Nel corso della settimana le terre rare sono state al centro del botta e risposta sui dazi, e risultano essere sempre più fondamentali per le economie del presente e del futuro
Durante la settimana, come riportato dal New York Times, Pechino ha sospeso le esportazioni delle materie prime essenziali per la fabbricazione di auto, droni, robot e missili, concretizzando sempre di più la minaccia allo stop delle forniture di componenti essenziali per l’industria automobilistica, aerospaziale, bellica e dei semiconduttori.
La misura adottata da Pechino potrebbe provocare il blocco permanente delle forniture per alcune aziende tra cui gli appaltatori militari USA.
Le restrizioni cinesi sulle terre rare
All’indomani dell’annuncio dei dazi da parte di Trump, Pechino aveva imposto restrizioni sulle esportazioni di sei metalli degli elementi delle terre rare pesanti (Hree) e di magneti di terre rare, il 90% dei quali prodotti in Cina.
L’intesa con l’Ucraina pronta per essere firmata
Ucraina e Stati Uniti, intanto, hanno firmato un memorandum che dimostra l’intenzione di finalizzare e concludere un accordo sulle terre rare.
Come riportato da Ukrainska Pravda, ad annunciarlo è stato il vice primo ministro dell’economia ucraina Yulia Svyrydenko che ha dichiarato: il memorandum “Apre la strada ad un accordo di partenariato economico e all’istituzione del Fondo di investimento per la ricostruzione dell’Ucraina” – ha poi continuato – “Oggi abbiamo compiuto un passo avanti verso un accordo di partenariato economico congiunto con gli USA. Il memorandum dimostra il costruttivo lavoro congiunto e l’intenzione di finalizzare e concludere un accordo vantaggioso per entrambi i nostri popoli.”
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Il Presidente Trump ha puntato su un accordo con l’Ucraina sui minerali, che prevede la “garanzia” da parte di Kiev sulle sue “terre rare” in cambio di aiuti americani. L’accordo come dichiarato dallo stesso Trump – a margine dell’incontro con la Premier Meloni – verrà firmato “giovedì prossimo”.