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La Commissione UE ha approvato 235 progetti energetici transfrontalieri per rafforzare interconnessioni, sicurezza energetica e transizione verde in Europa

La Commissione europea ha dato il via libera a 235 progetti energetici transfrontalieri, riconoscendoli come Progetti di Interesse Comune (PIC) e Progetti di Interesse Reciproco (PMI). Si tratta del secondo elenco dall’introduzione del nuovo regolamento TEN-E nel 2023.

Con questo passaggio, i progetti avranno accesso a finanziamenti del Meccanismo per Collegare l’Europa (CEF) e potranno beneficiare di procedure autorizzative accelerate, con l’obiettivo di ridurre tempi e complessità burocratiche.

Perché questi progetti sono strategici

Le nuove infrastrutture rafforzeranno le interconnessioni energetiche in tutta l’UE e con i Paesi vicini, avvicinando il traguardo della realizzazione dell’Unione dell’Energia.

Un’integrazione più forte delle reti — sottolinea la Commissione — è decisiva per: aumentare la competitività europea, accelerare la decarbonizzazione e garantire sicurezza e indipendenza energetica

Un recente studio della stessa Commissione stima che da qui al 2040 l’Europa avrà bisogno di circa 1.500 miliardi di euro di investimenti in reti elettriche, idrogeno e CO₂. Il nuovo pacchetto contribuirà a colmare questo fabbisogno.

I numeri del nuovo elenco PIC-PMI

L’elenco comprende:

  • 113 progetti per elettricità, offshore e reti intelligenti, cruciali per integrare l’aumento delle rinnovabili.

  • 100 progetti sull’idrogeno, inclusi elettrolizzatori, fondamentali per la decarbonizzazione dei settori industriali.

  • 17 progetti per il trasporto della CO₂, a supporto dello sviluppo del mercato della cattura e stoccaggio del carbonio.

  • 3 reti del gas intelligenti, per digitalizzare e modernizzare le infrastrutture esistenti.

  • 2 progetti storici che collegano Malta e Cipro alla rete del gas continentale.

La strategia politica: task force e cooperazione rafforzata

Per garantire un’attuazione rapida, la Commissione collaborerà più da vicino con i governi nazionali attraverso la task force “Unione dell’Energia” e i gruppi regionali ad alto livello, che coordinano lo sviluppo infrastrutturale nelle aree strategiche anche con Paesi partner.

Il nuovo pacchetto si inserisce nel quadro più ampio del Piano d’azione per un’energia accessibile, secondo cui reti moderne ed efficienti sono essenziali per rendere l’energia pulita davvero accessibile a famiglie e imprese.

Verso le “Autostrade dell’Energia” europee

Bruxelles annuncia anche che presenterà a breve il Pacchetto Reti Europee, pensato per accelerare ulteriormente lo sviluppo delle infrastrutture. Al centro ci sarà l’iniziativa delle “Autostrade dell’Energia”, lanciata da Ursula von der Leyen durante l’ultimo discorso sullo Stato dell’Unione, per risolvere rapidamente i colli di bottiglia transfrontalieri e aumentare la resilienza energetica complessiva dell’UE.

Cosa succede ora

L’elenco dei 235 progetti passa ora al Parlamento europeo e al Consiglio, che avranno due mesi (prorogabili di altri due) per approvarlo o respingerlo in blocco — senza possibilità di modificarlo. Una volta adottato definitivamente, la Commissione intensificherà la collaborazione con gli Stati membri e i promotori dei singoli interventi per accelerarne la realizzazione.

Intanto, questa settimana Bruxelles ospita i PCI Energy Days, l’evento dedicato proprio all’attuazione dei progetti energetici europei, con la partecipazione del Commissario all’Energia Dan Jørgensen.

Leggi anche: Energy Release, la nuova rotta dell’energia rinnovabile: regole approvate dal Ministero

Un nuovo corso per le reti europee

I PIC e PMI sono strumenti fondamentali per completare il mercato energetico europeo e centrare gli obiettivi climatici. Il regolamento TEN-E aggiornato, in vigore dal 2022, ha spostato l’attenzione dai combustibili fossili alle infrastrutture transfrontaliere a basse emissioni, coerenti con l’obiettivo della neutralità climatica entro il 2050.

Dal 2014 il CEF-Energia ha già stanziato 8 miliardi di euro per progetti faro, come la sincronizzazione baltica, che ha permesso ai Paesi baltici di svincolarsi dalla rete elettrica russa. Per il prossimo quadro finanziario (2028-2034), la Commissione propone di quintuplicare il budget per l’energia: da 5,84 a 29,91 miliardi di euro.

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