- 19/02/2025
- Luca Martino
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Il nuovo dissalatore dovrebbe dare una mano importante riuscendo a provvedere al fabbisogno idrico di circa un quarto della popolazione salentina
Il dissalatore di Taranto risponde all’esigenza di diversificare l’approvvigionamento e rendere il territorio più autonomo grazie alle sorgenti del fiume Tara, fonte ritenuta idonea perché non risente delle variazioni climatiche e metereologiche.
L’iniziativa nasce dal confronto con Legambiente, con cui Acquedotto Pugliese ha da tre anni una collaborazione mirata a promuovere la transizione energetica, la tutela del territorio e la sensibilizzazione delle comunità su temi ambientali.
Il dissalatore opera necessaria per far fronte alle crisi idriche
Per Acquedotto Pugliese (AQP) il territorio pugliese è esposto alle crisi idriche, in particolare Taranto essendo l’unica provincia alimentata da una sola linea di approvvigionamento idrico (lo schema Pertusillo-Sinni).
Anche se la città è attualmente interessata da lavori su 90 chilometri di reti idriche per un investimento di 37 mln di euro ed i depuratori della provincia dedicati al riuso diventeranno 16, incluso il Gennarini, entro il 2028, risanamento e riuso non bastano e per questo è necessario diversificare le fonti e rendere il territorio più autonomo.
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Il dissalatore di Taranto sarà alimentato al 100% da energia verde senza emissioni dirette e indirette di CO2.
Il tema della mitigazione degli impatti energetici era stato affrontato in un primo incontro con Legambiente Puglia e Legambiente Taranto già a marzo del 2024 ed è arrivato a soluzione in un nuovo appuntamento svolto il 31 gennaio, quando AQP ha comunicato all’associazione che riuscirà a coprire l’intero fabbisogno energetico dell’impianto approvvigionandosi di energia proveniente da fonti rinnovabili certificate tramite Garanzie di Origine, azzerando così anche le emissioni indirette di CO2 legate all’approvvigionamento energetico.
Il dissalatore, infatti, non prevede processi di combustione che comportano emissioni dirette di anidride carbonica.
Gli impianti fotovoltaici, in corso di realizzazione da parte di AQP in Provincia di Taranto sulle coperture dei serbatoi del Parco del Marchese e del potabilizzatore del Sinni, da soli avrebbero coperto il 14% il fabbisogno energetico del dissalatore. Grazie alla certificazione della fornitura di energia elettrica da fonti rinnovabili si è arrivati al 100%.













































































































































































































































































