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Otto ONG hanno presentato un reclamo formale contro lo smantellamento frettoloso da parte della Commissione di alcuni pilastri fondamentali del Green Deal

Una coalizione di otto ONG ha presentato un reclamo formale al Mediatore europeo, condannando il modo antidemocratico, poco trasparente e affrettato con cui la Commissione europea ha elaborato la proposta Omnibus.

Secondo le ONG la proposta Omnibus mira ad indebolire significativamente le principali normative UE in materia di sostenibilità recentemente adottate, tra cui la Direttiva sulla rendicontazione di sostenibilità aziendale (CSRD), la Direttiva sulla due diligence di sostenibilità aziendale (CSDDD) e il Regolamento UE sulla tassonomia.

Le ONG lamentano che il processo che ha portato a questa proposta sia stato profondamente viziato, consentendo a un piccolo gruppo di interessi industriali di assumere il controllo e spingere per la deregolamentazione di importanti normative sulla sostenibilità.

Cosa hanno dichiarato le ONG

ClientEarth, Anti-Slavery International, Clean Clothes Campaign, European Coalition for Corporate Justice, Friends of the Earth Europe, Global Witness, Notre Affaire À Tous e T&E hanno dichiarato:

“Contestiamo lo smantellamento frettoloso da parte della Commissione di tre pilastri chiave del Green Deal, comprese le leggi volte a migliorare l’impatto ambientale e umano del commercio globale, un processo che ignora completamente i diritti delle persone e della natura. La proposta Omnibus è stata presentata senza alcuna consultazione pubblica, emarginando la società civile, in assenza di prove o valutazioni dell’impatto ambientale e sociale e concentrandosi principalmente su interessi industriali ristretti. Questa mossa sconsiderata non solo indebolisce le norme sulla sostenibilità, ma danneggia anche la fiducia del pubblico nelle fondamenta democratiche dell’UE.”

Le accuse mosse alla Commissione europea

Più specificamente, le ONG accusano la Commissione di:

  1. non aver raccolto prove adeguate e valutato l’impatto ambientale e sociale delle modifiche al diritto societario volte a proteggere i cittadini nell’UE e oltre;
  2. aver eluso ampie consultazioni per favorire riunioni a porte chiuse dominate dagli interessi dell’industria petrolifera e del gas (il cui contenuto è stato rivelato solo tramite fughe di notizie dalla stampa);
  3. Non aver valutato se la sua proposta sia in linea con l’obiettivo di neutralità climatica dell’UE, in violazione degli obblighi previsti dalla legge europea sul clima.

In pericolo la stabilità economica e la competitività

Oltre a essere in contrasto con i valori democratici fondamentali e gli obiettivi ambientali dell’UE, le ONG avvertono che l’Omnibus potrebbe anche minare la stabilità economica dell’UE e gli obiettivi di competitività che dovrebbe contribuire a sostenere.

La coalizione ha aggiunto: “Questa cosiddetta semplificazione non contribuisce in alcun modo a migliorare la competitività, la Commissione europea sta ignorando sia le prove che la scienza. Leggi rigorose sulla sostenibilità come la CSDDD e la CSRD sono fondamentali per il vantaggio competitivo dell’UE in un mercato globale in cui consumatori e investitori richiedono sempre più azioni aziendali responsabili. Abbiamo visto ripetutamente che le vaghe promesse aziendali non stanno guidando il cambiamento di cui abbiamo bisogno. Indebolire i requisiti ambientali e dei diritti umani è un passo nella direzione sbagliata”.

Per questi motivi le ONG hanno chiesto al Parlamento europeo e al Consiglio di respingere la proposta Omnibus.

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