- 01/11/2024
- Simone Martino
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A dieci gioni dall’inizio della Cop29 in Azerbaigian, le Nazioni Unite invitano i Paesi a riflettere ed agire per evitare le conseguenze dovute alla mancata riduzione delle emissioni di gas serra
I piani attuali porterebbero a una riduzione delle emissioni di gas serra solo del 2,6% entro il 2030, invece del 43% necessario, rispetto ai livelli del 2019.
E’ quanto si legge nel “Rapporto di sintesi sui contributi determinati a livello nazionale (NDC) del 2024” pubblicato nell’ambito della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (Unfccc).
I piani di riduzione delle emissioni di gas serra attualmente previsti dai governi non permetteranno di contenere il riscaldamento globale entro 1,5 gradi rispetto all’era preindustriale, evitando quindi conseguenze catastrofiche per l’umanità.
Secondo il Segretario esecutivo delle Nazioni Unite per i cambiamenti climatici, Simon Stiell, “il rapporto di sintesi NDC deve rappresentare un punto di svolta, ponendo fine all’era dell’inadeguatezza e innescando una nuova era di accelerazione, con nuovi piani climatici nazionali molto più audaci da parte di ogni paese in arrivo l’anno prossimo. Gli attuali piani climatici nazionali sono molto al di sotto di quanto necessario per impedire al riscaldamento globale di paralizzare ogni economia e distruggere miliardi di vite e mezzi di sostentamento in ogni paese”.
“Al contrario, nuovi piani climatici nazionali molto più audaci possono non solo evitare il caos climatico, ma se ben realizzati possono anche essere trasformativi per le persone e la prosperità in ogni nazione”. – ha continuato Stiell – “Nuovi piani climatici più audaci sono essenziali per guidare investimenti più forti, crescita economica e opportunità, più posti di lavoro, meno inquinamento, migliore salute e costi più bassi, energia pulita più sicura e conveniente, tra molti altri vantaggi”.
Emissions Gap Report 2024: basta con le chiacchiere… per favore!
L’azione urgente da parte delle Nazioni emerge con chiarezza anche dal rapporto “Emissions Gap Report 2024: basta con le chiacchiere… per favore!”, del Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP).
Le nazioni, secondo quanto emerge dal rapporto, devono impegnarsi collettivamente a ridurre del 42% le emissioni annuali di gas serra entro il 2030 e del 57% entro il 2035 nel prossimo ciclo di contributi determinati a livello nazionale (NDC) e a sostenerlo con un’azione rapida, altrimenti l’obiettivo di 1,5°C dell’accordo di Parigi scomparirà nel giro di pochi anni.
Gli NDC aggiornati devono essere presentati all’inizio del prossimo anno prima dei colloqui sul clima della COP30 in Brasile. Lo scenario di 2,6°C si basa sulla piena attuazione degli attuali NDC incondizionati e condizionati. L’implementazione dei soli NDC incondizionati attuali porterebbe a un riscaldamento di 2,8 °C. Continuare con le politiche attuali porterebbe a un riscaldamento di 3,1 °C. In base a questi scenari, che operano tutti su una probabilità superiore al 66%, le temperature continuerebbero a salire nel prossimo secolo.
Per il Segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, “Il divario delle emissioni non è una nozione astratta. Esiste un collegamento diretto tra l’aumento delle emissioni e i disastri climatici sempre più frequenti e intensi. In tutto il mondo, le persone stanno pagando un prezzo terribile. Emissioni record significano temperature marine record che sovraccaricano uragani mostruosi; il caldo record sta trasformando le foreste in polveriere e le città in saune; piogge record stanno provocando inondazioni bibliche”.
Il rapporto esamina anche cosa sarebbe necessario per mettersi sulla buona strada per limitare il riscaldamento globale al di sotto dei 2°C. Per questo percorso, le emissioni devono scendere del 28% entro il 2030 e del 37% rispetto ai livelli del 2019 entro il 2035.
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La COP29 di Baku come momento fondamentale
La COP29 è un momento fondamentale nella lotta mondiale al clima. I governi devono arrivare a Baku pronti a convertire gli impegni nel consenso degli Emirati Arabi Uniti alla COP28, triplicando le energie rinnovabili, l’obiettivo globale sull’adattamento, la transizione da tutti i combustibili fossili, in risultati concreti, economici, proteggendo le persone e i loro mezzi di sostentamento ovunque.
“La COP29 deve essere una COP abilitante, che fornisca risultati concreti e ambiziosi sulla finanza climatica che tengano conto delle esigenze dei paesi in via di sviluppo, riconoscendo che tale supporto è un’attività fondamentale per proteggere ogni nazione e l’economia globale dagli impatti climatici devastanti”, ha concluso Simon Stiell.




























































































































































































