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Il ministro Gilberto Pichetto Fratin a Bruxelles alla riunione dell’Alleanza Nucleare: il nucleare considerato strategico per sicurezza energetica, decarbonizzazione e sviluppo degli SMR in Europa

Il nucleare torna al centro del dibattito energetico europeo. A Bruxelles, il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin ha partecipato alla riunione ministeriale dell’Alleanza per il nucleare, il gruppo di Paesi dell’Unione europea che sostiene un ruolo strategico dell’energia atomica nella transizione energetica.

L’Alleanza nucleare è stata lanciata nel 2023 su impulso della Francia e oggi riunisce 15 Stati membri dell’Unione. L’Italia ne fa parte dal 16 giugno 2025, segnando un cambio di passo nel posizionamento energetico del Paese dopo anni di distanza dal dibattito sul nucleare.

L’incontro di Bruxelles segue quello tenutosi il 10 marzo a Parigi a margine del Nuclear Energy Summit e rientra in una serie di riunioni periodiche pensate per coordinare le posizioni degli Stati membri sulle politiche nucleari europee.

Nucleare e transizione energetica: il nodo della tassonomia UE

Uno dei punti centrali del confronto riguarda il trattamento dell’energia nucleare nella tassonomia europea, il sistema di classificazione delle attività considerate sostenibili dal punto di vista ambientale.

Secondo il ministro Pichetto Fratin, il nucleare deve essere riconosciuto come una tecnologia strutturale per il futuro energetico europeo.

La richiesta: da “attività transitoria” a “attività sostenibile”

“Supportiamo l’iniziativa dell’Alleanza nucleare volta a rivedere il trattamento dell’energia nucleare nella tassonomia UE”, ha spiegato il ministro. L’obiettivo è superare l’attuale classificazione del nucleare come attività transitoria, per riconoscerlo pienamente come attività sostenibile, al pari di altre tecnologie a basse emissioni.

Una revisione di questo tipo avrebbe effetti concreti soprattutto sul piano economico: significherebbe infatti facilitare l’accesso ai finanziamenti europei e al capitale necessario per sviluppare nuovi progetti nucleari.

Secondo il governo italiano, ciò renderebbe gli strumenti finanziari europei più coerenti con gli obiettivi di neutralità climatica e sicurezza degli approvvigionamenti energetici.

Energia nucleare e rinnovabili: un sistema energetico complementare

Nel suo intervento, Pichetto Fratin ha ribadito anche il principio della neutralità tecnologica, già sostenuto dalla Commissione europea.

Il ministro ha richiamato le dichiarazioni della presidente della Commissione Ursula von der Leyen, secondo cui il raggiungimento degli obiettivi climatici dell’Unione richiederà il contributo di tutte le tecnologie a basse emissioni.

In questa prospettiva il nucleare viene considerato una fonte stabile, programmabile e decarbonizzata, capace di integrare lo sviluppo delle energie rinnovabili e rafforzare la resilienza dei sistemi elettrici europei.

Il futuro passa dagli SMR: i piccoli reattori modulari

Uno dei temi più rilevanti dell’incontro riguarda lo sviluppo degli SMR (Small Modular Reactors), i piccoli reattori nucleari modulari considerati tra le tecnologie più promettenti per il settore.

L’Alleanza nucleare sta lavorando a una strategia europea per accelerare la cooperazione tra Stati membri, industria e autorità di regolazione con l’obiettivo di portare più rapidamente queste tecnologie sul mercato.

L’Italia guarda con particolare attenzione a questo percorso. Il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica partecipa infatti fin dalla sua creazione all’Alleanza industriale europea sugli SMR, segnale dell’interesse del Paese verso le nuove tecnologie nucleari.

Le nuove tecnologie nucleari e la sfida della competitività europea

Oltre agli SMR, il governo italiano segue con interesse anche gli sviluppi di altre tecnologie avanzate, come i reattori nucleari di nuova generazione e i progetti sulla fusione nucleare.

Secondo Pichetto Fratin, queste innovazioni potranno avere un ruolo importante nel lungo periodo non solo per la sicurezza energetica, ma anche per la competitività industriale dell’Europa.

“Le tecnologie nucleari avanzate potranno contribuire al rafforzamento della competitività industriale e della sicurezza energetica europea nel lungo periodo”, ha concluso il ministro.

Il confronto sull’energia atomica, dunque, resta aperto. Appare sempre più chiaro che: nella strategia energetica europea il nucleare è tornato ad essere un tema centrale.

 

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