- 15/07/2026
- Redazione
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Semaforo verde della Commissione europea al regime francese di aiuti di Stato destinato all’eolico offshore. Il piano, con una dotazione massima di 63 miliardi di euro, finanzierà la realizzazione e l’esercizio di undici parchi eolici marini
La Commissione europea ha autorizzato il nuovo regime di aiuti di Stato presentato dalla Francia per sostenere lo sviluppo dell’eolico offshore. Si tratta di un piano dal valore massimo di 63 miliardi di euro, destinato a finanziare la realizzazione e la gestione di undici nuovi parchi eolici marini, con l’obiettivo di rafforzare la produzione di energia rinnovabile e contribuire agli obiettivi di decarbonizzazione fissati dall’Unione europea.
L’approvazione rientra nel quadro del Clean Industrial Deal State Aid Framework (CISAF), il nuovo sistema di regole adottato dalla Commissione europea nel giugno 2025 per consentire agli Stati membri di sostenere gli investimenti strategici necessari alla transizione verso un’economia a emissioni nette pari a zero.
Undici nuovi parchi eolici tra Mare del Nord, Atlantico e Mediterraneo
Il programma francese avrà una durata di venticinque anni e interesserà tre delle principali aree marittime del Paese: il Mare del Nord, l’Oceano Atlantico e il Mar Mediterraneo.
I nuovi impianti raggiungeranno una capacità installata complessiva di 11,1 gigawatt e saranno in grado di produrre fino a 47,8 terawattora di energia elettrica ogni anno, una quantità sufficiente a coprire circa il 10,6% del consumo annuale di elettricità della Francia.
L’investimento rappresenta uno dei più importanti programmi europei dedicati all’energia eolica offshore e conferma il ruolo centrale che questa tecnologia avrà nel percorso di riduzione delle emissioni e di progressiva sostituzione delle fonti fossili.
Come funzioneranno gli aiuti previsti dal piano
Il sostegno pubblico non sarà erogato attraverso contributi diretti, ma mediante un sistema di Contratti per Differenza (CfD) bidirezionali, uno strumento già adottato in diversi Paesi europei per garantire stabilità agli investimenti nel settore energetico.
Le imprese che realizzeranno gli impianti saranno selezionate tramite gare pubbliche competitive e trasparenti. Il meccanismo prevede che, quando il prezzo dell’energia sul mercato sarà inferiore a quello stabilito nel contratto, lo Stato riconoscerà ai produttori la differenza. Al contrario, se il prezzo di mercato dovesse superare quello concordato, saranno gli operatori a restituire la differenza alle autorità francesi.
Secondo Bruxelles, questo sistema permette di offrire certezza agli investitori senza alterare il corretto funzionamento del mercato elettrico, evitando anche il rischio di sovracompensazioni.
La Commissione: misura compatibile con le regole europee
Il piano è stato ritenuto necessario, proporzionato e adeguato a favorire lo sviluppo delle energie rinnovabili, contribuendo al raggiungimento degli obiettivi del Clean Industrial Deal e della strategia europea per la neutralità climatica.
Particolare attenzione è stata dedicata anche alle garanzie previste per il funzionamento del mercato. Il sistema, infatti, evita che gli operatori ricevano compensazioni nei periodi in cui i prezzi dell’energia risultano negativi, preservando così l’equilibrio del settore elettrico.
Teresa Ribera: “Un passo importante verso un sistema energetico decarbonizzato”
A commentare il via libera è stata la vicepresidente esecutiva della Commissione europea per una Transizione pulita, giusta e competitiva, Teresa Ribera, che ha definito la decisione un passaggio significativo per il futuro energetico della Francia.
“La decisione di oggi apre la strada al sistema di sostegno all’eolico offshore della Francia. Il Paese continuerà a lavorare per costruire un sistema energetico completamente decarbonizzato e la Commissione continuerà ad affiancare gli Stati membri nel raggiungimento dei nostri obiettivi climatici comuni”, ha dichiarato.
Un tassello della strategia industriale europea
L’approvazione del piano francese rappresenta una delle prime applicazioni concrete del Clean Industrial Deal State Aid Framework, il nuovo strumento con cui Bruxelles punta ad accelerare la trasformazione dell’industria europea.
Il quadro normativo consente agli Stati membri di sostenere non soltanto lo sviluppo delle energie rinnovabili, ma anche la produzione di tecnologie strategiche come turbine eoliche, batterie, pannelli fotovoltaici, pompe di calore ed elettrolizzatori, oltre agli investimenti necessari per la decarbonizzazione dell’industria e delle infrastrutture energetiche.
Con il via libera al programma francese, l’Unione europea conferma quindi la volontà di rafforzare la propria autonomia energetica, ridurre la dipendenza dai combustibili fossili importati e consolidare una filiera industriale europea sempre più competitiva nel settore delle tecnologie pulite.












































































































































































































































