- 26/03/2026
- Luca Martino
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Il Parlamento UE avanza sull’accordo commerciale con gli USA: dazi, GNL e pressioni geopolitiche. Cosa cambia davvero e perché l’UE rischia una nuova dipendenza
Oggi il Parlamento europeo è stato chiamato a votare l’accordo commerciale sui dazi tra Unione europea e Stati Uniti. Un passaggio formale che, però, porta con sé implicazioni ben più ampie, soprattutto sul fronte energetico.
A far discutere nelle ultime ore è stata la presa di posizione dell’ambasciatore statunitense presso l’UE, Andrew Puzder, che ha avvertito Bruxelles del rischio di perdere l’accesso “preferenziale” al gas naturale liquefatto (GNL) americano in caso di mancata approvazione dell’intesa. Un segnale chiaro: il dossier commerciale e quello energetico sono ormai strettamente intrecciati.
Nel frattempo, il Parlamento europeo ha già compiuto un primo passo avanti nell’iter legislativo, approvando il provvedimento con 417 voti favorevoli, 154 contrari e 71 astensioni.
Il testo introduce tuttavia diverse clausole di salvaguardia, a testimonianza dei timori europei che gli Stati Uniti possano non rispettare pienamente gli impegni assunti, anche alla luce delle precedenti tensioni commerciali e delle minacce tariffarie avanzate dall’amministrazione di Donald Trump.
L’Eurocamera ha discusso in particolare l’eliminazione dei dazi sui beni industriali statunitensi, il miglioramento dell’accesso per i prodotti agricoli USA e il mantenimento dell’esenzione tariffaria per alcuni prodotti simbolici, già oggetto di accordi precedenti.
Tuttavia, il voto non conclude il processo: inizieranno ora i negoziati tra Parlamento e governi nazionali, con un’approvazione finale attesa non prima di aprile o maggio.
Un accordo da 750 miliardi (ma fuori dal voto)
L’intesa siglata lo scorso luglio prevede, sul piano politico, l’impegno dell’UE ad acquistare energia statunitense – tra GNL, petrolio ed energia nucleare – per un valore complessivo di 750 miliardi di dollari entro il 2028.
Formalmente, tuttavia, questo impegno non rientra nel testo su cui oggi votano gli eurodeputati. Eppure resta un elemento implicito: l’approvazione dell’accordo commerciale rafforzerebbe anche questa linea strategica.
Secondo diversi esperti, si tratta però di una cifra difficilmente realizzabile. Per raggiungerla, l’Unione dovrebbe triplicare le importazioni energetiche dagli Stati Uniti nel giro di tre anni.
Europa tra dipendenze e pressioni geopolitiche
Il tema centrale resta quello della dipendenza energetica. Negli ultimi anni, il peso del GNL statunitense è cresciuto rapidamente: nel 2025 il 58% delle importazioni europee proveniva dagli USA.
Una quota destinata ad aumentare già nel 2026, anche a causa delle interruzioni globali legate alla guerra in Iran, che ha colpito snodi cruciali come lo Stretto di Hormuz, attraverso cui transita circa il 20% delle forniture mondiali di GNL.
Parallelamente, l’UE continua nel percorso di riduzione del gas russo, sceso al 16% nel 2025, con l’obiettivo di eliminarlo completamente entro il 2027.
Gli esperti: “Rischio nuova dipendenza”
Diversi analisti mettono in guardia da un possibile effetto boomerang:
Francesco Sassi, ricercatore in geopolitica energetica, sottolinea come l’Europa non abbia ancora pienamente compreso il ruolo dell’energia come leva geopolitica globale. Secondo Sassi, Bruxelles si trova oggi stretta tra gli interessi di Washington, Mosca e Pechino, con margini di autonomia sempre più ridotti.
Ana Maria Jaller-Makarewicz, Lead European Energy Analyst dell’ Institute for Energy Economics and Financial Analysis, evidenzia invece il rischio di replicare errori del passato: puntare su un unico fornitore – in questo caso gli Stati Uniti – potrebbe esporre l’Europa a nuove vulnerabilità, proprio mentre il continente sta ancora affrontando le conseguenze della recente crisi energetica.
Sulla stessa linea Pauline Heinrichs, Lecturer in War Studies at Kings College London, secondo cui impegnarsi in acquisti massicci di combustibili fossili significherebbe non aver tratto alcuna lezione dalla crisi del 2022, compromettendo anche gli obiettivi di autonomia e sovranità energetica.
Regole sul metano e scontro politico
Un altro fronte critico riguarda la regolamentazione europea sul metano. Washington e l’industria energetica americana hanno intensificato le pressioni per allentare gli standard UE, ritenuti un ostacolo alle esportazioni di GNL.
Gli Stati Uniti hanno chiesto esenzioni per permettere al proprio gas di aggirare le normative più stringenti, mentre incontri tra funzionari europei e lobby del settore non sarebbero stati completamente trasparenti.
Secondo Puzder, senza una riduzione dei vincoli normativi l’Europa rischierebbe una grave crisi energetica, soprattutto alla luce delle tensioni in Medio Oriente.
Clima e sicurezza: il nodo del metano
La regolamentazione sul metano è però considerata cruciale non solo per il clima, ma anche per la sicurezza energetica.
Ridurre le emissioni – responsabili di circa un terzo del riscaldamento globale – rappresenta una delle leve più efficaci per contenere l’aumento delle temperature. Allo stesso tempo, norme più stringenti potrebbero favorire una riduzione della domanda di gas e quindi una maggiore indipendenza energetica.
Non a caso, istituzioni finanziarie che gestiscono 4,5 trilioni di euro hanno invitato l’UE a non indebolire queste regole, nonostante le pressioni esterne.
Un voto che va oltre i dazi
Il voto di oggi al Parlamento europeo si presenta quindi come un passaggio chiave non solo per i rapporti commerciali tra UE e Stati Uniti, ma per l’intero assetto energetico del continente.
In gioco non ci sono soltanto tariffe e scambi, ma il futuro equilibrio tra sicurezza, autonomia strategica e transizione ecologica. Un equilibrio sempre più difficile da mantenere in un contesto globale segnato da tensioni geopolitiche, incertezze commerciali e nuove dipendenze.














































































































































































































































































