- 15/04/2026
- Luca Martino
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Il cambiamento climatico corre più veloce delle politiche pubbliche e impone una revisione profonda delle strategie. È questo il filo conduttore delle dichiarazioni del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin, intervenuto a margine dell’evento ANCE “Un piano per l’Italia”.
Tra dissesto idrogeologico, politiche energetiche e caro bollette, emerge una linea che punta su adattamento, semplificazione e revisione degli strumenti europei.
Dissesto idrogeologico: «Servono velocità e meno burocrazia»
Sul tema della governance, il ministro invita alla prudenza rispetto alla creazione di nuove strutture decisionali. L’ipotesi di una cabina di regia è vista positivamente solo a una condizione: che serva davvero a velocizzare i processi: “Se è un passaggio ulteriore, rischiamo di essere perennemente in ritardo”.
Il nodo resta quello dell’efficienza amministrativa. Secondo il ministro, sul tavolo esistono già documenti e osservazioni tecniche, anche da parte di Ispra, ma si è ancora in attesa di sviluppi concreti. Il rischio è che la macchina decisionale rallenti proprio in un ambito, quello idrogeologico, dove il fattore tempo è decisivo.
Perché arriviamo sempre tardi sulla prevenzione
Il cambiamento climatico ha accelerato tutto
Alla domanda sul perché l’Italia arrivi spesso in ritardo nella prevenzione, la risposta è netta: il contesto è cambiato radicalmente.
L’adattamento climatico è diventato centrale solo negli ultimi anni, mentre oggi rappresenta una priorità assoluta. Non a caso, il tema ambientale è entrato nella Costituzione solo nel 2022. “Eventi che prima erano secolari oggi rischiano di essere annuali”.
Una trasformazione che obbliga a ripensare tempi, strumenti e priorità dell’azione pubblica.
Decarbonizzazione e territorio: due sfide parallele
Il ministro distingue chiaramente tra due livelli di intervento:
- Decarbonizzazione, per ridurre le cause della crisi climatica
- Adattamento, per gestirne gli effetti sul territorio
Un punto critico riguarda l’abbandono delle aree interne, che comporta una minore manutenzione del territorio. Parallelamente, l’urbanizzazione crescente concentra popolazione e rischi: “Non sempre servono grandi opere: alcuni fenomeni si governano con la gestione del territorio”.
Energia e idroelettrico: nodo concessioni dal 2029
Sul fronte energetico, resta aperto il tema delle concessioni idroelettriche, con scadenze concentrate tra il 2029 e il 2030. Il confronto è in corso a livello europeo e nazionale, con possibili sviluppi sia sul rinnovo sia su eventuali gare regionali.
Carburanti e autotrasporto: confronto in corso
Per quanto riguarda la crisi del settore carburanti e le richieste dell’autotrasporto, il dossier è nelle mani del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Sono in corso valutazioni su un possibile tavolo istituzionale, anche a Palazzo Chigi.
Bollette e aiuti: margini limitati ma trattative aperte
Sul fronte delle bollette di luce e gas, il governo sta lavorando su più livelli:
- Applicazione del decreto energia
- Confronto tecnico con la Commissione europea
- Possibili nuove misure legate al quadro UE
Un elemento chiave sarà il tavolo europeo sugli ETS (Emission Trading System), atteso entro l’estate
«Gli interventi dipendono anche dalle risorse disponibili nel bilancio dello Stato».
ETS e risorse: dove finiscono i proventi
Il tema dell’utilizzo dei proventi ETS resta centrale nel dibattito. Il ministro chiarisce che:
- Circa il 50% viene destinato all’efficientamento energetico degli edifici
- Le risorse contribuiscono anche a coprire gli effetti del Superbonus 110%
Resta aperta la discussione sulle priorità di spesa, ma il vincolo europeo limita i margini di manovra.
Consumi di gas in calo: da 80 a 60 miliardi
Un dato positivo arriva dal fronte dei consumi energetici: l’Italia è passata da circa 80 a 60 miliardi di metri cubi di gas.
Una riduzione significativa, frutto delle politiche di contenimento e degli aggiornamenti continui dei piani energetici.
Nuove strategie UE: nucleare e biocarburanti tornano centrali
Infine, cambia anche l’approccio europeo. Dopo le rigidità iniziali, Bruxelles sta rivedendo alcune posizioni: dall’apertura al nucleare nella tassonomia verde alla maggiore attenzione ai biocarburanti e carburanti a basse emissioni.
Un segnale che potrebbe incidere sulle future politiche energetiche italiane.










































































































































































































