- 28/01/2026
- Redazione
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La Commissione europea valuta positivamente il PNEC del Belgio, che mostra maggiore ambizione verso il 2030. Restano però lacune su rinnovabili, efficienza energetica e sussidi ai combustibili fossili
Il Belgio migliora l’ambizione del proprio Piano Nazionale per l’Energia e il Clima (PNEC), ma non basta. È il messaggio che emerge dalla valutazione ufficiale pubblicata dalla Commissione europea sul piano definitivo aggiornato di Bruxelles, che delinea il percorso del Paese verso gli obiettivi climatici ed energetici al 2030.
Secondo l’esecutivo comunitario, il piano presenta progressi significativi rispetto alla versione preliminare, ma restano criticità rilevanti nella fase di attuazione, soprattutto su energie rinnovabili ed efficienza energetica, due pilastri centrali della strategia climatica dell’Unione.
Un piano più ambizioso, ma ancora incompleto
La Commissione riconosce che il Belgio ha innalzato il livello di ambizione complessivo, allineandosi meglio al quadro europeo. Tuttavia, sottolinea che l’efficacia del piano dipenderà dalla sua reale implementazione, chiamando il governo a colmare le lacune ancora presenti.
La valutazione belga si inserisce nel quadro più ampio dell’analisi UE (COM/2025/274), pubblicata il 28 maggio 2025, che evidenziava i progressi complessivi degli Stati membri verso gli obiettivi climatici ed energetici comuni.
Emissioni: obiettivi raggiungibili, ma con l’aiuto delle flessibilità UE
Il nodo della condivisione degli sforzi
Il PNEC definitivo indica che il Belgio rispetterà gli obblighi previsti dal Regolamento sulla Condivisione degli Sforzi (ESR) entro il 2030. L’obiettivo è una riduzione delle emissioni del 47%, che sarà raggiunta facendo ricorso alle flessibilità europee per circa quattro punti percentuali.
La Commissione incoraggia però una piena attuazione delle politiche previste, in particolare nel settore dei trasporti, ritenuto cruciale per il raggiungimento degli obiettivi climatici.
Uso del suolo e foreste: segnali positivi dal LULUCF
Nel settore LULUCF (uso del suolo, cambiamenti di uso del suolo e silvicoltura), il Belgio mostra risultati incoraggianti. Nel 2022 ha registrato assorbimenti netti pari allo 0,4% delle emissioni totali di gas serra e, secondo le proiezioni, supererà l’obiettivo fissato per il 2030, a condizione che il piano venga attuato correttamente.
Sussidi ai combustibili fossili: manca una tabella di marcia
Uno dei punti critici riguarda i sussidi ai combustibili fossili. Il Belgio ha fornito una panoramica generale degli incentivi esistenti, ma senza indicare una tempistica chiara per la loro eliminazione né misure coordinate a tutti i livelli di governo.
La Commissione chiede quindi una roadmap dettagliata, ritenuta essenziale per rendere credibile la transizione energetica.
Rinnovabili ed efficienza: ambizione ancora sotto la media UE
Le principali carenze del piano
Nonostante un approccio proattivo nello sviluppo delle tecnologie rinnovabili, il contributo nazionale del Belgio all’obiettivo UE al 2030 è giudicato poco ambizioso. Mancano inoltre:
traiettorie chiare di diffusione delle rinnovabili
stime sull’approvvigionamento di biomassa forestale
Sul fronte dell’efficienza energetica, il livello di ambizione sul consumo di energia primaria è significativamente inferiore agli obiettivi europei. Bruxelles invita il Belgio a quantificare meglio i risparmi energetici e a rafforzare il quadro normativo per integrare reti elettriche, di riscaldamento e raffreddamento.
Sicurezza energetica: gas, nucleare e nuove tecnologie
Il Belgio sta lavorando per rafforzare la sicurezza energetica, puntando sulla diversificazione delle forniture di gas e mantenendo stabili i livelli di consumo. Tra le opzioni esplorate figurano:
il prolungamento dei reattori nucleari esistenti
la sperimentazione dei piccoli reattori modulari (SMR)
lo sviluppo dell’idrogeno
La Commissione invita però a rafforzare ulteriormente ricerca e innovazione nelle tecnologie per l’energia pulita, considerate decisive per la competitività futura del Paese.
Verso la fase di attuazione: la sfida dei prossimi anni
Con i PNEC aggiornati, l’Unione Europea dispone ora di una visione più chiara delle politiche e degli investimenti nazionali in vista del 2030. La fase cruciale è ora quella dell’attuazione, che richiederà:
uso efficace dei fondi pubblici
attrazione di investimenti privati
coordinamento tra livello nazionale, regionale ed europeo
La Commissione continuerà a supportare gli Stati membri e valuterà se saranno necessari ulteriori interventi correttivi, soprattutto su rinnovabili ed efficienza energetica.




























































































































































































