- 11/03/2026
- Redazione
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L’UE introduce l’ETS2 per estendere il prezzo del carbonio a trasporti ed edifici. Secondo l’Agenzia europea dell’ambiente la transizione climatica funzionerà solo con misure sociali efficaci
L’Unione europea si prepara ad aprire un nuovo capitolo della sua strategia climatica con l’introduzione dell’ETS2, il secondo sistema di scambio delle quote di emissione destinato a coinvolgere settori finora esclusi dalle politiche di prezzo del carbonio.
Il meccanismo interesserà in particolare il trasporto su strada e il comparto edilizio, due ambiti cruciali per ridurre le emissioni ma anche tra i più complessi da trasformare.
Secondo due briefing pubblicati dalla Agenzia europea dell’ambiente, il nuovo sistema rappresenta un passaggio decisivo per rafforzare le ambizioni di decarbonizzazione del continente. Tuttavia il successo dell’iniziativa non dipenderà soltanto dall’efficacia del meccanismo di mercato. Sarà fondamentale accompagnare la transizione con politiche sociali adeguate, sostegni finanziari tempestivi e una comunicazione chiara verso cittadini e imprese.
Cos’è l’ETS2 e come funzionerà
Il nuovo sistema affiancherà l’attuale mercato europeo delle emissioni, il EU Emissions Trading System, che da anni regola le emissioni dei grandi impianti industriali e della produzione energetica attraverso il meccanismo del cosiddetto “cap and trade”. Con l’ETS2 questo modello verrà esteso a settori finora rimasti ai margini delle politiche climatiche europee.
In concreto il nuovo sistema applicherà il prezzo del carbonio ai combustibili utilizzati per il trasporto su strada e per il riscaldamento degli edifici, oltre che ad alcune attività della piccola industria. L’obiettivo è ridurre le emissioni di Anidride carbonica generate dalla combustione di carburanti fossili, stimolando allo stesso tempo l’adozione di tecnologie più pulite e sistemi energetici più efficienti.
Il rischio sociale: l’impatto sui costi quotidiani
L’introduzione dell’ETS2 non avrà però effetti soltanto sul piano ambientale. Il nuovo sistema potrebbe incidere in modo diretto sui costi sostenuti da famiglie e imprese, perché l’applicazione del prezzo del carbonio ai combustibili fossili rischia di tradursi in un aumento dei prezzi dei carburanti e delle spese per il riscaldamento domestico.
Proprio per questo motivo l’AEA sottolinea che la dimensione sociale dovrà essere al centro dell’attuazione del nuovo meccanismo. L’aumento dei costi legati alla mobilità quotidiana o al riscaldamento delle abitazioni potrebbe infatti colpire in modo più pesante le famiglie a basso reddito e le regioni economicamente più fragili, amplificando disuguaglianze già esistenti.
Garantire una transizione equa diventa quindi una condizione essenziale non solo per proteggere i cittadini più vulnerabili, ma anche per assicurare il sostegno dell’opinione pubblica alle politiche climatiche europee.
Il ruolo del Fondo sociale per il clima
Per affrontare queste criticità l’Unione europea ha previsto l’istituzione del Fondo sociale per il clima, uno strumento finanziario alimentato proprio dai proventi generati dal nuovo sistema di scambio delle emissioni.
Il fondo avrà il compito di sostenere le famiglie e le piccole imprese più esposte all’aumento dei costi energetici, ma anche di finanziare investimenti capaci di ridurre la dipendenza dai combustibili fossili. Gli interventi potranno includere, ad esempio, programmi di ristrutturazione energetica degli edifici, la diffusione di tecnologie di riscaldamento più efficienti come le pompe di calore e misure di supporto alla mobilità sostenibile.
In questo modo il meccanismo del prezzo del carbonio non si limiterà a penalizzare le emissioni, ma contribuirà anche a finanziare il cambiamento tecnologico necessario per ridurle.
Trasporti, il settore più difficile da trasformare
Il trasporto rappresenta uno dei nodi più complessi della decarbonizzazione europea. Nonostante gli sforzi compiuti negli ultimi anni, il settore rimane fortemente dipendente dai combustibili fossili, che ancora oggi coprono circa il 93 per cento del fabbisogno energetico.
I dati mostrano come i progressi siano stati finora limitati. Tra il 2005 e il 2023 le emissioni del trasporto su strada sono diminuite soltanto del 4,4 per cento, un risultato nettamente inferiore rispetto alla riduzione del 48 per cento registrata nei settori già coperti dall’ETS tradizionale.
Alcuni miglioramenti sono arrivati grazie all’aumento dell’efficienza dei veicoli, alla diffusione dei biocarburanti e alla crescita delle vendite di auto elettriche. Tuttavia questi progressi sono stati in parte neutralizzati dall’aumento della mobilità e dalla crescente domanda di trasporto merci.
Secondo l’AEA l’introduzione del prezzo del carbonio sui carburanti potrebbe rappresentare uno stimolo ulteriore per accelerare la transizione verso veicoli elettrici e soluzioni di mobilità più efficienti dal punto di vista energetico.
Edifici: progressi importanti ma ancora insufficienti
Anche il settore edilizio ha registrato miglioramenti significativi negli ultimi anni. Le emissioni di gas serra legate all’uso di combustibili fossili negli edifici sono diminuite del 37 per cento rispetto ai livelli del 2005. Questo risultato è stato reso possibile soprattutto grazie a interventi di isolamento termico più diffusi, all’adozione di caldaie più efficienti e a condizioni climatiche mediamente più miti.
Nonostante questi progressi, il consumo energetico degli edifici resta un fattore centrale nel bilancio delle emissioni europee. Le abitazioni residenziali rappresentano ancora circa tre quarti del consumo di combustibili fossili utilizzati per il riscaldamento degli edifici.
Per accelerare la riduzione delle emissioni sarà quindi necessario aumentare il ritmo delle ristrutturazioni energetiche e favorire una diffusione molto più rapida delle fonti rinnovabili e delle tecnologie di riscaldamento pulito.
Una transizione che deve essere anche sociale
Secondo l’Agenzia europea dell’ambiente, il prezzo del carbonio da solo non sarà sufficiente a garantire una trasformazione efficace e socialmente sostenibile. Il nuovo sistema dovrà essere accompagnato da politiche complementari a livello europeo e nazionale, capaci di sostenere cittadini e imprese durante il processo di transizione.
Tra gli strumenti ritenuti più importanti figurano standard energetici più stringenti per gli edifici, incentivi fiscali per gli interventi di efficientamento, strumenti finanziari mirati e servizi di consulenza capaci di raggiungere anche le fasce sociali più vulnerabili.
La sfida europea della decarbonizzazione
I briefing pubblicati dall’AEA si basano sulle analisi dell’European Topic Centre on Climate Mitigation dedicate al funzionamento dell’ETS2 e al ruolo del Fondo sociale per il clima.
La conclusione è chiara: la transizione energetica europea non potrà avere successo senza un forte consenso sociale. Il nuovo mercato del carbonio ha il potenziale per accelerare la decarbonizzazione di due settori cruciali come trasporti ed edifici, ma la sua efficacia dipenderà dalla capacità delle istituzioni di accompagnare il cambiamento con politiche economiche e sociali all’altezza della sfida.








































































































































































































































































































































































































