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ENEA lancia BREEZE: nuovi strumenti e fondi UE per trasformare milioni di case in edifici efficienti e a zero emissioni

L’Europa accelera sulla trasformazione del patrimonio immobiliare verso edifici a basse emissioni e più efficienti dal punto di vista energetico. In questo scenario si inserisce BREEZE, il nuovo progetto europeo che punta a sostenere l’attuazione della direttiva EPBD, conosciuta anche come direttiva “Case green”, coinvolgendo otto partner provenienti da sette Paesi europei, tra cui ENEA.

L’obiettivo è chiaro: favorire una transizione energetica concreta nel settore edilizio, uno dei comparti che oggi pesa maggiormente sui consumi energetici e sulle emissioni climalteranti in Europa.

ENEA: “Il tasso di ristrutturazione è ancora troppo basso”

Secondo gli esperti, il principale ostacolo resta la lentezza degli interventi di riqualificazione energetica. Un problema che rischia di rallentare gli obiettivi europei di decarbonizzazione fissati dal Green Deal e dal pacchetto Fit for 55.

“Per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione il tasso di ristrutturazione è ancora insufficiente e, affinché l’EPBD sia applicata in modo omogeneo a livello europeo, sono necessari strumenti operativi, metodologie condivise e dati attendibili”, ha spiegato Francesca Caffari, ricercatrice del Laboratorio ENEA Efficienza energetica negli edifici e sviluppo urbano.

Il progetto BREEZE nasce proprio con questa finalità: raccogliere e armonizzare i dati sul patrimonio edilizio in Italia, Francia e Polonia, considerati Paesi pilota, per poi sviluppare strumenti open source in grado di pianificare scenari di ristrutturazione replicabili anche nel resto d’Europa.

Come funzionerà il progetto BREEZE

Nel dettaglio, ENEA lavorerà alla definizione di una metodologia condivisa per costruire scenari di riqualificazione del patrimonio residenziale. Un supporto strategico anche per gli Stati membri, chiamati dalla direttiva europea a predisporre i nuovi Piani nazionali di ristrutturazione degli edifici.

Il progetto non si limiterà però all’efficienza energetica. Tra le attività previste ci saranno anche:

  • linee guida per integrare impianti fotovoltaici negli interventi di ristrutturazione;
  • strumenti per valutare la qualità dell’ambiente interno;
  • indicatori dedicati al comfort abitativo e alla salute degli occupanti;
  • protocolli per migliorare sostenibilità ed efficienza degli edifici.

Un approccio che punta quindi non solo alla riduzione dei consumi, ma anche al miglioramento della qualità della vita all’interno delle abitazioni.

Il nodo stakeholder e la sfida della transizione energetica

Per ENEA uno degli aspetti decisivi sarà il coinvolgimento degli stakeholder: istituzioni, imprese, professionisti e cittadini dovranno infatti partecipare attivamente affinché gli strumenti sviluppati dal progetto possano essere realmente adottati su larga scala.

“Fondamentale per garantire un impatto significativo del progetto sarà la capacità di coinvolgere gli stakeholder, così da favorire l’adozione degli strumenti e delle metodologie sviluppate”, ha aggiunto Caffari.

BREEZE si inserisce inoltre nel quadro delle grandi strategie europee per la transizione energetica, creando sinergie con il Green Deal, il piano REPowerEU e gli altri programmi comunitari destinati a ridurre consumi ed emissioni.

Perché il settore edilizio è centrale nella sfida climatica

Il patrimonio edilizio europeo rappresenta oggi una delle principali fonti di consumo energetico. Molti edifici, soprattutto quelli più datati, presentano infatti scarse prestazioni energetiche e necessitano di interventi di riqualificazione profonda.

La direttiva “Case green” nasce proprio per accelerare questo processo, fissando obiettivi progressivi di efficientamento energetico per gli immobili residenziali e pubblici. In questo contesto, progetti come BREEZE potrebbero diventare strumenti chiave per aiutare i Paesi europei a pianificare interventi più rapidi, sostenibili e coordinati.

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