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Pichetto Fratin: rinnovabili in crescita, nuovo nucleare, Ilva strategica e revisione ETS. Le sfide energetiche dell’Italia

La transizione energetica non deve essere considerata soltanto un costo da sostenere, ma una grande opportunità industriale, occupazionale e sociale per il Paese. È questa la visione delineata dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, intervenendo a margine del Forum in Masseria in corso a Manduria.

Secondo il ministro, l’Italia ha davanti una stagione di investimenti senza precedenti che dovrà coinvolgere l’elettrificazione dell’industria, l’efficientamento energetico degli edifici e la riqualificazione di un patrimonio immobiliare definito “colossale”.

L’obiettivo è duplice: da un lato migliorare la qualità della vita delle famiglie rendendo le abitazioni più salubri ed efficienti, dall’altro ridurre i costi energetici e aumentare la competitività del sistema produttivo nazionale.

Rinnovabili, il cronoprogramma verso il 2030 è rispettato

Per sostenere questo percorso, ha spiegato Pichetto, sarà necessario aumentare significativamente la produzione di energia.

Il ministro ha rivendicato i risultati raggiunti sul fronte delle fonti rinnovabili, sottolineando che il cronoprogramma fissato al 2030 sta procedendo secondo le previsioni.

Installati 22 gigawatt in tre anni

Negli ultimi tre anni, ha ricordato, l’Italia ha installato 22 gigawatt di nuova capacità rinnovabile, un dato che viene considerato dal Governo come una conferma della direzione intrapresa.

Accanto a fotovoltaico ed eolico, il ministro ha indicato ulteriori margini di crescita nel settore geotermico, grazie alle nuove tecnologie che rendono oggi possibili sviluppi impensabili fino a pochi anni fa.

Un ruolo centrale sarà affidato anche all’idroelettrico, soprattutto in vista della scadenza delle concessioni prevista entro la fine del decennio, passaggio che potrebbe favorire nuovi investimenti e ammodernamenti degli impianti esistenti.

La prospettiva del nuovo nucleare

Nel mix energetico immaginato dal Governo trova spazio anche il nuovo nucleare. Per Pichetto, le future tecnologie nucleari rappresentano uno degli strumenti da affiancare alle rinnovabili per garantire sicurezza energetica e raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione.

Ilva, la chiusura sarebbe una sconfitta per tutto il Paese

A pochi chilometri da Taranto, il tema dell’ex Ilva è stato inevitabilmente al centro del confronto con i giornalisti, soprattutto dopo il richiamo del Consiglio d’Europa sulle misure di risanamento ambientale.

Il ministro ha ribadito che la strategia del Governo punta a trasformare il polo siderurgico di Taranto, insieme agli stabilimenti collegati di Genova, Novi Ligure e Cornigliano, in uno dei complessi industriali più moderni d’Europa.

Pichetto ha ricordato come l’Italia disponga già oggi di alcune delle acciaierie più avanzate del continente grazie alla diffusione dei forni elettrici, evidenziando la volontà di applicare questa impostazione anche al rilancio dell’ex Ilva.

Ambiente, investitori e territorio: serve equilibrio

Secondo il ministro, il futuro dello stabilimento richiede un punto di equilibrio tra esigenze ambientali, istituzioni locali, Governo e investitori industriali.

Un elemento, quest’ultimo, ritenuto decisivo: “il rilancio dell’azienda non può trasformarsi in una semplice operazione finanziaria, ma deve essere sostenuto da un vero progetto industriale”. Le proposte attualmente sul tavolo sono in fase di valutazione da parte del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

“La chiusura dell’Ilva sarebbe una sconfitta dell’Italia”

Pichetto ha definito l’eventuale chiusura dell’impianto una sconfitta non soltanto economica e ambientale, ma nazionale.

Al di là dei volumi produttivi futuri, che possano essere di quattro, sei o otto milioni di tonnellate annue, il ministro ritiene che l’Ilva continui a rappresentare un asset strategico per il Paese.

La ragione è semplice: “rinunciare alla produzione interna di acciaio significherebbe aumentare la dipendenza dalle importazioni, con il rischio di pagare molto di più materie prime essenziali per l’industria italiana”.

Eolico offshore, il Governo apre il confronto sul FER2

Tra i temi affrontati anche il decreto FER2 e il futuro dell’eolico offshore, settore che interessa particolarmente la Puglia, candidata a diventare uno dei principali hub nazionali per questa tecnologia.

Il ministro ha confermato l’apertura di un tavolo di confronto con gli operatori del comparto, riconoscendo che l’attuale impianto normativo presenta criticità tali da renderne difficile l’attuazione.

Tra i problemi emersi figurano gli aspetti economici e tariffari, oltre alle modalità di gestione che attualmente accomunano progetti con caratteristiche molto diverse, come gli impianti offshore fissi e quelli galleggianti.

L’obiettivo dichiarato è individuare correttivi che consentano di rendere realmente sviluppabile il settore.

ETS, serve una revisione per difendere la competitività europea

Pichetto si è soffermato anche sul sistema ETS, il mercato europeo delle quote di emissione di CO₂.

Pur riconoscendo che il meccanismo ha contribuito in maniera significativa alla riduzione delle emissioni fin dal suo avvio nel 2005, il ministro ritiene necessaria una fase di verifica e aggiornamento.

Secondo la sua analisi, oggi la discussione non può limitarsi alla competizione interna tra i Paesi dell’Unione Europea, ma deve tenere conto della concorrenza internazionale che le imprese europee affrontano sui mercati globali.

Per questo motivo la revisione dei benchmark e dei parametri di riferimento viene considerata uno dei temi centrali del confronto in corso.

Pichetto ha inoltre richiamato l’attenzione sul valore delle quote ETS, oggi attorno agli 80 euro per tonnellata di CO₂, un livello molto più elevato rispetto a quello registrato nella fase iniziale del sistema e che, a suo giudizio, merita un’attenta valutazione da parte della Commissione europea.

Rigassificatore di Taranto, nessuna chiusura preventiva

Sul possibile ritorno del progetto di rigassificatore nel porto di Taranto, il ministro ha mantenuto una posizione pragmatica.

Se le condizioni di mercato e di utilizzo del gas lo renderanno necessario, ha spiegato, il rigassificatore potrà rappresentare una soluzione valida, al pari di altre opzioni come il potenziamento delle forniture tramite pipeline.

Accise e caro energia, possibili interventi mirati

Infine, Pichetto ha affrontato il tema delle accise e delle eventuali misure di sostegno contro i rincari energetici.

Prima di assumere decisioni, il Governo guarda con attenzione agli sviluppi geopolitici internazionali e in particolare alle tensioni nell’area dello Stretto di Hormuz e del Golfo Persico, da cui dipende una parte rilevante degli equilibri energetici mondiali.

Qualora si rendessero necessari nuovi interventi, il ministro non esclude il passaggio da misure generalizzate a strumenti più selettivi, concentrati sui comparti maggiormente colpiti.

Tra questi figurano sia le famiglie sia le imprese, con particolare attenzione al settore dei trasporti, considerato il peso che la logistica su gomma continua ad avere in un Paese come l’Italia, caratterizzato da una conformazione geografica complessa e fortemente dipendente dal trasporto stradale.

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