- 28/10/2026
- Redazione
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Il Parlamento europeo approva un rinvio fino a tre anni degli obblighi sulle emissioni di metano per gli importatori. ECCO avverte: a rischio 185 miliardi di euro di benefici e circa 40.000 vite umane
Il Parlamento europeo ha votato a favore di un rinvio da uno a tre anni degli obblighi previsti dal Regolamento UE sulle emissioni di metano per gli importatori. Una decisione che va oltre la proposta della Commissione europea e che, secondo ECCO, il think tank italiano per il clima, rischia di penalizzare le imprese già impegnate nella transizione e di compromettere una parte significativa dei benefici climatici, sanitari ed economici attesi.
Il voto è stato sostenuto dal Gruppo del Partito Popolare Europeo (PPE), insieme all’estrema destra e ad alcune delegazioni del Gruppo dei Socialisti e Democratici (S&D). La Commissione europea, lo scorso 14 ottobre, aveva invece indicato un rinvio di un solo anno.
Al centro della questione non c’è soltanto il calendario degli obblighi normativi, ma anche il rapporto tra sicurezza energetica, investimenti e riduzione delle emissioni. Un equilibrio delicato, soprattutto mentre l’Unione europea punta a rafforzare la propria autonomia energetica e a ridurre la dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili ad alta intensità di metano.
Metano, perché il rinvio preoccupa imprese e investitori
A sottolineare i possibili effetti della decisione è Giulia Signorelli, ricercatrice Decarbonizzazione di ECCO, che mette in guardia dalle conseguenze di un rallentamento del percorso europeo.
“Rallentare il percorso di riduzione delle emissioni di metano rischia di indebolire la sicurezza energetica europea nel lungo periodo”, afferma Signorelli. Secondo la ricercatrice, un rinvio di tre anni prolungherebbe l’incertezza per imprese e investitori, penalizzando soprattutto chi ha già sostenuto i costi necessari per adeguarsi agli obiettivi previsti.
Il problema, dunque, riguarda anche la prevedibilità delle regole. Per le aziende che hanno già investito nell’adeguamento alle nuove disposizioni, un cambiamento delle scadenze può alterare le condizioni sulle quali sono state pianificate le decisioni economiche.
Al tempo stesso, osserva ECCO, il rinvio si inserisce in una fase in cui l’Europa cerca di rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti energetici e di limitare la propria esposizione alle importazioni di combustibili fossili caratterizzati da elevate emissioni di metano.
I problemi tecnici possono essere affrontati senza altri due anni di rinvio
Uno degli argomenti al centro del dibattito riguarda le difficoltà pratiche nell’applicazione del Regolamento. Per ECCO, tuttavia, gli ostacoli esistenti non giustificano necessariamente un rinvio prolungato degli obblighi.
La Commissione europea aveva già proposto di sospendere le sanzioni nella fase iniziale di attuazione, tenendo conto del contesto geopolitico e delle preoccupazioni legate alla sicurezza energetica. Una soluzione che consentirebbe di affrontare le prime difficoltà senza modificare in modo così ampio le scadenze previste.
Il Regolamento contempla inoltre la possibilità per gli importatori di giustificare eventuali mancate conformità dovute a circostanze fuori dal loro controllo. Tra queste rientra, per esempio, l’assenza di verificatori accreditati.
Secondo la ricercatrice di ECCO, gli strumenti già previsti permetterebbero quindi di gestire le criticità tecniche ancora aperte senza posticipare di ulteriori due anni gli obblighi. La questione diventa così quella di individuare soluzioni operative alle difficoltà di attuazione, evitando che le deroghe temporali finiscano per prolungare l’incertezza normativa.
Il costo del rinvio: 185 miliardi di benefici potenzialmente persi
A rendere più concreto il dibattito sono soprattutto le stime economiche e sanitarie richiamate da ECCO. Un’attuazione tempestiva del Regolamento, secondo i dati citati dal think tank, potrebbe generare circa 700 miliardi di euro di benefici climatici, sanitari ed economici, a fronte di 49 miliardi di euro di costi regolatori.
Il confronto tra costi e benefici è uno degli elementi centrali della valutazione. Gli oneri necessari per rispettare le disposizioni, infatti, andrebbero considerati insieme ai vantaggi attesi dalla riduzione delle emissioni di metano e dai suoi effetti sul clima e sulla salute.
“Non sottovalutiamo i costi di un rinvio, che sarebbero significativi”, sottolinea Signorelli.
La ricercatrice richiama quindi una seconda stima: un rinvio di tre anni comporterebbe una perdita potenziale di circa 185 miliardi di euro di benefici, a fronte di appena 11 miliardi di euro di risparmi. A questi effetti si aggiungerebbe, secondo le stime citate, un possibile aumento di circa 40.000 morti premature.
Numeri che, nella valutazione di ECCO, mostrano come la discussione sulle scadenze non riguardi soltanto gli adempimenti delle imprese. In gioco ci sono anche i benefici economici e sanitari che potrebbero derivare da un’applicazione più tempestiva delle misure di riduzione delle emissioni.
Le cifre indicate dal think tank sono stime dei benefici potenziali e degli effetti associati al rinvio: non rappresentano risultati già registrati, ma scenari utilizzati per valutare le conseguenze delle diverse tempistiche di attuazione.
Cosa succede adesso: il dossier passa al Consiglio UE
Il voto del Parlamento europeo non chiude il percorso legislativo. Il dossier passa ora al Consiglio dell’Unione europea, dove gli Stati membri dovranno proseguire il confronto sulla proposta.
Mercoledì 21 ottobre, i rappresentanti dei Paesi membri non sono riusciti a raggiungere un accordo e per questo motivo, il Coreper, il comitato che riunisce gli ambasciatori degli Stati membri presso l’UE, si riunirà il 28 ottobre.
I negoziati interistituzionali potrebbero quindi iniziare già a novembre, aprendo una nuova fase del confronto tra le istituzioni europee.









































































































































































































































































































































































































































