Introdurre il nucleare nel mix energetico italiano permetterebbe di contenere i costi energetici, rafforzare i profili di sicurezza/indipendenza energetica e favorire la transizione verso un modello industriale efficiente, sostenibile e competitivo
Confindustria ed ENEA hanno presentato il Rapporto “Lo sviluppo dell’energia nucleare nel mix energetico nazionale – Le potenzialità per l’industria italiana”, un documento che delinea la strategia per reintegrare l’energia nucleare nel mix energetico italiano.
La roadmap
La roadmap tracciata dal rapporto prevede di implementare una flotta di reattori nucleari di tipo SMR, in virtù della maggior maturità tecnologica, affiancati, appena disponibili, da sistemi AMR per poter beneficiare delle rispettive caratteristiche peculiari, sinergiche e complementari.
La recente possibilità di includere questa tecnologia ha portato alla definizione di un Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC 2024) che considera una produzione di energia elettrica da fonte nucleare tale da soddisfare tra il 10% e il 20% circa dei consumi a livello nazionale al 2050.
La necessità di rivedere il mix nazionale di generazione di energia per affrontare la sfida della decarbonizzazione, deve essere affrontata con un approccio neutrale dal punto di vista tecnologico, tale da considerare la possibilità di sfruttare tutte le fonti energetiche disponibili per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione nell’orizzonte temporale di interesse, incluso il ricorso ad impianti nucleari avanzati come i reattori modulari di piccola taglia (Small Modular Reactor, SMR) e innovativi (Advanced Modular Reactor, AMR).
Confindustria: il nucleare al centro della nuova strategia energetica
In considerazione di queste premesse, Confindustria ha iniziato un lavoro di ricognizione sul tema, in collaborazione con ENEA in qualità di knowledge partner, per fare il punto sul piano normativo, economico e tecnologico dell’energia nucleare da fissione.
Secondo Emanuele Orsini, Presidente Confindustria, “In un mondo che corre verso la nuova frontiera dell’energia, l’Italia può e deve farsi protagonista nella competizione globale sulle tecnologie nucleari di nuova generazione. Non è un’utopia è un programma di lavoro concreto. Confindustria ha deciso di mettere il nucleare al centro degli impegni per una nuova strategia energetica. Le rinnovabili sono il motore pulito del domani, ma la loro intermittenza esige un alleato solido. È a questo punto che il nucleare diventa fondamentale, con la sua energia continua, modulabile e programmabile, perfetta per sostenere la rete quando sole e vento non bastano. Solo così potremo abbassare i costi dell’elettricità, onorare gli impegni di decarbonizzazione e garantire a famiglie e imprese un futuro di forniture stabili. Oggi le bollette gravano come macigni, le nostre aziende faticano a tenere il passo dei maggiori competitor internazionali: un divario che non ci possiamo più permettere”.
I vantaggi
Tra i principali vantaggi delle nuove tecnologie rientrano: emissioni minime lungo l’intero ciclo di vita, produzione programmabile di elettricità e calore, basso fabbisogno di combustibile, ridotta produzione di rifiuti, costo dell’energia stabile perché non influenzato dalla volatilità delle materie prime e maggiore affidabilità della rete elettrica, senza oneri aggiuntivi per la distribuzione.
Secondo gli scenari analizzati, con un primo impianto operativo dal 2035, il nucleare risulterà vantaggioso sia dal punto di vista economico che energetico, con benefici di rilievo per l’industria, soprattutto per i processi ad alta temperatura difficili da decarbonizzare. Il rapporto sottolinea inoltre l’efficacia di un adeguato sistema di incentivi al nucleare, sulla scia di quanto già avvenuto con le fonti rinnovabili.
Le tecnologie di nuova generazione
L’introduzione del nucleare avanzato e sostenibile in Italia al fianco delle fonti rinnovabili si fonda sulle tecnologie di nuova generazione che consentono di raggiungere gli obiettivi ambientali e di sicurezza energetica, con benefici in termini di riduzione dei costi per cittadini e imprese e del consumo di suolo, di maggiore stabilità e sicurezza della rete elettrica e avvicinamento tra luoghi di produzione e centri di consumo.
Le tecnologie alla base del rilancio sono: gli SMR (Small Modular Reactor), ossia reattori modulari di piccola taglia, più flessibili, sicuri e adatti alla cogenerazione a media-alta temperatura che offrono vantaggi in termini di costi, tempi di installazione e stabilità della rete.
Gli AMR (Advanced Modular Reactor), sono reattori avanzati, modulari ad alta efficienza, che si integrano in una logica complementare agli SMR, capaci di riciclare il combustibile esausto proveniente dagli SMR, di fornire calore di processo ad alta temperatura per applicazioni industriali.
Aspetti economici
Sulla base di studi IEA, il costo di generazione relativo ad impianti SMR ed AMR è stimato tra 70 e 110 USD/MWh, comparabile con il costo delle fonti rinnovabili (considerando i costi di accumulo). Secondo il rapporto, lo sviluppo del nucleare potrebbe generare un ritorno economico pari al 2,5% del PIL nazionale e creare 117.000 nuovi posti di lavoro, di cui 39.000 direttamente nella filiera.
Oltre 70 aziende italiane già operano in ambito nucleare; si tratta di un presidio che, se opportunamente supportato, può fungere da volano per l’espansione della catena del valore nucleare nazionale. Numerose imprese associate a Confindustria hanno manifestato interesse ad estendere il proprio business nel settore nucleare. Per il rilancio anche industriale della ricerca in campo nucleare, sono già presenti alcuni piani d’investimento, come il Piano di Ricerca Nucleare (PNR).
Formazione
Per l’attuazione di un programma sul nucleare sostenibile in Italia è necessario un approccio integrato che preveda una forte connessione tra industria, ricerca, istruzione e formazione.
A tal fine, il documento evidenzia l’urgenza di un piano formativo nazionale per la qualifica di tecnici e professionisti, su tutti i livelli dell’istruzione (superiore e universitaria) e per svariate discipline (ingegneria, giurisprudenza, chimica, fisica, management). Il piano dovrà coinvolgere università, istituti tecnici e professionali, enti di ricerca e aziende interessate per potenziare la formazione a tutti i livelli e percorsi di addestramento sul campo, anche per figure provenienti da settori diversi, e garantire personale adeguatamente preparato e continuamente aggiornato.
Sostegno alla ricerca e comunicazione
Per mantenere la competitività a livello internazionale, è imprescindibile il sostegno pubblico alla ricerca, al fine di aumentare gli investimenti e potenziare le infrastrutture.
Studi e sondaggi evidenziano un crescente consenso per il nucleare, ma anche una diffusa carenza di informazione. In questo contesto è necessaria una comunicazione chiara, accessibile, trasparente e basata su dati oggettivi per favorire un dibattito informato e una partecipazione attiva che preveda il coinvolgimento tutte le parti interessate e la diffusione di una narrativa corretta con la quale fornire le conoscenze base che consentano al pubblico di avvicinarsi con maggiore consapevolezza alle riflessioni e ai dibattiti.
Fondamentale istituire programmi educativi e di divulgazione scientifica e sviluppare una cultura della sostenibilità energetica sulla base delle esperienze dei Paesi in cui la conoscenza dei benefici legati a questa tecnologia ha incrementato la sua accettabilità sociale.






























































































































































































































































































































































