrolifere per sostenere famiglie, imprese e transizione energetica. È questa la richiesta avanzata da 31 organizzazioni non governative europee, tra cui Oxfam, WWF, CAN Europe e Transport & Environment, in una lettera indirizzata alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.

Le ONG rappresentano oltre 40 milioni di cittadini attraverso più di 2.000 organizzazioni affiliate e chiedono un intervento strutturale per affrontare l’impatto della nuova crisi energetica che sta colpendo il continente.

Una crisi energetica sempre più costosa per l’Europa

L’Unione europea si trova ancora una volta alle prese con un’impennata dei prezzi dell’energia, alimentata dalle tensioni geopolitiche e dal conflitto tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran. Nei primi 44 giorni di crisi, la spesa europea per le importazioni di combustibili fossili è aumentata di 22 miliardi di euro.

Una situazione che il direttore dell’Agenzia Internazionale dell’Energia ha definito come la peggiore crisi energetica della storia recente.

Nel frattempo, secondo le stime di Transport & Environment, le compagnie petrolifere potrebbero generare nel 2026 circa 24 miliardi di euro di profitti straordinari solo dal carburante per autotrazione, una cifra che – sottolineano le ONG – ricade indirettamente su cittadini e imprese europee.

Il precedente del 2022 e la richiesta di una misura permanente

Non si tratta di una proposta inedita. Nel 2022, infatti, l’UE aveva già introdotto un contributo di solidarietà temporaneo sugli extraprofitti energetici, che ha generato circa 28 miliardi di euro tra il 2022 e il 2023, secondo la Commissione europea.

Ora cinque Paesi – Austria, Germania, Italia, Portogallo e Spagna – chiedono di trasformare quella misura emergenziale in un meccanismo stabile a livello europeo.

“Ancora una volta il peso della crisi ricade sugli automobilisti mentre le grandi compagnie petrolifere registrano profitti record”, ha dichiarato Antony Froggatt di Transport & Environment. “È il momento che siano queste aziende a contribuire, invece dei contribuenti”.

Una tassa più ampia lungo tutta la filiera del petrolio

Le ONG non si limitano a chiedere il ripristino della tassa, ma propongono anche di ampliarne il raggio d’azione. L’obiettivo è includere:

  • l’intera filiera petrolifera
  • i profitti generati dalle multinazionali dei combustibili fossili
  • anche le aziende non europee che operano nel mercato UE

Secondo i firmatari, una misura più ampia garantirebbe maggiore equità e un impatto economico più significativo.

Dove dovrebbero andare le risorse

Uno dei punti centrali della proposta riguarda la destinazione dei fondi. Le ONG chiedono che le entrate vengano utilizzate in modo trasparente e mirato per:

Sostegno sociale

  • aiuti alle famiglie vulnerabili
  • sostegno alle imprese più colpite

Transizione energetica

  • investimenti in efficienza energetica
  • sviluppo delle energie rinnovabili
  • diffusione dei veicoli elettrici
  • soluzioni di elettrificazione

L’obiettivo è ridurre strutturalmente la dipendenza dell’Europa dai combustibili fossili e limitare l’esposizione alle oscillazioni dei prezzi globali.

Le prossime mosse della Commissione europea

Il tema sarà al centro del dibattito politico nei prossimi giorni. Il 22 aprile la Commissione europea presenterà nuove misure di emergenza per aiutare i settori più colpiti dalla crisi energetica.

La risposta dell’Unione sarà poi discussa dai leader europei durante il Consiglio del 22 e 23 aprile, in un contesto che richiede decisioni rapide ma anche strategie di lungo periodo.

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