- 15/10/2025
- Simone Martino
- 0
La Politica Agricola Comune (PAC) deve cambiare rotta, diventare davvero strategica e mettere al centro chi lavora la terra
Un’Europa più vicina agli agricoltori, meno burocrazia e più sostegno concreto. È questo il messaggio forte e unitario che arriva dal Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione organizzato da Coldiretti a Roma, dove la Presidente del Parlamento Europeo Roberta Metsola e il Ministro italiano dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida hanno tracciato una linea chiara: la Politica Agricola Comune (PAC) deve cambiare rotta, diventare davvero strategica e mettere al centro chi lavora la terra.
Metsola: “Se la PAC non è adeguata, il Parlamento dirà no”
Intervenendo davanti a una platea di agricoltori e operatori del settore, Metsola ha lanciato un messaggio diretto: “Il Parlamento europeo è pronto a dire no alla proposta del Consiglio se la nuova PAC non sarà all’altezza delle sfide. Continueremo a lavorare fino al 2026 per trovare un accordo, ma non a tutti i costi”.
La presidente ha richiamato l’urgenza di semplificare le regole per chi lavora nel settore agricolo, riducendo la burocrazia e garantendo maggiore prevedibilità, soprattutto ai piccoli produttori: “Basta con il labirinto burocratico. Servono regole chiare, sostegno alla produzione locale e difesa della tracciabilità del cibo”.
Credit: Coldiretti
Metsola ha sottolineato come la sicurezza alimentare, la sostenibilità e la vitalità delle aree rurali debbano essere priorità europee, e ha ribadito che il Parlamento ha già approvato misure concrete per rendere la vita degli agricoltori più semplice. “Abbiamo ascoltato le vostre richieste. Ora servono i fatti, non più parole vuote”, ha detto rivolgendosi direttamente ai produttori.
Lollobrigida: “L’agricoltura non può essere marginale. L’Europa faccia scelte strategiche”
A fare eco alle parole di Metsola, il Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha ribadito con forza la posizione dell’Italia: la PAC deve essere strategica e mirare alla sovranità alimentare europea. “È quello che chiediamo sin dal primo giorno – ha dichiarato –. Servono incentivi veri per le imprese agricole, che non solo garantiscono cibo di qualità, ma custodiscono il territorio”.
Lollobrigida ha espresso forti perplessità sull’impostazione attuale del bilancio europeo, giudicata incerta e penalizzante: “Non abbiamo condiviso molte delle scelte fatte, anche se riconosciamo l’impegno del Ministro Fitto sulle infrastrutture idriche. Tuttavia, lasciare ai singoli Stati la responsabilità di coprire eventuali carenze di fondi rischia di creare squilibri tra Paesi”.
Credit: Coldiretti
Il ministro ha rivendicato con orgoglio i risultati concreti raggiunti dall’Italia: “Abbiamo investito 15 miliardi in tre anni nel settore agricolo, triplicato i fondi del PNRR per l’agricoltura, stanziato un miliardo con il programma ‘Coltivi Italia’ e rafforzato comparti strategici come il cerealicolo, per cui sono previsti oltre 90 milioni in tre anni”.
Export da record e lotta ai dazi
Lollobrigida ha sottolineato il boom dell’export agroalimentare italiano, arrivato a 70 miliardi, con l’Italia che si conferma leader in Europa per valore aggiunto agricolo, superando Francia e Germania in vari settori, dai prodotti caseari al pomodoro, fino all’ortofrutta. “Siamo presenti in tutte le fiere internazionali, da Parigi a Madrid. Gli imprenditori agricoli italiani sono tra i più attivi al mondo”, ha sottolineato.
Sulla questione dei dazi USA sulla pasta italiana, il ministro ha chiarito: “C’è molta confusione. I dazi al 15% rientrano nell’accordo del 27 luglio tra UE e Stati Uniti. Stiamo lavorando, sia a livello europeo che diplomatico, per difendere i nostri interessi e le imprese coinvolte”.
L’Italia, ha ricordato il ministro, si sta muovendo anche sul piano fiscale e normativo: “Confermeremo il taglio dell’IRPEF agricola nella prossima finanziaria e lavoreremo per incentivare l’acquisto di prodotti da filiere italiane, anche attraverso la ‘Carta dedicata a te’ che sarà rimodulata in questa direzione”.
Leggi anche: Forum Coldiretti 2025: Agricoltura strategica per il futuro dell’Italia e dell’Europa
Un’Europa che ascolta e agisce
Le parole di Metsola e Lollobrigida convergono su un punto chiave: l’agricoltura non può più essere trattata come un settore marginale, ma deve tornare al centro delle scelte europee. La PAC del futuro dovrà tutelare il reddito degli agricoltori, sostenere l’innovazione e garantire la competitività del made in Europe, in un contesto globale sempre più complesso.
“In un mondo segnato da instabilità geopolitiche e sfide ambientali – ha concluso Metsola – servono risposte forti e concrete. E l’Europa deve essere all’altezza del suo compito: ascoltare, agire e sostenere chi, ogni giorno, garantisce il cibo sulle nostre tavole”.
Nel Forum Coldiretti, agricoltura e politica si incontrano per disegnare un nuovo modello europeo: più vicino ai territori, più equo per i produttori, più forte nei mercati globali.
Dalle associazioni agricole Ue no compatto ai tagli Pac
Un no unanime al taglio dei fondi della Politica agricola comune viene anche dalle associazioni degli agricoltori, sulla scia della posizione di Coldiretti e di quella della presidente dell’Europarlamento Metsola.
Nel corso del panel del Forum Coldiretti dedicato al tema il presidente di Asaja (Spagna), Pedro Barato ha rimarcato come “gli agricoltori non accetteranno tagli alla Pac: togliere fondi al cibo per finanziare le armi è un errore gravissimo. La sicurezza alimentare è la prima difesa dei popoli e i nostri trattori sono i veri carri armati d’Europa. Serve più bilancio, meno burocrazia e regole uguali per tutti. Non possiamo imporre vincoli ambientali ai nostri produttori e poi importare da Paesi senza gli stessi obblighi. L’agricoltura è la base dell’Europa: difenderla significa difendere la vita”.
Sulla stessa linea Álvaro Mendonça e Moura, Presidente della CAP, Confederazione Portoghese dell’Agricoltura. “Nessun taglio alla Pac – ha sottolineato -: servono più fondi e una governance chiara per garantire il futuro del settore. Agricoltura e coesione non devono essere messe in competizione, ma integrate in una visione comune europea. L’Europa deve restare unita e pragmatica, non ideologica. L’agricoltura è una politica strutturale, non temporanea: senza agricoltura non c’è Europa. Bilancio e governance sono la chiave per la competitività del sistema agricolo europeo”.
Una posizione ribadita anche da Jerzy Wierzbicki, Vice Presidente di FBZPR – Federazione delle Associazioni di Categoria dei Produttori Agricoli Polacchi: “La Pac va rafforzata, non ridotta: gli agricoltori europei chiedono un bilancio più alto per affrontare sfide globali e concorrenza sleale. L’Europa deve difendere i propri produttori da pratiche ingiuste e da una decarbonizzazione forzata che penalizza il settore primario. Servono regole di reciprocità negli accordi commerciali e tempi giusti per la transizione ecologica. L’agricoltura europea non chiede privilegi, ma pari condizioni per competere. Tagliare la Pac significa indebolire l’Europa”.



























































































































































































































