- 24/01/2026
- Redazione
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La domanda globale di gas naturale tornerà a crescere nel 2026 grazie all’aumento record dell’offerta di GNL, trainata dal Nord America
Dopo un 2025 segnato da rallentamenti e tensioni sui prezzi, il mercato globale del gas naturale si avvia verso una fase di riequilibrio. Il 2026 potrebbe rappresentare un punto di svolta: la crescita della domanda è destinata ad accelerare, sostenuta da una vera e propria “ondata” di gas naturale liquefatto (GNL) che sta ridisegnando gli equilibri energetici mondiali.
È quanto emerge dall’ultimo rapporto trimestrale sul mercato del gas dell’Agenzia internazionale dell’energia (AIE), pubblicato oggi, che fotografa un settore ancora esposto a forti incertezze geopolitiche ma sempre più interconnesso e liquido.
Dal rallentamento alla ripartenza della domanda globale
Secondo l’AIE, la crescita della domanda globale di gas è scesa sotto l’1% nel 2025, dopo il rimbalzo registrato nel 2024. A pesare sono stati soprattutto i prezzi spot elevati nella prima metà dell’anno e una domanda industriale più debole, in particolare nei mercati asiatici.
Le forniture limitate hanno contribuito a mantenere alta la tensione sui mercati, frenando i consumi proprio mentre l’economia globale mostrava segnali di raffreddamento. Ma la situazione ha iniziato a cambiare dalla seconda metà del 2025, con l’aumento dell’offerta di GNL su scala globale.
L’effetto GNL: più offerta, prezzi in calo e mercati più connessi
Nel 2025 l’offerta mondiale di gas naturale liquefatto è cresciuta di quasi il 7%, con circa tre quarti dell’aumento concentrato nella seconda metà dell’anno. Il contributo decisivo è arrivato dal Nord America, che si è confermato il principale motore dell’espansione globale.
L’ingresso di nuova capacità di liquefazione ha spinto la crescita dell’offerta in territorio a doppia cifra nella seconda parte del 2025, favorendo un calo dei prezzi spot sia in Europa sia in Asia. Allo stesso tempo, la quota crescente di GNL “flessibile” – non vincolato a una destinazione precisa – ha rafforzato i legami tra i mercati regionali, portando le correlazioni dei prezzi a livelli mai visti prima.
Geopolitica, riforme e volatilità dei prezzi
Il quadro resta però complesso. Il 2025 e l’inizio del 2026 sono stati segnati da profondi cambiamenti geopolitici e regolatori. In Asia sono proseguite le riforme dei mercati energetici, mentre l’Unione europea ha preso una decisione storica: eliminare gradualmente le importazioni di gas naturale russo entro novembre 2027.
Queste dinamiche, unite a eventi climatici avversi, hanno alimentato una forte volatilità dei prezzi del gas naturale nei principali hub di Asia, Europa e Nord America nel gennaio 2026, ricordando quanto il settore resti sensibile a fattori esterni.
Investimenti record e leadership degli Stati Uniti
Nonostante l’incertezza, gli investimenti nel GNL continuano a correre. Nel 2025 oltre 90 miliardi di metri cubi annui di nuova capacità di liquefazione hanno raggiunto la decisione finale di investimento: il secondo livello più alto mai registrato dopo il 2019.
Gli Stati Uniti hanno guidato questa nuova ondata, con oltre 80 bcm di capacità approvata, consolidando il proprio ruolo di primo esportatore mondiale di GNL. A questo si è affiancata un’attività di contrattazione senza precedenti, segnale della fiducia degli operatori nel ruolo di lungo periodo del GNL nel mix energetico globale.
Le prospettive per il 2026: più gas, più domanda
Guardando al 2026, l’AIE prevede un’ulteriore accelerazione dell’offerta globale di GNL, con una crescita superiore al 7%: il ritmo più rapido dal 2019. Il Nord America dovrebbe coprire la stragrande maggioranza dell’aumento previsto di circa 40 bcm.
Questo incremento dell’offerta dovrebbe tradursi in una crescita della domanda globale di gas prossima al 2%, trainata soprattutto dalla Cina e dai mercati asiatici emergenti.
Sicurezza energetica al centro dello scenario globale
«L’ondata di GNL in corso è destinata a svolgere un ruolo centrale nel plasmare i mercati globali del gas nei prossimi anni», ha spiegato Keisuke Sadamori, direttore dei mercati energetici e della sicurezza dell’AIE. Secondo Sadamori, l’aumento dell’offerta potrebbe esercitare una pressione al ribasso sui prezzi e migliorare la liquidità dei mercati, sempre più interconnessi.
Ma i rischi restano. Tensioni geopolitiche e condizioni meteorologiche estreme continuano a rappresentare fattori di instabilità. «In tempi così incerti – conclude Sadamori – la vigilanza sulla sicurezza energetica resta essenziale».








































































































































































































































































































































































































