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L’Italia aderisce al rilascio coordinato di scorte petrolifere deciso dall’Agenzia internazionale dell’energia: quasi 10 milioni di barili per sostenere la stabilità dei mercati energetici
 

L’Italia parteciperà al rilascio coordinato di una parte delle proprie scorte petrolifere di emergenza nell’ambito di un accordo internazionale tra i Paesi membri dell’Agenzia internazionale dell’energia.

La decisione è stata comunicata dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (Mase) e rientra in un’operazione congiunta pensata per sostenere la stabilità dei mercati energetici internazionali in una fase di forte tensione sul fronte delle forniture di petrolio.

Il contributo italiano sarà pari a 9 milioni e 966 mila barili, circa il 2,5% del totale delle scorte che verranno rilasciate complessivamente dai Paesi dell’Agenzia.

Quasi 10 milioni di barili dalle riserve italiane

Il quantitativo che verrà immesso sul mercato dall’Italia corrisponde a circa 1 milione e 605 mila tonnellate di petrolio equivalente (tep).

Si tratta di una parte delle riserve strategiche che ogni Paese industrializzato mantiene per affrontare eventuali crisi energetiche o interruzioni improvvise delle forniture.

Il rilascio programmato nelle prossime settimane rappresenterà circa il 13,5% delle scorte petrolifere di sicurezza italiane.

Quante scorte di petrolio ha l’Italia?

Le scorte petrolifere di sicurezza sono le riserve che l’Italia deve mantenere per far fronte a eventuali interruzioni degli approvvigionamenti di petrolio e prodotti petroliferi. Il quantitativo minimo viene determinato ogni anno secondo la normativa europea e italiana.

Al momento dell’annuncio del rilascio coordinato dall’AIE, il 12 marzo 2026, l’Italia disponeva di 11.903.843 tonnellate equivalenti di petrolio (tep) di scorte di sicurezza, pari a 90 giorni di importazioni nette di prodotti petroliferi. Di queste, l’equivalente di 67 giorni era detenuto dalle industrie petrolifere e 23 giorni dall’OCSIT.

Nell’ambito dell’operazione coordinata dall’AIE, l’Italia ha quindi messo a disposizione circa 9,966 milioni di barili di petrolio, equivalenti a circa 1,611 milioni di tonnellate di petrolio equivalente. Il quantitativo rappresenta circa il 13,5% delle scorte di sicurezza italiane.

È importante distinguere tra riserve di petrolio e scorte petrolifere di sicurezza. Nel linguaggio comune i due termini vengono spesso utilizzati come sinonimi, ma le scorte di sicurezza sono quantitativi di greggio e prodotti petroliferi mantenuti per garantire la continuità degli approvvigionamenti in caso di emergenza.

Il sistema italiano prevede inoltre una ripartizione delle scorte tra gli operatori economici e l’Organismo Centrale di Stoccaggio Italiano (OCSIT). Quest’ultimo detiene sul territorio nazionale scorte di benzina, gasolio, jet fuel e olio combustibile.

Sicurezza energetica: perché il rilascio non lascia l’Italia senza scorte

Il rilascio di una parte delle scorte petrolifere non significa che l’Italia rimanga senza una riserva di sicurezza. Il sistema nazionale prevede infatti un livello minimo di scorte da mantenere per garantire la continuità degli approvvigionamenti in caso di crisi o interruzioni delle forniture.

Il quantitativo da detenere viene determinato ogni anno e corrisponde al valore maggiore tra 90 giorni di importazioni nette di prodotti energetici e 61 giorni di consumo interno riferiti all’anno precedente. Le scorte sono mantenute sia dagli operatori economici sia dall’OCSIT, che detiene sul territorio nazionale scorte di benzina, gasolio, jet fuel e olio combustibile.

Nel marzo 2026 l’Italia ha aderito all’azione coordinata dell’AIE mettendo a disposizione circa 9,966 milioni di barili, pari a circa 1,611 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio e al 13,5% delle scorte di sicurezza del Paese. Il decreto del 26 marzo ha previsto una riduzione temporanea degli obblighi di scorta, mantenendo comunque un margine di sicurezza per i prodotti di maggiore consumo.

Per il 2026, inoltre, il quadro delle scorte è stato nuovamente determinato con un provvedimento specifico per il nuovo anno-scorta, iniziato il 1° luglio. Questo significa che i dati sulle scorte devono essere letti tenendo conto della distinzione tra la situazione fotografata al momento del rilascio di marzo e gli obblighi di detenzione successivamente determinati per il 2026.

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