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Macron mobilita imprese e utility: 600mila posti e miliardi per l’elettrificazione. Pressione anche sull’Italia

Mentre in Italia il confronto politico e industriale resta concentrato sull’emergenza dei costi energetici, con gli interventi della premier Giorgia Meloni e del presidente di Confindustria Emanuele Orsini, dalla Francia arriva una strategia di lungo periodo che punta a trasformare radicalmente il sistema energetico nazionale.

Il presidente Emmanuel Macron ha infatti convocato all’Eliseo quello che la presidenza francese ha definito il “team per l’elettrificazione della Francia”: grandi utility, produttori industriali, operatori dei trasporti e aziende tecnologiche chiamati a sostenere una mobilitazione collettiva per accelerare il passaggio all’elettrico.

L’obiettivo dichiarato è ridurre la dipendenza dai combustibili fossili importati — oggi vicina al 60% del fabbisogno energetico — fino al 30% entro il 2035.

Una strategia che Parigi considera decisiva non soltanto per la transizione ecologica, ma soprattutto per rafforzare potere d’acquisto, competitività industriale e sovranità nazionale in una fase segnata dalla nuova impennata dei prezzi dell’energia legata alle tensioni geopolitiche in Medio Oriente.

Il piano francese: investimenti, reti e industria elettrica

Il piano francese punta a risultati concreti già entro il 2030. Tra i target fissati dal governo figurano il raddoppio dei punti di ricarica per veicoli elettrici e la produzione nazionale di un milione di pompe di calore.

Ma soprattutto, Parigi prova a mettere in campo una politica industriale coordinata, sostenuta da investimenti pubblici e privati su larga scala.

“Si tratta di un importante piano di trasformazione che coinvolge 6.000 aziende e che creerà o manterrà oltre 600.000 posti di lavoro”, ha dichiarato Macron, rivendicando la portata economica dell’operazione.

Gli impegni annunciati dalle grandi aziende

Come riportato da Reuters, tra gli annunci più rilevanti emersi dal vertice dell’Eliseo:

  • Stellantis investirà oltre un miliardo di euro nello stabilimento di Mulhouse dal 2029 per produrre una nuova generazione di veicoli elettrici;
  • EDF stanzierà 240 milioni di euro per accelerare l’elettrificazione dei consumi;
  • gli operatori delle reti elettriche, guidati da RTE, investiranno nella posa di 45mila chilometri di nuove linee di trasmissione e distribuzione entro il 2030, così da sostenere l’aumento della domanda elettrica.

Octopus Italia: “I capitali ci sono, servono meno ostacoli”

Secondo Giorgio Tommasetti, CEO di Octopus Energy Italia, la Francia sta dimostrando che una strategia chiara può attirare rapidamente grandi investimenti privati.

“La Francia ha dimostrato che il momento di agire è ora e che, quando c’è una strategia chiara e un sistema che facilita gli investimenti, i capitali privati arrivano rapidamente”, ha spiegato Tommasetti. “Macron ha lanciato il piano nazionale di elettrificazione e ci ha invitato all’Eliseo per contribuire a costruirlo: lì abbiamo già investito oltre un miliardo nelle rinnovabili e siamo pronti ad accelerare ancora”.

Tommasetti sottolinea come anche l’Italia resti un mercato strategico: “Abbiamo oltre un milione di utenze e continuiamo a credere fortemente nel Paese. Ma con meno burocrazia e tempi certi potremmo aumentare ulteriormente gli investimenti e ridurre ancora il costo dell’energia anche in Italia”.

Il monito del Politecnico: “L’Italia rischia di restare indietro”

Ancora più netto il commento di Mario Motta, docente del Politecnico di Milano e delegato alla transizione energetica.

“La mossa di Macron dimostra che l’elettrificazione non è un’opzione ideologica, ma una precisa strategia di sovranità economica e competitività industriale”, osserva Motta.

Secondo il docente, la Francia sta reagendo all’instabilità geopolitica con un maxi-piano capace di mobilitare filiere industriali, utility e investimenti miliardari, mentre l’Italia continua a scontare ritardi strutturali.

“Il nostro Paese — avverte — paga una fiscalità che penalizza ancora il vettore elettrico e tempi di autorizzazione per le reti che sono il doppio della media europea. Sbloccare l’elettrificazione dei consumi e lo sviluppo delle rinnovabili è la via maestra per garantire indipendenza energetica, ridurre le bollette e rilanciare il sistema industriale italiano”.

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