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ANPAR segnala all’ANAC irregolarità ambientali nell’appalto da 720 milioni di Roma Capitale per la manutenzione stradale

Un appalto da 720 milioni di euro per la manutenzione delle strade di Roma finisce sotto la lente dell’Autorità nazionale anticorruzione. A sollevare il caso è ANPAR, l’Associazione Nazionale Produttori di Aggregati Riciclati, aderente ad Assoambiente, che ha presentato una segnalazione formale all’ANAC denunciando la mancata applicazione delle più recenti norme ambientali previste per gli appalti pubblici.

Al centro della contestazione c’è la gara bandita da Roma Capitale per interventi urgenti e ordinari di manutenzione stradale, suddivisa in 15 lotti, che secondo l’Associazione non rispetterebbe i Criteri Ambientali Minimi (CAM) Infrastrutture, obbligatori per legge.

CAM citati solo sulla carta

Secondo quanto segnalato da ANPAR, i CAM verrebbero richiamati in modo puramente formale. Nel capitolato, infatti, le norme ambientali sarebbero citate genericamente nella parte amministrativa, senza trovare alcuna reale applicazione nella sezione tecnica, quella che definisce materiali, lavorazioni e standard operativi.

Una discrepanza che, secondo l’Associazione, svuota di contenuto l’obiettivo stesso dei CAM: orientare la spesa pubblica verso soluzioni più sostenibili e coerenti con i principi dell’economia circolare.

Requisiti superati e prescrizioni non conformi

Nel dettaglio, ANPAR evidenzia una serie di criticità tecniche. Tra queste, l’obbligo per gli operatori economici di iscrizione a un repertorio di riciclaggio che, secondo l’Associazione, risulta chiuso da oltre dieci anni dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.

Non solo. Le temperature di confezionamento e posa delle miscele bituminose, così come i requisiti richiesti agli impianti di produzione, sarebbero in aperto contrasto con quanto stabilito dai CAM. A ciò si aggiunge l’assenza di qualsiasi riferimento ai coefficienti di rifrazione previsti dalle norme per ridurre il fenomeno delle isole di calore urbane, un tema particolarmente sensibile in una grande città come Roma.

Solo materiali vergini, esclusi i riciclati

Uno dei punti più contestati riguarda l’esclusione dei materiali riciclati. Il capitolato, secondo ANPAR, prevede infatti l’utilizzo esclusivo di aggregati naturali provenienti da cave per gli strati di fondazione stradale, ignorando la possibilità – prevista e incentivata dai CAM – di impiegare aggregati riciclati.

Una scelta che, sempre secondo l’Associazione, va in direzione opposta rispetto agli obiettivi ambientali fissati dalla normativa e penalizza un comparto industriale che ha investito negli anni in tecnologie e capacità di riciclo.

Norme tecniche non più in vigore

A completare il quadro, ANPAR segnala che il capitolato farebbe riferimento a norme tecniche e prove sui materiali ormai superate e non più in vigore da anni. Un aspetto che solleva ulteriori interrogativi sulla qualità e sull’aggiornamento dei documenti di gara, soprattutto alla luce dell’importo particolarmente rilevante dell’appalto, attualmente in fase di aggiudicazione.

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“Così l’economia circolare resta solo sulla carta”

«L’economia circolare si realizza solo quando le materie prime riciclate vengono davvero utilizzate in sostituzione di quelle vergini», sottolinea Paolo Barberi, presidente di ANPAR. «Questa vicenda è emblematica di quanto spesso accade in Italia: buone performance di riciclo da parte delle imprese che poi non trovano applicazione concreta negli appalti pubblici».

Barberi esprime anche sorpresa per il mancato adeguamento alle norme: «Stupisce che, a un anno dall’entrata in vigore dei nuovi criteri ambientali minimi, non se ne preveda l’applicazione in un appalto così strategico per la capitale, che contiene addirittura riferimenti a norme non più vigenti».

La segnalazione all’ANAC apre ora un fronte delicato su uno dei più importanti appalti infrastrutturali in corso a Roma, riportando al centro del dibattito il ruolo degli appalti pubblici come leva fondamentale per la transizione ecologica e l’economia circolare.

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