- 09/10/2026
- Redazione
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Dal 23 al 25 ottobre torna Maker Faire Rome – The European Edition, la manifestazione promossa e organizzata dalla Camera di Commercio di Roma che quest’anno riunirà oltre 400 stand espositivi, con progetti che spaziano dalla robotica all’intelligenza artificiale, dalla manifattura digitale all’aerospazio
Roma si prepara a trasformare ancora una volta il Gazometro Ostiense in un punto di incontro tra ricerca, impresa e nuove tecnologie. L’edizione 2026 di Maker Faire Rome punta a mettere in relazione competenze diverse, coinvolgendo startup, aziende, inventori, studenti e ricercatori. Sono 26 le scuole secondarie partecipanti e 27 le università e i centri di ricerca, che porteranno alla manifestazione 145 progetti.
Un programma che riflette una questione sempre più centrale per il sistema produttivo: come trasformare le idee e i risultati della ricerca in applicazioni concrete, nuove imprese e opportunità di lavoro.
Dall’intelligenza artificiale alla robotica, cosa si vedrà alla Maker Faire
La manifestazione si articolerà in tre aree tematiche — Innovazione, Creatività e Scoperta — all’interno delle quali saranno presentati progetti dedicati a diversi settori tecnologici e produttivi.
Tra i principali ambiti figurano robotica, Internet of Things, intelligenza artificiale, manifattura digitale, economia circolare e agritech. Spazio anche al design, all’aerospazio e alle nuove frontiere della creatività, in un percorso che punta a rendere accessibili al pubblico tecnologie spesso conosciute soltanto attraverso il loro impiego industriale o scientifico.
Una parte del programma sarà dedicata alla formazione, con un’area Educational e Gaming che ospiterà laboratori, lezioni e attività didattiche. L’obiettivo è avvicinare soprattutto le nuove generazioni alle discipline scientifiche e tecnologiche, favorendo un apprendimento basato sulla sperimentazione.
Accanto agli stand, il programma prevede un main stage con incontri e testimonianze dedicati alle storie dell’innovazione. Anche l’allestimento sarà parte del racconto: sedie e tavoli saranno realizzati da Mediterranea, startup specializzata in elementi di interior design ecocompatibili prodotti con stampanti 3D e plastica riciclata.
Il Gazometro, da simbolo industriale a spazio per le nuove tecnologie
La scelta del Gazometro Ostiense rafforza il legame tra la manifestazione e la trasformazione industriale della Capitale. L’area, legata alla storia energetica di Roma, è oggi anche un luogo di sperimentazione e sviluppo, con la presenza di realtà come ROAD – Rome Advanced District.
L’evento si estenderà inoltre agli spazi dell’Istituto Superiore Antincendi, grazie alla collaborazione con il Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco.
A confermare il rapporto tra il sito e il settore energetico è la presenza di Eni, main partner della manifestazione per il tredicesimo anno consecutivo. In occasione dei cento anni dalla nascita di Agip, il gruppo presenterà “Pioneers to Makers”, uno spazio interattivo dedicato alla storia della ricerca e alle prospettive dell’energia.
Installazioni, proiezioni, giochi ed esperienze di realtà virtuale accompagneranno i visitatori in un percorso tra evoluzione tecnologica e nuove soluzioni. All’interno dell’Eni2050 Lab sarà invece possibile conoscere alcune delle tecnologie sviluppate nell’ambito della ricerca e sviluppo del gruppo, dai biocarburanti alla cattura e allo stoccaggio della CO₂, fino ai sistemi per la produzione e l’accumulo di energia da fonti rinnovabili.
Startup e imprese, la sfida è portare le idee sul mercato
Oltre alla divulgazione, Maker Faire Rome punta a favorire l’incontro tra chi sviluppa nuove soluzioni e chi può contribuire a trasformarle in attività economiche. È il tema richiamato da Lorenzo Tagliavanti, presidente della Camera di Commercio di Roma, che considera la manifestazione un esempio di collaborazione tra imprese, scuole, università e appassionati.
Secondo Tagliavanti, il valore dell’iniziativa risiede nella possibilità di condividere conoscenze e competenze attraverso percorsi di progettazione, formazione e matchmaking, creando occasioni di confronto tra soggetti che spesso operano in ambiti differenti.
Sulla stessa linea Maurizio Pezzetta, presidente di Innova Camera, azienda speciale della Camera di Commercio di Roma, che individua nella manifestazione un punto d’incontro per inventori, imprese, investitori e mondo accademico.
Il passaggio dalla sperimentazione al mercato resta uno dei nodi decisivi per l’innovazione. Non basta sviluppare un prototipo: servono competenze, risorse e relazioni in grado di sostenere la crescita di un progetto. In questo senso, il confronto tra startup, aziende strutturate e ricerca rappresenta uno degli aspetti economici più rilevanti dell’appuntamento romano.
Regione Lazio, oltre 115 milioni per ricerca e tecnologie avanzate
La Regione Lazio conferma il proprio sostegno alla Maker Faire Rome e punta a utilizzare l’evento anche come occasione per promuovere le imprese del territorio e rafforzarne i collegamenti con i mercati internazionali.
La vicepresidente regionale Roberta Angelilli, assessora allo Sviluppo economico, ha annunciato oltre 115 milioni di euro destinati, a partire da ottobre 2026, a bandi specifici per sostenere la ricerca e lo sviluppo di tecnologie avanzate. Gli investimenti riguarderanno ambiti strategici come digitale, biotecnologie, aerospazio e transizione energetica, con l’obiettivo dichiarato di rafforzare i rapporti tra università, ricerca e sistema produttivo.
La partecipazione a Maker Faire Rome si inserisce anche nelle politiche regionali a sostegno dell’internazionalizzazione delle piccole e medie imprese, attraverso iniziative e opportunità di collaborazione con altri ecosistemi dell’innovazione.
Angelilli ha inoltre indicato il Gazometro come futura sede di un centro regionale di Open Innovation, in collaborazione con Lazio Innova. Il progetto dovrebbe prevedere anche tavoli internazionali dedicati alla transizione energetica e alla sostenibilità tecnologica.
La sfida, per il territorio, sarà trasformare le risorse e le competenze disponibili in investimenti produttivi, crescita delle imprese e occupazione. È su questo terreno che si misura la capacità di un ecosistema dell’innovazione di produrre risultati duraturi, oltre la visibilità garantita dai grandi eventi.





























































































































































































































































































