- 21/08/2026
- Redazione
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Il governo britannico riapre la consultazione sul mandato ZEV e valuta un ridimensionamento degli obiettivi per il 2030. T&E UK lancia l’allarme: meno investimenti, maggiore incertezza e fino a tre milioni di auto elettriche in meno sulle strade
Il Regno Unito torna a mettere in discussione la propria strategia per la transizione verso la mobilità elettrica. Il governo britannico ha avviato una nuova consultazione sulla possibilità di ridurre gli obiettivi fissati per il 2030 sui veicoli a emissioni zero (ZEV), una scelta che potrebbe modificare in modo significativo il percorso dell’industria automobilistica britannica nei prossimi anni.
Secondo la posizione espressa da Transport & Environment (T&E) UK, l’ipotesi sul tavolo potrebbe arrivare a un ridimensionamento dell’obiettivo fino al 50%. Una prospettiva che, secondo l’organizzazione ambientalista, rischia di tradursi in una minore diffusione delle auto elettriche, in una perdita di fiducia da parte degli investitori e in nuove incertezze per il settore automotive.
Il nodo del mandato ZEV
Il mandato ZEV è stato introdotto con un obiettivo preciso: accompagnare progressivamente il mercato britannico verso i veicoli a emissioni zero e, allo stesso tempo, offrire maggiore certezza alle case automobilistiche e agli investitori.
Per T&E, però, modificare nuovamente il percorso rischierebbe di ripetere gli errori del passato. La stessa leadership politica britannica aveva infatti criticato il precedente governo per i continui cambiamenti agli obiettivi, sostenendo che l’incertezza avesse già provocato danni agli investimenti e alimentato dubbi tra gli operatori economici.
Il timore è che un nuovo cambio di rotta possa avere un effetto simile proprio mentre l’industria automobilistica sta affrontando una trasformazione profonda, tra elettrificazione, concorrenza internazionale e necessità di nuovi investimenti industriali.

Fino a tre milioni di auto elettriche in meno sulle strade
Uno degli aspetti più rilevanti della controversia riguarda le possibili conseguenze sul numero di veicoli elettrici circolanti nel Paese.
Secondo T&E UK, un indebolimento significativo del mandato potrebbe portare a fino a tre milioni di auto elettriche in meno sulle strade britanniche entro la fine del decennio.
La questione non riguarda soltanto gli obiettivi climatici. Per l’organizzazione, infatti, la diffusione delle auto elettriche rappresenta anche una questione economica per le famiglie. Con i prezzi di benzina e diesel ancora esposti a oscillazioni, i veicoli elettrici vengono considerati una soluzione in grado di offrire costi di utilizzo più prevedibili.
Un rallentamento della transizione potrebbe quindi prolungare la dipendenza degli automobilisti dai combustibili fossili e lasciare una parte consistente del parco auto britannico legata a carburanti soggetti a forti variazioni di prezzo.
T&E: «Una scelta che rischia di indebolire l’industria»
Durissima la reazione di Anna Krajinska, direttrice di T&E UK, secondo cui la riapertura della consultazione arriva in una fase particolarmente delicata sul fronte climatico e industriale.
Krajinska sostiene che temperature record, incendi e peggioramento della qualità dell’aria rendano ancora più difficile giustificare un arretramento delle politiche di decarbonizzazione.
Ma il punto centrale della critica riguarda soprattutto la politica industriale. Secondo T&E, ridurre drasticamente gli obiettivi per il 2030 potrebbe lasciare il Regno Unito in una posizione più debole nella competizione internazionale sull’auto elettrica, mettendo a rischio investimenti, occupazione e capacità produttiva.
L’organizzazione contesta inoltre al governo la mancanza di una strategia industriale automobilistica sufficientemente credibile e vede nella modifica del mandato ZEV il rischio di una risposta alle pressioni del settore anziché di una soluzione strutturale alle difficoltà dell’automotive britannico.
La sfida non è soltanto ambientale
Dietro la discussione sul numero di auto elettriche da mettere in strada entro il 2030 si nasconde una partita più ampia.
Per il Regno Unito, la transizione all’elettrico riguarda contemporaneamente clima, industria, occupazione, investimenti e sicurezza energetica. La capacità di mantenere una traiettoria stabile potrebbe essere determinante per convincere i produttori e gli investitori a destinare capitali al Paese.
È questo il punto su cui insiste T&E: il mandato ZEV sarebbe nato proprio per creare prevedibilità nel mercato. Modificarlo nuovamente, secondo l’organizzazione, rischierebbe invece di aumentare l’incertezza nel momento in cui le case automobilistiche devono decidere dove concentrare nuovi stabilimenti, tecnologie e posti di lavoro.
Il dilemma di Londra: sostenere il settore o accelerare la transizione?
Il governo britannico si trova così davanti a un dilemma che va oltre il calendario del 2030. Da una parte ci sono le difficoltà che l’industria automobilistica sta affrontando nella transizione verso l’elettrico; dall’altra la necessità di mantenere una direzione chiara per non perdere terreno rispetto ai principali concorrenti internazionali.
La consultazione potrebbe diventare quindi un passaggio cruciale per definire il futuro della mobilità britannica.
Per T&E, la strada da seguire è opposta a quella di un ridimensionamento degli obiettivi: servono politiche più stabili e ambiziose, capaci di sostenere gli investimenti e accompagnare automobilisti e imprese verso un mercato sempre più elettrificato.
La partita sul mandato ZEV, in altre parole, non riguarda soltanto quante auto elettriche circoleranno sulle strade britanniche nel 2030. Riguarda anche quale ruolo Londra intenda giocare nella nuova industria automobilistica globale.
































































































































































































































































