- 22/12/2025
- Redazione
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Il gas costa meno, ma le bollette restano alte: stime su Milano, Roma e Palermo e perché il passaggio all’elettrico non conviene ancora
Il prezzo del gas scende rispetto ai picchi dello scorso anno, ma per le famiglie italiane l’inverno 2025-26 sarà tutt’altro che leggero. Le bollette resteranno elevate e ben al di sopra dei livelli pre-crisi, nonostante un parziale calo rispetto all’inverno 2024-25, il più caro mai registrato.
È il quadro che emerge dall’analisi realizzata dal think tank Ecco “Il prezzo del gas: un altro caro inverno”, che fotografa una situazione in cui il costo della materia prima non basta più a spiegare quanto paghiamo in bolletta.
Gas meno caro, bollette ancora salate
Per la stagione invernale alle porte, il prezzo medio del gas è stimato attorno ai 30 €/MWh (circa 0,32 €/Smc), a cui si aggiungono uno spread di 0,12 €/Smc e costi fissi di commercializzazione pari a circa 130 euro l’anno. In termini di sola materia prima, il gas costerà in media il 33% in meno rispetto all’inverno 2024-25.
Eppure, la spesa complessiva per le famiglie resterà alta. Il motivo è noto: con la fine degli aiuti pubblici, sono tornate in bolletta tutte le componenti fiscali e parafiscali che durante la crisi energetica erano state ridotte o azzerate. Tra il 2021 e il 2023 lo Stato aveva speso oltre 60 miliardi di euro per calmierare i prezzi. Un sostegno che già dallo scorso inverno non c’è più, con il ritorno dell’IVA ai livelli ordinari e degli oneri di sistema.
Quanto costerà il gas a Milano, Roma e Palermo
Come ogni anno, l’analisi prende a riferimento tre città e tre tipologie di abitazioni (38, 70 e 110 metri quadrati), confrontando l’inverno 2025-26 con il periodo pre-crisi 2019-20 e con lo scorso inverno.
Nel capoluogo lombardo, una famiglia che vive in un appartamento di 70 mq in classe energetica G spenderà in media 1.079 euro tra novembre e marzo.
È il 31% in più rispetto al 2019-20, ma il 22% in meno rispetto all’inverno 2024-25.
Per un’abitazione di 110 mq, la spesa sale a 1.628 euro, mentre per un piccolo appartamento di 38 mq si scende a circa 620 euro.
A Roma, per una casa di 70 mq, la bolletta del gas è stimata in 1.007 euro: +43% rispetto al periodo pre-crisi e -9% rispetto allo scorso inverno. Un appartamento di 110 mq arriva a 1.496 euro, mentre per 38 mq la spesa si aggira sui 580 euro.
Nel Sud il clima più mite aiuta, ma non basta a compensare il caro energia. A Palermo una famiglia in un appartamento di 70 mq spenderà circa 677 euro, il 45% in più rispetto al 2019-20.
Per una casa di 110 mq la spesa sale a 1.034 euro, mentre per 38 mq si attesta intorno ai 412 euro.
Il confronto con il passato: -15% sul 2024, +40% sul pre-crisi
Nel complesso, nell’inverno 2025-26 le famiglie italiane spenderanno in media circa il 15% in meno rispetto allo scorso inverno, ma quasi il 40% in più rispetto al periodo pre-crisi. Un divario che racconta quanto la normalizzazione dei prezzi energetici sia ancora lontana.
Passare all’elettrico conviene (ma non abbastanza)
L’analisi confronta per la prima volta in modo sistematico la bolletta del gas con quella elettrica, ipotizzando abitazioni riscaldate interamente con tecnologie elettriche come le pompe di calore.
Dal punto di vista dei consumi, i risultati sono netti: l’elettrificazione permette di ridurre l’energia utilizzata fino al 75-80%. Ma il risparmio economico è più contenuto.
Per un appartamento di 70 mq:
Milano: 633 euro con pompa di calore aria-acqua (bolletta -38%)
Roma: 440 euro (bolletta -53%)
Palermo: 336 euro con pompa di calore aria-aria (bolletta -45%)
Il nodo tasse e oneri sull’elettricità
Perché il risparmio in bolletta non segue quello energetico? La risposta sta nel peso di tasse e oneri sull’elettricità, molto più elevati rispetto al gas.
A Milano, Roma e Palermo, il carico fiscale e parafiscale sull’elettricità incide tra il 25% e il 29% della bolletta, contro un peso che sul gas scende fino al 10-19%. A parità di energia consumata, sull’elettricità gravano 8,4 centesimi di euro per kWh, contro 2,3 centesimi del gas.
In più, chi aumenta la potenza del contatore per installare una pompa di calore perde alcune esenzioni fiscali, rendendo la scelta meno conveniente.
Serve una riforma strutturale delle bollette
Nel Decreto Bollette il Governo ha ipotizzato una cartolarizzazione degli oneri elettrici che potrebbe portare a un risparmio di 30-40 euro l’anno a famiglia. Una misura giudicata positiva, ma insufficiente.
Secondo l’analisi, è necessaria una revisione strutturale della fiscalità energetica per allineare i prezzi agli obiettivi di decarbonizzazione e rendere davvero conveniente il passaggio dalle caldaie a gas alle tecnologie elettriche.
In questo senso, l’introduzione dell’ETS2 dal 2028 potrebbe diventare l’occasione per ridisegnare il sistema di oneri e tasse, spostando il peso dalle soluzioni più inquinanti a quelle più efficienti. Senza questo passo, la transizione energetica rischia di restare, per molte famiglie, una scelta ambientalmente giusta ma economicamente difficile.








































































































































































































































































































































































































