- 02/01/2026
- Redazione
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Dal 1° gennaio è entrato in vigore il CBAM: il meccanismo UE che tassa le emissioni di CO₂ sui prodotti importati. Ecco come funziona
Dal 1° gennaio è entrato ufficialmente in funzione il CBAM – Carbon Border Adjustment Mechanism, il Meccanismo di Adeguamento delle Emissioni di Carbonio alle Frontiere. Si tratta di una delle misure chiave del Green Deal europeo, pensata per rendere più equa la concorrenza tra le imprese dell’Unione Europea e quelle dei Paesi extra-UE.
L’obiettivo è chiaro: evitare che la produzione industriale si sposti verso Paesi con regole ambientali meno stringenti, un fenomeno noto come “carbon leakage”, e allo stesso tempo spingere le economie globali verso standard climatici più elevati.
Cos’è il CBAM e perché nasce
Il CBAM funziona come una sorta di “carbon tax alle frontiere”. In pratica, l’Unione Europea chiede agli importatori di alcuni beni ad alta intensità energetica di pagare un costo legato alle emissioni di CO₂ generate durante la produzione di quei beni, se provengono da Paesi con normative ambientali meno severe.
In questo modo, i prodotti importati vengono allineati ai costi che le imprese europee già sostengono attraverso il sistema ETS (Emission Trading System), il mercato delle quote di emissione di CO₂.
Quali settori sono coinvolti
Nella fase iniziale, il meccanismo riguarda alcuni comparti considerati particolarmente energivori e inquinanti. Tra questi: acciaio; cemento; alluminio; fertilizzanti; elettricità e idrogeno.
L’elenco potrebbe essere ampliato nei prossimi anni, man mano che il sistema entrerà a regime.
Come funziona il meccanismo in pratica
Gli importatori dovranno dichiarare le emissioni di CO₂ incorporate nei prodotti acquistati dall’estero e acquistare certificati CBAM in base a tali emissioni. Il prezzo dei certificati sarà collegato a quello delle quote di CO₂ del mercato europeo ETS.
Se il Paese di origine ha già applicato un prezzo sul carbonio, questo verrà detratto, evitando una doppia tassazione. Il principio è semplice: chi inquina paga, ovunque produca.
Impatti su imprese e consumatori
Nel breve periodo, il CBAM comporterà nuovi oneri amministrativi e costi per le imprese importatrici, soprattutto per quelle più esposte alle catene di fornitura extra-UE.
Per i consumatori, gli effetti sui prezzi finali saranno probabilmente graduali e limitati, ma dipenderanno dalla capacità delle aziende di assorbire i costi o di trasferirli sul mercato.
Nel medio-lungo termine, Bruxelles punta a un effetto virtuoso: incentivare produzioni più sostenibili anche fuori dall’Europa e rendere il mercato globale più attento all’impatto climatico.
Un tassello chiave della transizione verde europea
Il CBAM rappresenta un passaggio strategico nella politica climatica dell’Unione Europea. Non solo uno strumento ambientale, ma anche economico e geopolitico, destinato a influenzare i rapporti commerciali internazionali.
Dal 1° gennaio, la lotta al cambiamento climatico passa anche dalle dogane: un segnale forte che l’Europa intende legare sempre di più crescita economica e sostenibilità.












































































































































































































































