- 18/09/2026
- Redazione
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La strategia del governo al G20 punta sulla sicurezza energetica, sulla diversificazione delle fonti e sul rafforzamento delle alleanze internazionali, dagli Stati Uniti alla cooperazione con l’Africa
A rappresentare l’Italia al vertice è stato il viceministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Vannia Gava, che ha posto la sicurezza degli approvvigionamenti al centro dell’agenda italiana.
Un tema che, dopo le recenti crisi internazionali, è diventato sempre più strettamente legato non soltanto alla politica estera, ma anche alla tenuta del sistema produttivo e al costo dell’energia per famiglie e imprese.
«Per il nostro Paese, hub energetico nel Mediterraneo, la sicurezza energetica è condizione fondamentale per la crescita economica, la competitività industriale e il benessere dei cittadini», ha sottolineato Gava.
Il modello italiano: un mix energetico senza una sola tecnologia
La strategia illustrata dall’Italia al G20 parte da un principio di neutralità tecnologica. L’obiettivo è costruire un sistema energetico che non dipenda da un’unica fonte, ma combini tecnologie e vettori differenti.
Nel mix indicato da Gava trovano spazio gas, fonti rinnovabili, biocarburanti, idrogeno, Carbon Capture e nucleare.
La diversificazione viene considerata una delle principali risposte alle vulnerabilità emerse negli ultimi anni. Le crisi internazionali hanno infatti riportato in primo piano il tema della disponibilità delle materie prime energetiche, delle infrastrutture e delle rotte commerciali attraverso cui gas e altre risorse raggiungono i mercati.
Più riserve e approvvigionamenti diversificati
Secondo l’impostazione presentata dalla delegazione italiana, la sicurezza energetica passa quindi anche dalla capacità di disporre di riserve adeguate, infrastrutture resilienti e catene di approvvigionamento diversificate.
Da qui la scelta di rafforzare i partenariati strategici internazionali, a partire da quello con gli Stati Uniti, considerato uno degli assi della politica energetica italiana.
Il tema non riguarda soltanto la quantità di energia disponibile, ma anche la possibilità di garantirne il trasporto in condizioni di stabilità. Proprio per questo l’Italia ha portato al G20 la questione della libertà di navigazione e del libero transito negli stretti, considerati snodi essenziali per gli scambi energetici internazionali.
Gli stretti e le rotte energetiche: la sicurezza passa anche dal mare
Per un Paese che punta a rafforzare il proprio ruolo di hub energetico nel Mediterraneo, la sicurezza delle rotte marittime assume un peso particolare.
L’Italia ha ottenuto dal G20 l’impegno a riaffermare la libertà di navigazione, con particolare attenzione al libero transito negli stretti. Un passaggio che Roma considera rilevante nel quadro dell’attuale situazione degli approvvigionamenti energetici.
La logica è quella di ridurre i rischi legati a interruzioni o rallentamenti delle principali rotte commerciali, evitando che tensioni geopolitiche possano trasformarsi rapidamente in nuove criticità sul fronte dell’energia.
Piano Mattei e clean cooking: il fronte africano
La strategia italiana non si limita però alla sicurezza degli approvvigionamenti tradizionali. Nel corso della missione al G20, Roma ha collegato le proprie priorità energetiche anche alla cooperazione con l’Africa, in particolare attraverso il Piano Mattei.
Uno dei dossier sui quali l’Italia ha assunto un ruolo di primo piano è quello del clean cooking, cioè l’accesso a sistemi di cottura più puliti e sicuri.
Si tratta di una priorità condivisa con Washington nell’ambito della Clean Cooking Alliance dell’Agenzia internazionale dell’energia. Il tema intreccia energia, sviluppo e condizioni di vita, soprattutto nei Paesi dove l’accesso a sistemi di cottura moderni rimane limitato.
Il dialogo con Washington
La missione di Gava è stata accompagnata da una serie di incontri bilaterali con esponenti di primo piano della politica energetica statunitense.
Il viceministro ha incontrato il Segretario all’Energia degli Stati Uniti Chris Wright e Jarrod Agen, direttore dell’Energy Dominance Council, oltre ai ministri dell’Energia degli altri Paesi del G20.
Il confronto ha permesso all’Italia di ribadire la propria posizione sui principali dossier energetici e, secondo quanto sottolineato dal ministero, di consolidare il ruolo di Roma come interlocutore nei negoziati sulla sicurezza energetica internazionale.
Dalla diversificazione al Mediterraneo: la partita energetica dell’Italia
Il messaggio portato dall’Italia al G20 è dunque quello di una politica energetica costruita su più direttrici: diversificazione delle fonti, sicurezza delle infrastrutture, nuovi partenariati internazionali e maggiore cooperazione con l’Africa.
In questo quadro, il Mediterraneo viene considerato uno spazio strategico per il futuro energetico nazionale. La sfida è trasformare la posizione geografica dell’Italia in un vantaggio concreto, rafforzando la capacità del Paese di ricevere, trasformare e distribuire energia verso il mercato nazionale ed europeo.
La linea indicata da Gava mette insieme tecnologie diverse e punta a evitare una dipendenza eccessiva da una singola fonte. Un approccio che il governo considera funzionale alla sicurezza degli approvvigionamenti e, più in generale, alla competitività del sistema economico italiano.
















































































































































































































































































