- 10/07/2026
- Redazione
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Il nuovo Rapporto ENEA fotografa i risultati raggiunti sull’efficienza energetica: centrato l’85% dell’obiettivo nazionale, ma il rallentamento degli incentivi apre nuovi interrogativi sul futuro della transizione
L’Italia continua a migliorare sul fronte dell’efficienza energetica e, nonostante il progressivo ridimensionamento degli incentivi edilizi, è ormai vicina al traguardo fissato dal Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC).
È quanto emerge dal 15° Rapporto Annuale sull’Efficienza Energetica di ENEA, presentato a Roma, secondo cui tra il 2021 e il 2025 il nostro Paese ha conseguito un risparmio complessivo di 5,08 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio (Mtep).
Un dato che rappresenta l’85% dell’obiettivo intermedio nazionale, fissato a 6 Mtep, e che dà la misura dell’impatto delle politiche adottate negli ultimi anni: il risparmio ottenuto equivale infatti a oltre un anno di consumi elettrici di due regioni ad alta vocazione industriale come Emilia-Romagna e Veneto.
Le detrazioni fiscali restano il motore principale, ma nel 2025 rallentano
La fotografia scattata da ENEA mostra come il principale contributo ai risparmi energetici continui ad arrivare dagli incentivi fiscali per la riqualificazione degli edifici.
Nel quinquennio considerato le detrazioni hanno prodotto 2,67 Mtep di risparmio, pari a circa il 52% del totale.
Il quadro cambia però osservando il solo 2025. Con il progressivo ridimensionamento delle agevolazioni, il contributo delle detrazioni fiscali è sceso a 0,24 Mtep, registrando una contrazione del 37% rispetto al 2024.
Il rallentamento riflette soprattutto la conclusione della fase espansiva del SuperEcobonus, il cui apporto si è ridotto a 0,113 Mtep, pur mantenendo un beneficio complessivo molto rilevante nel periodo 2021-2025, pari a 1,47 Mtep.
Anche gli incentivi ordinari mostrano una frenata. L’Ecobonus passa da 0,161 Mtep nel 2024 a 0,072 Mtep nel 2025, mentre il Bonus Casa torna a livelli più contenuti con 0,057 Mtep, dopo la forte crescita registrata l’anno precedente.
Nonostante la flessione annuale, entrambe le misure continuano a rappresentare strumenti importanti per migliorare l’efficienza energetica del patrimonio edilizio italiano, con risparmi cumulati rispettivamente pari a 0,791 Mtep e 0,375 Mtep.
Conto Termico in crescita, calano i Certificati Bianchi
Tra gli strumenti di incentivazione emergono dinamiche differenti. I Certificati Bianchi registrano una nuova flessione, con risparmi energetici pari a 0,115 Mtep nel 2025, il 4,5% in meno rispetto all’anno precedente.
Di segno opposto invece il Conto Termico, che continua a crescere raggiungendo 0,131 Mtep nel solo 2025, per un valore cumulato di 0,476 Mtep.
Anche la mobilità sostenibile continua a offrire un contributo significativo, pur registrando una lieve diminuzione: 0,404 Mtep, circa il 6% in meno rispetto al 2024. Restano invece sostanzialmente stabili i risultati dei progetti finanziati attraverso i fondi di coesione.
Diagnosi energetiche: meno pratiche, ma resta elevato il potenziale di risparmio
Il Rapporto dedica ampio spazio anche alle diagnosi energetiche obbligatorie per le imprese. A dicembre 2025 risultavano caricate sul portale ENEA 671 diagnosi, presentate da 438 soggetti obbligati, con una riduzione del 20% rispetto all’anno precedente.
Secondo ENEA il dato è coerente con la fisiologica ciclicità prevista dal sistema.
Gli interventi realizzati hanno consentito un risparmio di circa 29,7 ktep all’anno di energia primaria, mentre quelli individuati ma ancora da realizzare potrebbero portare a un risparmio potenziale di 68,2 ktep annui, confermando l’esistenza di ampi margini di miglioramento.
ENEA: “L’efficienza energetica è un investimento per economia, ambiente e qualità della vita”
Per la presidente di ENEA, Francesca Mariotti, i risultati confermano che l’efficienza energetica produce benefici che vanno ben oltre la semplice riduzione dei consumi.
Secondo Mariotti, gli interventi migliorano contemporaneamente competitività delle imprese, sostenibilità ambientale e qualità della vita dei cittadini, rafforzando la capacità del sistema economico italiano di affrontare una fase internazionale sempre più complessa.
Sulla stessa linea la direttrice del Dipartimento Efficienza Energetica di ENEA, Ilaria Bertini, che sottolinea come la transizione energetica richieda un approccio integrato basato non solo sull’innovazione tecnologica, ma anche su una trasformazione culturale capace di promuovere un utilizzo dell’energia più consapevole e sostenibile.
Il nodo resta il futuro degli incentivi
Il quadro delineato dal Rapporto ENEA evidenzia un Paese che procede nella direzione indicata dal PNIEC e che ha già raggiunto gran parte del percorso previsto.
La sfida dei prossimi anni sarà però mantenere questo ritmo anche dopo la progressiva riduzione delle agevolazioni fiscali che hanno trainato la crescita degli ultimi anni.
Per raggiungere pienamente gli obiettivi europei sulla decarbonizzazione, sarà infatti necessario rafforzare strumenti capaci di coinvolgere contemporaneamente famiglie, imprese e pubblica amministrazione, puntando su investimenti strutturali, innovazione e una maggiore diffusione della cultura dell’efficienza energetica.






















































































































































































































































































































































































