- 21/05/2026
- Luca Martino
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Uno studio avverte: dopo il 2022 l’Europa è più esposta agli shock del gas. Prezzi oltre i picchi della crisi in caso di nuove tensioni
L’Europa potrebbe trovarsi nuovamente esposta a una crisi energetica simile — o persino peggiore — di quella vissuta nel 2022.
È l’avvertimento lanciato da un nuovo studio “Closure of the strait of Hormuz fuels Europe’s natural gas trilemma” realizzato da ricercatori della TU Wien, della University of Oxford, della NTNU, dell’Oxford Institute for Energy Studies e di Paris Dauphine PSL.
Secondo gli autori, la risposta europea alla crisi del gas innescata dalla guerra in Ucraina ha sì evitato blackout e carenze fisiche di combustibile, ma ha aumentato la dipendenza del continente dal mercato globale del GNL, il gas naturale liquefatto trasportato via mare.
Ed è proprio questa esposizione ai prezzi internazionali il nuovo punto debole dell’Europa.
Il nodo del GNL e il rischio Hormuz
Lo studio prende in esame tre scenari di crisi legati allo Stretto di Hormuz, passaggio strategico per il commercio energetico mondiale.
I ricercatori hanno simulato una riapertura solo parziale dello Stretto, una chiusura completa per sei mesi e un’ipotesi ancora più grave: blocco prolungato accompagnato da restrizioni statunitensi all’export di GNL.
Il risultato è netto: l’Europa non resterebbe senza gas, ma lo pagherebbe a prezzi enormemente superiori.
Secondo le simulazioni, una chiusura di sei mesi farebbe salire il prezzo delle importazioni europee di GNL a 28 dollari per MMBtu, oltre il doppio della media del 2024.
Nel caso più estremo, con limiti alle esportazioni americane, il prezzo arriverebbe a 54,9 dollari per MMBtu, superando perfino i livelli record raggiunti durante la crisi del 2022.
“La vera emergenza sono i prezzi”
A sintetizzare il problema è Jan Rosenow, professore della University of Oxford, che sottolinea come il rischio attuale non sia più l’assenza fisica di gas.
“L’Europa non è rimasta senza gas durante la chiusura di Hormuz. Abbiamo semplicemente pagato una fortuna per i carichi che siamo riusciti a ottenere. Questa distinzione racconta l’intera storia”.
Secondo Rosenow, il passaggio dal gas russo via gasdotto al GNL trasportato via nave non ha ridotto la dipendenza energetica europea, ma ne ha semplicemente cambiato forma.
“L’unica protezione affidabile contro gli alti prezzi del gas è usare meno gas, accelerando elettrificazione, efficienza energetica ed energie rinnovabili”.
Perché l’Europa da sola non basta
Lo studio evidenzia anche un altro elemento cruciale: eventuali tagli alla domanda europea avrebbero effetti limitati senza un coordinamento globale.
Le simulazioni mostrano che una riduzione del 10% della domanda europea di GNL abbasserebbe i prezzi solo marginalmente, da 54,9 a 48,3 dollari per MMBtu. Una riduzione coordinata tra tutte le principali aree importatrici mondiali, invece, porterebbe il prezzo a 37,2 dollari.
Per Sebastian Zwickl-Bernhard, ricercatore della TU Wien e della NTNU, il vero problema è la struttura stessa del mercato globale del gas liquefatto.
“La principale vulnerabilità dell’Europa non è più la scarsità fisica, ma la formazione dei prezzi in un mercato globale del GNL fortemente integrato”.
Il ricercatore avverte che anche senza interruzioni complete delle forniture, i rincari potrebbero avere effetti economici comparabili a quelli di una vera emergenza energetica.
Uno scenario che riapre il dibattito energetico
Il lavoro degli studiosi si basa su un modello matematico che analizza produzione, trasporto marittimo e capacità di importazione del mercato mondiale del GNL. L’attenzione si concentra soprattutto sulla quota di gas non coperta da contratti a lungo termine, cioè quella più esposta alle oscillazioni di prezzo durante le crisi.
Il messaggio che emerge dallo studio è chiaro: dopo il 2022 l’Europa ha migliorato la sicurezza degli approvvigionamenti, ma resta fortemente vulnerabile alla volatilità dei mercati energetici globali. E nuove tensioni geopolitiche potrebbero rapidamente tradursi in una nuova impennata delle bollette.
































































































































































































































































































































































