- 03/04/2026
- Luca Martino
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Il Consiglio dei ministri proroga lo sconto di 25 centesimi su benzina e diesel fino al 1° maggio 2026. Costo da 500 milioni, ma i rincari internazionali riducono l’efficacia
Il Consiglio dei ministri ha approvato un nuovo decreto carburanti che proroga lo sconto sulle accise su benzina e diesel fino al 1° maggio 2026. La misura, che prevede una riduzione di 25 centesimi al litro, sarebbe altrimenti scaduta il 7 aprile.
A chiarirlo è stato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, nel corso della conferenza stampa successiva alla riunione di governo: si tratta di una proroga dell’intervento già in vigore, non di un ulteriore taglio dei prezzi alla pompa.
Una misura che non basta a fermare i rincari
Nonostante la proroga, l’effetto per i consumatori rischia di essere limitato. Il costo della materia prima continua infatti a salire sotto la spinta delle tensioni internazionali, in particolare nel Medio Oriente.
Il conflitto in corso sta incidendo direttamente sui prezzi energetici globali, erodendo di fatto il beneficio dello sconto fiscale. In questo scenario, l’intervento del governo appare più come un argine temporaneo che una soluzione strutturale.
Le motivazioni del Governo: “situazione internazionale delicata”
Il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin ha definito la misura “necessaria” alla luce della fase geopolitica attuale: “Un intervento indispensabile, considerando la particolare situazione in Medio Oriente”.
Sulla stessa linea la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha sottolineato come il decreto rappresenti una risposta concreta a una fase economica complessa: “Le tensioni internazionali stanno producendo effetti diretti sui costi dell’energia e sull’economia reale”.
Meloni ha inoltre evidenziato che il provvedimento include anche misure di sostegno per agricoltori e imprese esportatrici, categorie particolarmente esposte all’aumento dei costi energetici.
Quanto costa la proroga: 500 milioni di euro
Dal punto di vista dei conti pubblici, la proroga dello sconto sulle accise comporta un impegno complessivo di circa 500 milioni di euro.
Secondo quanto spiegato da Giorgetti:
- 200 milioni saranno coperti dall’aumento del gettito IVA legato ai rincari energetici
- 300 milioni arriveranno da risorse ETS legate alle emissioni di CO₂, non ancora utilizzate
Il ministro ha precisato che non verranno toccati i fondi destinati alle imprese energivore.
Scenario aperto: il Governo monitora i mercati
L’esecutivo mantiene alta l’attenzione sull’evoluzione dello scenario internazionale. La volatilità dei mercati energetici rende infatti difficile prevedere l’andamento dei prezzi nelle prossime settimane.
L’impegno dichiarato è quello di intervenire nuovamente, se necessario, per tutelare famiglie e imprese da ulteriori shock sui costi dell’energia.
































































































































































































































