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E’ quanto emerge dal Global Energy Monitor. I produttori di gas e petrolio continuano a sfruttare i combustibili fossili.

Secondo il Global Energy Monitor i produttori di petrolio e gas stanno investendo attivamente nell’esplorazione e nel continuare a scoprire nuovi giacimenti di petrolio e di gas. In questo modo si dà il via libera allo «sfruttamento dell’equivalente di tutte le riserve di greggio accertate in Europa» con l’intento di quadruplicare l’importo entro la fine del decennio.

Le esplorazioni e le scoperte continuano

Dalla pubblicazione della roadmap IEA – NZE 2020, le compagnie petrolifere e del gas hanno annunciato 50 nuovi progetti, 19 dei quali sono stati scoperti nel 2023, per un totale di circa 7,7 miliardi di barili di petrolio equivalente pronti a salire fino a 31,2 entro il 2030 grazie all’apertura di 64 nuovi giacimenti.

Si tratta di circa il 35% in meno rispetto al 2022, quando furono annunciati almeno 12,6 miliardi di petrolio equivalente provenienti da 31 scoperte. In totale, si tratta di 20,3 miliardi di petrolio equivalente e 50 scoperte che sfidano il consenso scientifico.

Le scoperte di nuovi giacimenti sono avvenute oltre che in Paesi come Sud America e Africa, anche in zone insospettabili quali Cipro, Guyana, Namibia e Zimbabwe, che fino a poco tempo fa non avevano prodotto petrolio e gas.  Oggi questi quattro paesi, rappresentano circa il 37% del totale dei volumi scoperti che i produttori sperano di sfruttare.

Così non si rispetta la limitazione del riscaldamento

Nel 2023, l’IEA aveva ribadito quanto affermato nella tabella di marcia NZE 2020 che nel suo scenario conforme a quanto stabilito a  Parigi evidenziava come “i cali della domanda sono sufficientemente rapidi da non rendere necessari nuovi progetti convenzionali di petrolio e gas con tempi lunghi. Sarebbe addirittura necessario chiudere parte della produzione esistente di petrolio e gas”.

Tuttavia, a partire dall’inizio dello scorso anno, le riserve provenienti dalle sole riserve di petrolio e gas erano superiori al restante bilancio di carbonio di 1,5°C. I ricercatori dell’OCI hanno scoperto che quasi il 20% dei giacimenti di petrolio e gas doveva essere chiuso, “anche se non verranno sviluppati nuovi giacimenti e l’estrazione di carbone si fermerà domani”.

Questo perchè sia rispetto alla produzione che alle riserve, il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (UNEP) e Lo Stockholm Environment Institute (SEI) hanno ripetutamente lanciato l’allarme secondo cui le proiezioni sulla produzione di petrolio e gas sono completamente fuori linea con gli obiettivi climatici.

Infatti i produttori di combustibili fossili puntano a una produzione di petrolio e gas rispettivamente superiore del 29% e dell’82% rispetto a quanto è coerente con la limitazione del riscaldamento a 1,5°C.

L’Istituto per lo sviluppo sostenibile (IISD) ha scoperto che la produzione e il consumo globale di petrolio e gas devono diminuire almeno del 65% entro il 2050 per mantenere il riscaldamento al di sotto di 1,5°C, rispetto ai livelli del 2020. A meno che i giacimenti esistenti non vengano chiusi anticipatamente, non c’è spazio o necessità per l’approvazione di nuovi giacimenti.

Fonte: GEM global oil and gas extraction tracker March 2024

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