- 18/10/2026
- Redazione
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Nuovi fondi europei per modernizzare il sistema idrico della Thailandia: previsione delle inondazioni, allerta precoce e infrastrutture digitali al centro del progetto nel bacino del Chao Phraya
L’Unione europea rafforza il proprio sostegno alla Thailandia nella lotta contro gli effetti del cambiamento climatico, con un nuovo finanziamento da 12 milioni di euro destinato a migliorare la gestione delle risorse idriche e a ridurre il rischio di alluvioni. L’intervento riguarda il bacino del basso Chao Phraya orientale, un’area strategica per la sicurezza idrica, le comunità locali e le attività economiche del Paese.
Il contributo europeo sarà integrato con un prestito dell’Agenzia francese per lo sviluppo (AFD) e con il cofinanziamento della Banca asiatica di sviluppo. È inoltre previsto un ulteriore apporto attraverso la collaborazione con l’Agenzia tedesca per la cooperazione internazionale (GIZ).
L’iniziativa rientra nella strategia Global Gateway dell’Unione europea e si inserisce nel quadro di cooperazione di Team Europe, che riunisce istituzioni europee e partner degli Stati membri per sostenere investimenti infrastrutturali e programmi di sviluppo sostenibile.
Dalle previsioni delle inondazioni alla gestione digitale dell’acqua
Il cuore dell’intervento è la modernizzazione dei sistemi con cui la Thailandia monitora e gestisce le risorse idriche. La sovvenzione da 12 milioni di euro contribuirà a realizzare strumenti digitali e istituzionali destinati a migliorare il coordinamento delle informazioni e la capacità di risposta delle autorità.
Tra gli elementi centrali del progetto figura un sistema di supporto alle decisioni, progettato per integrare dati e informazioni utili alla gestione del bacino. A questo si affiancheranno sistemi di previsione delle inondazioni e strumenti di monitoraggio idrometeorologico, con l’obiettivo di rendere più tempestiva e coordinata la risposta agli eventi estremi.
Il passaggio è rilevante soprattutto in un contesto in cui la gestione frammentata delle informazioni può ostacolare la prevenzione. Integrare i dati a livello di bacino significa poter individuare con maggiore anticipo le situazioni di rischio, coordinare gli interventi e migliorare la pianificazione delle risorse idriche.
L’obiettivo è quindi superare progressivamente procedure in larga parte manuali e sistemi non integrati, favorendo una gestione dell’acqua più connessa, basata sui dati e capace di reagire in tempo reale alle condizioni meteorologiche.
Allerta precoce e comunità più preparate
La tecnologia, da sola, non basta a ridurre i danni provocati dalle alluvioni. Per questo il programma prevede anche il rafforzamento dei sistemi di allerta precoce e della gestione del rischio di catastrofi a livello locale.
Le informazioni prodotte dagli strumenti di monitoraggio e previsione dovranno essere collegate alle autorità territoriali e ai sistemi di allarme delle comunità. In questo modo, gli avvisi potranno raggiungere più efficacemente le persone che vivono nelle aree maggiormente esposte.
La disponibilità tempestiva di informazioni può fare la differenza nella preparazione delle comunità, nella protezione delle abitazioni e delle attività economiche e nell’organizzazione degli interventi di emergenza. Il progetto punta pertanto a integrare le infrastrutture e gli strumenti digitali con una maggiore capacità di prevenzione sul territorio.
L’annuncio europeo arriva inoltre in un contesto segnato da recenti episodi di inondazione. Il commissario europeo per i Partenariati internazionali, Jozef Síkela, ha espresso solidarietà alle persone colpite, sottolineando le conseguenze degli eventi meteorologici estremi per cittadini, agricoltori, imprese e servizi pubblici.
Secondo Síkela, attraverso Global Gateway e Team Europe l’Unione europea mette a disposizione finanziamenti, competenze e tecnologie per aiutare la Thailandia a migliorare la gestione delle acque, ridurre i rischi di alluvione e rafforzare la resilienza nel lungo periodo.
Un piano ventennale per il bacino del Chao Phraya
Il progetto di miglioramento del sistema di irrigazione del basso Chao Phraya orientale fa parte del Chao Phraya Flood Risk Management Master Plan, un piano ventennale sviluppato dal Dipartimento reale per l’irrigazione della Thailandia con il sostegno della Banca asiatica di sviluppo.
Il programma nasce anche dall’esperienza delle devastanti alluvioni monsoniche del 2011, che hanno evidenziato la necessità di rafforzare la capacità del Paese di prevenire e gestire le emergenze idriche. La strategia mira a sostenere una crescita economica più resiliente, migliorando al tempo stesso la disponibilità dell’acqua e la protezione delle aree esposte.
La rete interessata comprende 22 principali canali di irrigazione, per una lunghezza complessiva di circa 460 chilometri, e 23 strutture di controllo dell’acqua distribuite in otto province e aree amministrative.
Si tratta di un intervento che combina opere e sistemi di gestione: alla rete fisica per il controllo e la distribuzione dell’acqua si affiancano strumenti digitali e procedure per rendere più efficace il coordinamento tra enti e comunità.
I risultati attesi: meno danni e più acqua nella stagione secca
Le stime associate al progetto indicano benefici potenzialmente significativi per la sicurezza idrica e la protezione del territorio. Una volta completato, il programma dovrebbe contribuire a:
- Ridurre i danni causati dalle inondazioni per un valore medio stimato di circa 10 miliardi di baht thailandesi all’anno.
- Proteggere oltre 258.000 rai di territorio, equivalenti a più di 400 chilometri quadrati, comprendenti comunità e aree economiche strategiche.
- Aumentare la capacità di stoccaggio dell’acqua destinata al consumo domestico durante la stagione secca di oltre 17 milioni di metri cubi all’anno.
Si tratta di obiettivi previsti, non di risultati già raggiunti. Il loro conseguimento dipenderà dalla realizzazione degli interventi e dall’effettiva capacità dei sistemi di gestione di operare in modo coordinato.
La posta in gioco riguarda sia la prevenzione delle emergenze sia la disponibilità di acqua nei periodi più asciutti. Migliorare il controllo delle risorse idriche significa infatti affrontare due esigenze strettamente collegate: limitare i danni provocati dall’eccesso d’acqua e garantire riserve sufficienti quando le precipitazioni diminuiscono.
































































































































































































































































































