Condividi questo articolo

Rapporto MEP 2025 presentato a Roma: investimenti miliardari, rinnovabili in crescita e Italia hub energetico nel Mediterraneo

Il Mediterraneo torna al centro delle strategie energetiche globali e l’Italia si candida a giocare un ruolo da protagonista. È quanto emerge dal Mediterranean Energy Perspectives 2025 (MEP 2025), presentato a Roma il 22 aprile, presso la Fondazione Civita, durante un evento di alto livello organizzato dall’ Organisation Méditerranéenne de l’Énergie et du Climat (OMEC), World Energy Council Italy ed Edison.

Dopo le tappe internazionali di Cairo, Bruxelles e Madrid, l’incontro nella Capitale ha riunito istituzioni europee, decisori politici, operatori energetici e rappresentanti dell’industria per discutere come costruire un sistema energetico più sicuro, competitivo e sostenibile entro il 2050.

Servono 6.800 miliardi per la transizione

Il dato che più colpisce riguarda gli investimenti: per raggiungere la neutralità climatica nel Mediterraneo entro il 2050 serviranno 6.800 miliardi di euro.

Una cifra imponente, pari a circa l’1,1% del PIL regionale ogni anno, che dovrà essere indirizzata soprattutto verso l’efficienza energetica, considerata la leva principale della transizione.

Non solo rinnovabili quindi, ma anche elettrificazione dei consumi, sviluppo delle reti, sistemi di accumulo e strumenti per rendere il sistema più flessibile. In questo percorso, il gas naturale continuerà ad avere un ruolo di accompagnamento.

Rinnovabili protagoniste, elettricità in crescita

Secondo il rapporto, entro il 2050 le fonti rinnovabili copriranno il 79% della produzione elettrica del Mediterraneo. Parallelamente, l’elettricità diventerà sempre più centrale nei consumi finali, arrivando al 59% rispetto al 22% attuale.

Per centrare questi obiettivi sarà necessario accelerare drasticamente: la capacità rinnovabile dovrà crescere di oltre 50 gigawatt all’anno, mentre la produzione complessiva di energia elettrica dovrà più che raddoppiare.

In questo scenario, l’Italia si trova in una posizione strategica grazie alla sua rete interconnessa e alla collocazione geografica tra Europa e Nord Africa.

Non solo energia pulita: efficienza e infrastrutture

Il percorso verso la decarbonizzazione non potrà basarsi esclusivamente sulle rinnovabili. Il rapporto sottolinea il ruolo cruciale dell’efficienza energetica e dell’elettrificazione, definite una scelta “senza rimpianti” per ridurre l’uso dei combustibili fossili.

Allo stesso tempo, sarà necessario rafforzare infrastrutture e interconnessioni: reti più intelligenti, sistemi di accumulo, collegamenti tra Paesi e una maggiore integrazione regionale.

Gas naturale e, in alcuni casi, energia nucleare continueranno a contribuire alla stabilità del sistema, mentre l’Italia potrà rafforzare il proprio ruolo di ponte energetico tra le due sponde del Mediterraneo.

Taglio delle emissioni del 90% entro il 2050

L’obiettivo finale è ambizioso: ridurre le emissioni di CO₂ del 90% rispetto ai livelli del 1990.

Quasi tutta la riduzione sarà ottenuta grazie a due fattori principali: lo sviluppo delle rinnovabili, che contribuirà per il 48%, e l’efficienza energetica, che inciderà per un ulteriore 40%.

Una trasformazione profonda che richiederà politiche coordinate, investimenti mirati e una cooperazione internazionale più stretta.

Un Mediterraneo più connesso e integrato

Il rapporto delinea un futuro in cui il Mediterraneo diventa uno spazio energetico sempre più integrato.

L’Italia, in particolare, può assumere un ruolo centrale come hub per gas ed elettricità, facilitando lo sviluppo di nuove infrastrutture, l’integrazione delle rinnovabili e, in prospettiva, anche dei corridoi per l’idrogeno.

Anche le politiche europee, come il nuovo Patto per il Mediterraneo, potrebbero accelerare questo processo, favorendo investimenti e collaborazioni tra i Paesi della regione.

Le voci dal vertice

Durante l’evento sono emerse posizioni convergenti sulla necessità di rafforzare la cooperazione regionale per affrontare la transizione energetica.

Tarik Hamane, co-presidente di OMEC, ha sottolineato che “il futuro del sistema energetico mediterraneo dipenderà dalla capacità di conciliare sostenibilità, sicurezza degli approvvigionamenti e coesione regionale”, evidenziando come la transizione richieda infrastrutture integrate e partnership di lungo periodo.

Simone Nisi, vicepresidente del World Energy Council Italy, ha rimarcato il ritorno del Mediterraneo al centro delle dinamiche geopolitiche globali, sottolineando l’importanza di costruire “relazioni equilibrate e infrastrutture capaci di generare stabilità economica e sociale”.

Nicola Monti, amministratore delegato di Edison, ha invece evidenziato il ruolo strategico dell’area come corridoio energetico per l’Europa: “rafforzare le interconnessioni e la cooperazione euro-mediterranea è la condizione essenziale per costruire un sistema energetico resiliente e competitivo”.

Condividi questo articolo