- 03/12/2025
- Redazione
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Green Plasma trasforma le reti fantasma in energia: ad Ancona presentata la tecnologia che può rivoluzionare la gestione dei rifiuti marini
Le reti da pesca abbandonate – le famigerate reti fantasma – non rappresentano più soltanto un pericolo per i fondali marini. Oggi possono diventare una risorsa grazie a Green Plasma, una nuova tecnologia in grado di trattare fino a 100 kg di plastica marina non riciclabile al giorno e di trasformarla in syngas, un gas ricco di idrogeno utilizzabile per produrre elettricità direttamente nei porti e nelle aree di raccolta.
La sperimentazione è stata presentata all’Università Politecnica delle Marche, nel corso dell’evento dedicato alla “Giornata del Mediterraneo”, nell’ambito del progetto PNRR MER – Ghost Nets. Una cornice simbolica per una soluzione che promette di rivoluzionare la tutela del mare.
Un mare soffocato dai rifiuti
Ogni anno finiscono negli oceani 12 milioni di tonnellate di plastica, l’equivalente di un camion pieno di rifiuti che si riversa in acqua ogni minuto. Secondo ISPRA, l’86,5% dei rifiuti marini è legato alle attività di pesca: reti, cime, cassette in polistirolo e altri attrezzi che restano in mare senza degradarsi e che, una volta recuperati, non possono quasi mai essere riciclati. Per questi materiali altamente danneggiati, lo smaltimento in discarica è spesso l’unica opzione.
Come funziona Green Plasma
Green Plasma interviene proprio su questi rifiuti “irrecuperabili” attraverso un processo al plasma che riduce di oltre il 90% la massa del materiale trattato, trasformandolo in un gas combustibile ad alto potere calorifico.
La vera novità sta nel fatto che tutto ciò avviene direttamente sul posto, evitando il trasporto verso impianti di smaltimento. Questo porta a una significativa riduzione dei costi e dell’impatto ambientale, con in più la possibilità di generare energia.
I ricercatori ISPRA definiscono questa sperimentazione “un avanzamento significativo”, perché permette di affrontare uno dei rifiuti più difficili da gestire in modo sostenibile e replicabile in molte aree portuali.
Due anni di progetto e risultati già concreti
In soli due anni di attività, il progetto MER – Ghost Nets ha permesso di mappare 157 ettari di fondale, di ripristinarne 25 e di rimuovere oltre 400 attrezzi da pesca abbandonati, per un totale di 11 tonnellate di rifiuti plastici e metallici sottratti al mare. In alcuni casi è stato anche possibile liberare habitat delicatissimi, popolati da coralli, gorgonie, ricci e altre specie protette.
Le attività continueranno nel 2026, offrendo nuove occasioni per applicare Green Plasma in contesti reali e verificare ulteriormente la sua efficacia.
Esperti: “Tecnologia utile, ma serve anche prevenzione”
Per Marevivo, l’introduzione del dispositivo rappresenta un passo avanti importante, perché permette di evitare il trasporto in discarica, con una conseguente riduzione dell’inquinamento atmosferico.
Tuttavia, ricorda la Segretaria Generale, Raffaella Giugni, non si può prescindere da un cambiamento a monte: servono materiali alternativi alla plastica per gli attrezzi da pesca, una maggiore sensibilizzazione dei pescatori e sistemi di tracciamento delle reti basati su geolocalizzazione.
Gestione più efficiente grazie alla collaborazione
Anche il lavoro di Castalia ha svolto un ruolo cruciale. Come spiega Stefano Chianese, Project Manager di RTI Ghost Nets, il progetto ha consentito di recuperare quasi 11mila kg di attrezzi e di ottimizzare la logistica, riducendo del 54% i chilometri percorsi dai mezzi.
Il conferimento presso il centro di Livorno, specializzato nel trattamento di questi materiali, ha garantito un processo omogeneo, tracciabile e in linea con i principi dell’economia circolare.
Una rimozione che richiede attenzione scientifica
La rimozione delle reti fantasma non è un’operazione semplice. Il professor Carlo Cerrano (CoNISMa – Università Politecnica delle Marche) sottolinea come la presenza prolungata delle reti favorisca l’insediamento di organismi marini, con il rischio di danneggiare specie vulnerabili durante le operazioni.
Per questo i ricercatori hanno seguito ogni fase direttamente sul campo. In alcuni casi, come ad Ancona, gorgonie rimosse con le reti sono state trasferite in acquari in attesa di essere reintrodotte nel loro habitat.
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“Un nuovo paradigma nella gestione dei rifiuti marini”
Secondo Francesco Regoli, Delegato alla Ricerca dell’Università Politecnica delle Marche, Green Plasma introduce un vero cambio di paradigma: non solo trasforma un rifiuto in energia, ma riduce l’accumulo e il trasporto dei materiali e stimola comportamenti più responsabili da parte di cittadini e operatori del mare.
La tecnologia, conclude Regoli, dimostra come la sperimentazione scientifica possa offrire risposte concrete a uno dei problemi ambientali più complessi del Mediterraneo: la presenza delle reti fantasma che soffocano fondali e biodiversità.




























































































































































































