- 20/11/2024
- Luca Martino
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Giunto alle battute finali il G20, svoltosi a Rio de Janeiro, ha fissato l’obiettivo della «costruzione di un mondo giusto e un pianeta sostenibile che non lasci indietro nessuno»
I principali impegni della Dichiarazione finale del G20, sottoscritta ieri dai capi di Stato e di governo presenti, riguardano: inclusione sociale, lotta alla fame e alla povertà (che trarrà ulteriore vigore dal lancio dell’Alleanza globale), sostegno alla tassazione progressiva dei miliardari, misure per una transizione energetica “giusta, pulita e sostenibile”, riforma della governance globale, rapidità nell’azione contro i cambiamenti climatici in vista della Cop30 che si svolgerà nel 2025 proprio in Brasilea, a Belém do Pará.
Il documento ha ottenuto un consenso unanime ed ha rafforzato il ruolo dei paesi membri nell’affrontare le sfide globali e nel promuovere una crescita forte, sostenibile e inclusiva.
Lotta al cambiamento climatico
Nella Dichiarazione finale viene sottolineata l’urgenza di una collaborazione globale contro il cambiamento climatico riaffermando gli impegni firmati nell’Accordo di Parigi e gli obiettivi di neutralità carbonica.
All’azione per il clima vengono legati gli aumenti dei finanziamenti “verdi” pubblici e privati, in particolare per i paesi in via di sviluppo, e la modernizzazione dell’architettura finanziaria internazionale.
Lula e Biden annunciano accordo sull’energia pulita
In un incontro a margine del G20, i presidenti del Brasile, Luiz Inácio Lula da Silva, e degli Stati Uniti, Joe Biden, hanno annunciato – come anticipato dal sito dell’Ansa – un importante accordo nel settore dell’energia pulita con l’obiettivo di adottare una serie di misure per promuovere fonti energetiche meno inquinanti, in linea con l’agenda sul clima.
Occorrerà vedere cosa farà il neo Presidente eletto Trump, se vorrà mantenere l’accordo o romperlo.
Per il WWF segnali deboli dall’azione per il clima
Per l’associazione la dichiarazione dei leader del G20 pubblicata oggi a Rio de Janeiro non fornisce i segnali sperati in quanto ha riaffermato l’impegno a incrementare i finanziamenti per il clima, ma non ha fornito indicazioni sulla cifra o su altre questioni relative al nuovo obiettivo finanziario che si sta negoziando alla COP29, noto come Nuovo Obiettivo Collettivo Quantificato (NCQG).
È stato inoltre deludente non vedere un linguaggio più chiaro sui combustibili fossili menzionando esplicitamente la necessità di eliminarli per ridurre rapidamente le emissioni.
Manuel Pulgar-Vidal, responsabile globale clima ed energia del WWF, ha dichiarato: “Questo non è stato il chiaro segnale politico che cercavamo dal G20. In quanto raggruppamento dei Paesi con le maggiori emissioni e che detengono l’85% del PIL globale, il G20 ha la responsabilità di assumere un ruolo guida nell’affrontare la crisi climatica. Non inviando segnali più forti sul livello di finanziamenti per il clima necessari o sull’urgenza di eliminare gradualmente tutti i combustibili fossili, ha perso l’opportunità di dare slancio alla COP29. Spetta ora ai negoziatori e ai ministri di Baku cercare il consenso sul rafforzamento dei finanziamenti per il clima e su un’azione più incisiva per garantire un risultato forte alla COP29”.




















































































































































































































