- 15/12/2025
- Redazione
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Dall’inquinamento dell’aria a Napoli e Palermo ai rifiuti e alla tutela del mare: Bruxelles avvia nuove procedure contro l’Italia
L’Italia finisce di nuovo nel mirino della Commissione europea. Bruxelles ha avviato tre diverse procedure di infrazione che riguardano temi centrali per la salute pubblica e l’ambiente: la qualità dell’aria nelle grandi città, la tutela delle specie marine e il corretto recepimento delle norme europee sui rifiuti. Un pacchetto di contestazioni che rischia di aprire la strada a un nuovo contenzioso davanti alla Corte di giustizia dell’Unione europea.
Aria irrespirabile a Napoli e Palermo: scatta la procedura
La Commissione ha inviato all’Italia una lettera di costituzione in mora per il mancato rispetto della direttiva europea sulla qualità dell’aria ambiente. Sotto accusa sono in particolare gli agglomerati urbani di Napoli e Palermo, dove da anni vengono superati i valori limite di biossido di azoto (NO₂), un inquinante strettamente legato al traffico e con effetti documentati sulla salute.
La normativa UE impone agli Stati membri non solo di rispettare i limiti, ma anche di adottare piani per la qualità dell’aria efficaci, capaci di riportare i livelli di inquinamento sotto soglia nel più breve tempo possibile. Secondo Bruxelles, però, le misure adottate finora non sono sufficienti. L’Italia ha ora due mesi di tempo per rispondere e intervenire; in caso contrario, la Commissione potrà passare allo stadio successivo della procedura.
Cetacei e tartarughe: insufficienti le tutele contro le catture accidentali
Non va meglio sul fronte della biodiversità marina. La Commissione ha deciso di inviare un parere motivato all’Italia per la mancata applicazione della direttiva Habitat, che impone il monitoraggio e la prevenzione delle cosiddette catture accessorie: la presa accidentale, durante la pesca, di specie protette.
Secondo Bruxelles, l’Italia non ha messo in piedi un sistema efficace per controllare l’impatto della pesca su animali come il tursiope e la tartaruga Caretta caretta, né ha adottato misure adeguate per proteggere diverse specie di uccelli marini all’interno dei siti Natura 2000. Una prima lettera era già stata inviata nel febbraio 2024, ma la risposta fornita non è stata giudicata sufficiente.
Anche in questo caso, Roma ha due mesi per rimediare, prima che la Commissione possa deferire il dossier alla Corte di giustizia UE.
Rifiuti, riciclo e responsabilità dei produttori: norme recepite male
Terzo capitolo: la gestione dei rifiuti. La Commissione ha emesso un altro parere motivato per il non corretto recepimento della direttiva quadro sui rifiuti, modificata nel 2018 per rafforzare gli obiettivi di riciclaggio e l’economia circolare.
Il termine per adeguarsi scadeva nel luglio 2020, ma secondo Bruxelles alcune disposizioni restano ancora applicate in modo incompleto. Le criticità riguardano, tra l’altro, la responsabilità estesa del produttore, il riciclaggio di alta qualità, la raccolta differenziata dei rifiuti pericolosi e i contenuti minimi dei piani di gestione dei rifiuti.
Anche qui, l’Italia ha due mesi per mettersi in regola ed evitare il rinvio alla Corte.
Un conto aperto con Bruxelles
Nel complesso, le nuove procedure fotografano un rapporto ancora problematico tra l’Italia e l’attuazione delle politiche ambientali europee. Dalla qualità dell’aria nelle città alla protezione del mare, fino alla gestione dei rifiuti, Bruxelles chiede interventi più rapidi ed efficaci. Il rischio, altrimenti, non è solo quello di sanzioni economiche, ma di continuare a pagare un prezzo elevato in termini di salute, ambiente e credibilità europea.














































































































































































































































































