- 20/12/2025
- Luca Martino
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Via libera del Parlamento UE al bando graduale del gas russo dal 2026. Sanzioni armonizzate e stop al petrolio entro il 2027
L’Unione europea compie un passo decisivo verso l’addio definitivo all’energia russa. Con un voto ampio e politicamente significativo, il Parlamento europeo ha approvato una nuova legge che prevede l’eliminazione graduale delle importazioni di gas russo, sia liquefatto (GNL) sia via gasdotto, rafforzando al tempo stesso il quadro sanzionatorio e aprendo la strada a un futuro divieto sul petrolio.
Una svolta che punta a mettere in sicurezza il sistema energetico europeo e a chiudere una stagione in cui Mosca ha potuto usare le forniture energetiche come leva geopolitica.
Gas russo, il calendario dello stop
Il cuore del provvedimento è il bando progressivo delle importazioni di gas dalla Federazione Russa. Il gas naturale liquefatto russo sarà vietato a partire dall’inizio del 2026, non appena il regolamento entrerà in vigore. Per il gas trasportato via gasdotto, invece, l’uscita sarà graduale ma definitiva: il termine ultimo è fissato al 30 settembre 2027.
Durante i negoziati tra Parlamento e Consiglio, le tempistiche sono state anticipate rispetto alla proposta iniziale, soprattutto per i contratti di importazione più diffusi. Un segnale politico chiaro: Bruxelles vuole chiudere il prima possibile una dipendenza che ha mostrato tutti i suoi rischi negli ultimi anni.
Sanzioni più dure e stop alle scappatoie
La nuova normativa non si limita a fissare divieti, ma rafforza anche gli strumenti di controllo. Gli Stati membri dovranno applicare sanzioni massime armonizzate contro le aziende che violeranno le regole, evitando così differenze nazionali che potrebbero favorire comportamenti opportunistici.
Per prevenire elusioni e triangolazioni, gli operatori saranno obbligati a fornire alle autorità doganali prove molto più dettagliate sull’origine del gas, prima dell’importazione o dello stoccaggio. Un giro di vite pensato per chiudere le “zone grigie” del mercato energetico.
Verso il divieto del petrolio russo
Il pacchetto approvato guarda già oltre il gas. Nel corso dei negoziati con la presidenza danese del Consiglio, gli eurodeputati hanno ottenuto l’impegno della Commissione europea a presentare, all’inizio del 2026, una proposta legislativa per vietare tutte le importazioni di petrolio russo.
L’obiettivo è far entrare in vigore il bando il prima possibile e comunque non oltre la fine del 2027. Anche in questo caso, il Parlamento ha chiesto condizioni più stringenti per eventuali sospensioni temporanee del divieto, ammesse solo in situazioni di reale emergenza per la sicurezza energetica dell’Unione.
“Una svolta storica per l’Europa”
Il voto è stato salutato come un passaggio epocale da molti dei suoi protagonisti. «È storico: l’UE sta compiendo un passo gigante verso una nuova era libera da gas e petrolio russi», ha dichiarato Ville Niinistö (Verdi/EFA, Finlandia), relatore per la commissione Industria ed Energia. «Ora dobbiamo attuare rapidamente questo accordo e mantenere alta l’attenzione sul divieto delle importazioni di petrolio».
Sulla stessa linea Inese Vaidere (PPE, Lettonia), relatrice per il commercio internazionale: «Il messaggio è chiaro e potente: l’Europa non dipenderà mai più dal gas russo. Abbiamo rafforzato la proposta della Commissione, anticipando la fine dei contratti a lungo termine e assicurando sanzioni per chi non rispetta le regole».
Dall’Ucraina alla crisi dei prezzi
La legge nasce come risposta a un fenomeno ben documentato: l’uso sistematico dell’energia come strumento di pressione politica da parte della Russia, una strategia emersa chiaramente già negli anni precedenti e aggravata dall’invasione dell’Ucraina nel 2022.
La manipolazione delle forniture – dallo svuotamento degli stoccaggi europei ai tagli improvvisi dei flussi – ha contribuito a far schizzare i prezzi dell’energia fino a otto volte i livelli pre-crisi. Una lezione che l’Unione europea ora intende trasformare in una scelta strutturale: meno dipendenza, più autonomia energetica.
I prossimi passi legislativi
Il testo, già concordato con il Consiglio, è stato approvato dall’Europarlamento con 500 voti favorevoli, 120 contrari e 32 astensioni. Ora manca solo il via libera formale del Consiglio dell’UE, prima della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale e dell’entrata in vigore delle nuove norme.











































































































































































































