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Trump annuncia il ritiro degli USA da UNFCCC, IPCC e altre 64 organizzazioni internazionali. Scienziati ed Europa: “Decisione grave”

Donald Trump torna a colpire la diplomazia internazionale sul clima. Con un ordine esecutivo firmato il 7 gennaio, il presidente degli Stati Uniti ha disposto l’uscita di Washington da 66 organizzazioni internazionali, molte delle quali legate alle Nazioni Unite, segnando una svolta netta rispetto alla cooperazione multilaterale su clima, ambiente e diritti.

Secondo la Casa Bianca, si tratta di enti che “non servono più gli interessi statunitensi”. Ma la decisione ha già suscitato forti critiche da parte della comunità scientifica e dei partner internazionali.

Gli Stati Uniti fuori da UNFCCC e IPCC

Tra le uscite più rilevanti spicca quella dalla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC), il principale trattato globale sul clima, e dall’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), l’organismo scientifico che raccoglie e sintetizza le evidenze sul riscaldamento globale.

Gli scienziati del clima non hanno usato mezzi termini, definendo la scelta “imbarazzante”. L’UNFCCC, infatti, rappresenta l’architrave di tutta la governance climatica internazionale ed è alla base degli accordi più importanti degli ultimi decenni.

Cos’è l’UNFCCC e perché è così importante

Firmata nel 1992 durante il Summit della Terra di Rio de Janeiro, la Convenzione ONU sul clima ha l’obiettivo di limitare le emissioni di gas serra e stabilizzare le concentrazioni in atmosfera per prevenire gli effetti più gravi del riscaldamento globale.

Da questo trattato sono nati accordi chiave come il Protocollo di Kyoto del 1997 e l’Accordo di Parigi del 2015. L’UNFCCC impegna i Paesi firmatari a fissare obiettivi nazionali di riduzione delle emissioni, mantenendo l’aumento della temperatura globale ben al di sotto dei 2°C, e prevede anche aiuti finanziari dai Paesi più ricchi a quelli in via di sviluppo.

Ogni anno, questi impegni vengono discussi e aggiornati durante la COP, la Conferenza delle Parti, che riunisce governi da tutto il mondo per negoziare nuove misure contro la crisi climatica.

Un passo oltre l’addio all’Accordo di Parigi

Durante il suo primo mandato, Trump aveva già ritirato gli Stati Uniti dall’Accordo di Parigi, ma senza uscire formalmente dall’UNFCCC. Questo aveva consentito a Washington di continuare a partecipare alle conferenze sul clima.

Ora il passo è più radicale: l’uscita dalla Convenzione madre e dall’IPCC segna un disimpegno quasi totale dalla cooperazione climatica globale.

Le reazioni: “Un clamoroso autogol”

Durissima la reazione delle Nazioni Unite. “Il ritiro statunitense è un clamoroso autogol. Nei prossimi anni gli Stati Uniti saranno meno sicuri e meno prosperi”, ha dichiarato l’8 gennaio Simon Stiell, segretario esecutivo dell’UNFCCC.

Sulla stessa linea anche l’Unione europea. “La decisione della più grande economia mondiale e del secondo maggiore emettitore di gas serra di lasciare l’UNFCCC è deplorevole e infelice”, ha commentato Wopke Hoekstra, commissario europeo al Clima.

La posizione dell’amministrazione Trump

A difendere la scelta è il segretario di Stato Marco Rubio, che accusa le organizzazioni internazionali di essersi allontanate dalla loro missione originaria:
“Quello che era iniziato come un quadro pragmatico di cooperazione per la pace si è trasformato in un’architettura globale dominata da un’ideologia progressista, spesso contraria agli interessi nazionali”.

Non solo clima: gli USA lasciano 66 organizzazioni

Il ritiro non riguarda solo il clima. Tra le 66 organizzazioni abbandonate dagli Stati Uniti ci sono enti che si occupano di ambiente, lotta alla povertà, diritti umani e difesa della democrazia. Una scelta che potrebbe isolare ulteriormente Washington sul piano internazionale e ridurre il suo peso nei grandi negoziati globali.

Mentre il mondo affronta una crisi climatica sempre più urgente, l’uscita degli Stati Uniti dai principali tavoli internazionali rischia di avere conseguenze non solo ambientali, ma anche economiche e geopolitiche.

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