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Nasce lo Science Panel globale: scienziati e governi accelerano l’uscita dai combustibili fossili con nuove roadmap e strategie

Un nuovo organismo scientifico internazionale per guidare la transizione energetica globale. È questo il risultato principale emerso dalla conferenza di Santa Marta, dove una coalizione di scienziati di alto livello ha annunciato la nascita dello Science Panel for the Global Energy Transition (SPGET).

L’obiettivo è ambizioso: fornire ai governi strumenti scientifici rapidi, autorevoli e concreti per abbandonare i combustibili fossili, definendo traguardi chiari per Paesi e settori economici in linea con il limite di 1,5°C entro fine secolo.

Un ponte tra scienza e politica

Il nuovo panel nasce anche come risposta diretta all’appello lanciato durante la COP30, dove la comunità internazionale aveva chiesto roadmap concrete per accelerare la transizione.

A guidarlo saranno tre figure di primo piano: Vera Songwe, Ottmar Edenhofer e Gilberto M. Jannuzzi.

Il loro compito sarà tradurre le evidenze scientifiche in indicazioni operative per le politiche pubbliche, aiutando i Paesi a costruire strategie credibili per uscire progressivamente da petrolio, gas e carbone.

Come ha sottolineato André Aranha Corrêa do Lago: «I governi devono utilizzare le analisi del Panel per rafforzare le proprie strategie e accelerare una transizione giusta e ordinata».

Dalla Colombia un modello replicabile

Il lancio del panel è avvenuto insieme alla presentazione di una bozza di roadmap per l’eliminazione dei combustibili fossili in Colombia. Un documento che punta a diventare un modello replicabile per altri Paesi.

Secondo Piers Forster, coautore della roadmap, il passaggio chiave è superare le dichiarazioni di principio: «Servono piani credibili e concreti. La roadmap colombiana dimostra che la transizione può generare benefici economici e sociali significativi».

Il piano prevede investimenti medi annui di oltre 10 miliardi di dollari, con ritorni economici che potrebbero raggiungere i 23 miliardi l’anno entro il 2050.

Energia, sicurezza e crisi globali

Alla base dell’iniziativa c’è anche una crescente preoccupazione per la volatilità dei mercati energetici. Le oscillazioni dei prezzi del petrolio e le tensioni geopolitiche stanno mostrando quanto sia rischiosa la dipendenza dai combustibili fossili.

Per questo, il panel punta a sostenere la costruzione di roadmap nazionali fondate su tre pilastri: una solida base scientifica, la cooperazione internazionale e l’integrazione delle conoscenze locali.

Le reazioni: «Ora servono decisioni concrete»

Il messaggio che arriva dal mondo politico e scientifico è chiaro: il tempo delle promesse è finito.

La ministra olandese Stientje van Veldhoven ha sottolineato: «Abbiamo bisogno di trasformare analisi complesse in azioni concrete. Questo panel può fare esattamente questo».

Un punto condiviso anche da Johan Rockström, tra i promotori dell’iniziativa: «Non è mai stato così importante dimostrare che decisioni informate sul clima possono migliorare la vita delle persone. Serve rendere la scienza accessibile».

Una sfida globale ormai inevitabile

Il nuovo Science Panel nasce in un momento cruciale. Le emissioni globali non hanno ancora raggiunto il picco e il rischio di superare la soglia di 1,5°C si fa sempre più concreto.

In questo scenario, l’obiettivo è trasformare la conoscenza scientifica in azione politica. 

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