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Transizione energetica, incontro a Roma tra la segretaria dem e i 120 esperti promotori dell’appello: nasce un gruppo di lavoro permanente per accelerare sulle rinnovabili

L’accelerazione sulla transizione energetica come una scelta non più rinviabile è  il punto di partenza dell’incontro che si è svolto ieri, 28 agosto, a Roma tra la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein e una delegazione dei 120 scienziati ed esperti del settore energetico promotori dell’appello al cosiddetto “campo largo” contro il blocco degli impianti di energia pulita.

Il confronto richiesto dai promotori dell’appello, si è svolto a porte chiuse e ha segnato, secondo quanto riferito congiuntamente dal Pd e dalla delegazione degli esperti, un clima di “aperta e proficua collaborazione”. Al tavolo, insieme a Schlein, erano presenti anche i membri della segreteria Annalisa Corrado e Antonio Misiani e il coordinatore del forum industria Andrea Orlando.

Al centro del colloquio c’è stata la necessità di superare i ritardi e gli ostacoli che frenano la realizzazione degli impianti a fonte pulita. Una necessità resa ancora più urgente, secondo i promotori, da un’estate segnata da eventi estremi e dagli effetti della crisi climatica, mentre il costo dell’energia continua a pesare su famiglie e imprese.

Il nodo delle Regioni: «Troppo spesso sono un ostacolo»

L’appello al “campo largo” era partito da una constatazione precisa: alcune Regioni guidate anche dal centro-sinistra risultano “decisamente indietro nel cronoprogramma del PNIEC”. Per i promotori, dunque, il tema non riguarda soltanto gli indirizzi nazionali, ma anche le scelte delle amministrazioni locali.

La delegazione degli esperti ha ribadito al Pd la necessità di un “profondo lavoro di informazione e formazione” all’interno del partito, soprattutto per contribuire a sbloccare gli impianti rinnovabili nelle Regioni nelle quali il Pd partecipa al governo.

Il rappresentante dei promotori, Giovanni Montagnani, ha messo il punto con particolare chiarezza: “Riconoscere l’urgenza di sbloccare le rinnovabili e passare da una logica di scontro a una di programmazione democratica partecipata è un passo fondamentale”.

Montagnani ha però anche sottolineato una criticità interna al centrosinistra: “Troppo spesso le amministrazioni locali di cui il Pd fa parte non sono sufficientemente impegnate in tal senso e anzi a volte sono un ostacolo alla transizione verso le rinnovabili”.

È proprio da qui che nasce l’intesa raggiunta ieri: un confronto stabile che non si limiti alla discussione politica, ma che accompagni concretamente amministratori e territori.

La «programmazione democratica» al centro dell’intesa

Pd e promotori dell’appello condividono una stessa impostazione: la transizione energetica deve essere sostenuta da una “programmazione democratica”. L’espressione indica una visione nella quale il dialogo trasparente, il confronto costante e la partecipazione attiva dei territori, dei cittadini e della comunità scientifica abbiano un ruolo centrale nelle decisioni energetiche del Paese.

La sintonia raggiunta non si tradurrà soltanto in un documento politico. Le parti hanno concordato di istituire un gruppo di lavoro permanente, composto da rappresentanti degli esperti e dai membri della segreteria del Pd con le deleghe coinvolte.

L’obiettivo è dare continuità al confronto e contribuire sia all’elaborazione politica sia alla costruzione di percorsi dedicati all’informazione, alla formazione e alla diffusione delle buone pratiche. Particolare attenzione sarà rivolta agli amministratori locali e alle comunità territoriali, con l’intento di far emergere le migliori progettualità e favorire uno sviluppo degli impianti “ordinato e determinato”.

Schlein: «Un’alleanza» per accelerare sulle rinnovabili

La segretaria del Partito Democratico Elly Schlein ha rivendicato l’esito del confronto e indicato nella collaborazione con la comunità scientifica una delle direttrici della politica energetica del partito.

“L’incontro di oggi conferma la volontà del Partito Democratico di fondare le scelte sulla transizione ecologica ed energetica sul dialogo costante con la comunità scientifica”, ha dichiarato Schlein.

La segretaria ha quindi richiamato la necessità di una “vera programmazione democratica” capace di “coniugare la massima partecipazione dei territori con l’urgenza indifferibile di accelerare sulla realizzazione degli impianti di energia pulita”.

E ha definito il risultato dell’incontro come l’avvio di “un’alleanza” che dovrebbe essere utile sia agli amministratori del partito sia alla costruzione del programma elettorale: “Impegni trasparenti, vincolanti e coraggiosi per lo sviluppo delle rinnovabili”.

Dal confronto sul presente al programma elettorale

Il tavolo non si è chiuso con l’intesa sul gruppo di lavoro. Il Pd e i promotori dell’appello hanno concordato anche di valutare le proposte del coordinamento nel percorso di costruzione del programma elettorale per le future elezioni nazionali.

È un passaggio che porta quindi la questione delle rinnovabili oltre il confronto tecnico e organizzativo, collegandola direttamente alla futura proposta politica del Partito Democratico.

Montagnani ha definito le decisioni assunte “risposte precise ed efficaci” alle richieste avanzate dai promotori, citando in particolare l’avvio immediato del gruppo di lavoro, la possibilità di collaborare per affiancare gli amministratori e l’inserimento di azioni concrete nel programma elettorale.

Un appello che cresce e guarda al «campo largo»

L’incontro con il Pd arriva dopo altri confronti promossi nelle settimane precedenti con i rappresentanti di Alleanza Verdi e Sinistra, Italia Viva e +Europa, tutti indicati dai promotori come interlocuzioni svolte con successo.

Anche il numero dei firmatari dell’appello è cresciuto passando dalle 75 firme iniziali alle 120 tra scienziati ed esperti di energia.

Il confronto, dunque, apre una sfida interna allo stesso centrosinistra: trasformare la condivisione degli obiettivi in scelte concrete anche nelle amministrazioni locali. Il gruppo di lavoro permanente sarà il primo banco di prova e la sua attività potrebbe entrare direttamente nella costruzione del prossimo programma elettorale nazionale del Pd.

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