- 02/09/2025
- Luca Martino
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Uno studio danese analizza il potenziale dell’elettrificazione per abbattere le importazioni di combustibili fossili, migliorare la competitività europea e ridurre il costo della vita
Ridurre i costi dell’energia rappresenta oggi una priorità non solo per il governo italiano, ma anche per l’intera Unione Europea. In questo contesto, la presidenza danese del Consiglio dell’UE ha posto l’elettrificazione europea al centro del dibattito tra i Ministri dell’Energia riuniti a Copenaghen.
L’incontro, previsto per giovedì 4 settembre, riveste un ruolo strategico in vista della presentazione del prossimo Pacchetto Reti da parte della Commissione europea, attesa per dicembre. Le discussioni si inseriscono in un momento cruciale per il sistema energetico europeo, che sta vivendo una trasformazione profonda e accelerata.
Elettricità sempre più pulita in Europa
L’approvvigionamento elettrico dell’Unione Europea è in fase di rapido cambiamento: oggi, il 74% dell’elettricità proviene già da fonti considerate pulite. Ciò significa che ogni nuovo passo verso l’elettrificazione – nei trasporti, nell’edilizia o nell’industria – comporta un’immediata riduzione delle emissioni di gas serra.
Un dato particolarmente significativo riguarda il 2024: per la prima volta, l’energia solare ed eolica hanno superato, in termini di produzione aggregata, quella generata da carbone e gas messi insieme. Questa tendenza, che si prevede continuerà nei prossimi anni, è stata favorita anche dal sistema europeo di scambio delle quote di emissione (ETS), che ha fornito segnali di prezzo efficaci, contribuendo a ridurre l’uso del carbone a meno del 10% del mix energetico.
Un nuovo studio evidenzia l’urgenza di investire nell’elettrificazione
A sostegno delle discussioni in corso a Copenaghen, il think tank danese Concito – il principale istituto di ricerca sul clima del paese – ha pubblicato un nuovo studio che sottolinea l’importanza strategica di accelerare l’elettrificazione in Europa.
Il rapporto analizza i benefici di maggiori investimenti in questa direzione, considerando quattro aspetti fondamentali: sicurezza energetica, transizione ecologica, competitività economica e impatto sul costo della vita. Lo studio propone anche un confronto diretto con gli Stati Uniti e la Cina.
Tra i principali elementi evidenziati dalla ricerca:
L’Unione Europea dipende quasi totalmente dalle importazioni di petrolio e gas, coprendo il 98% del proprio fabbisogno con fonti esterne. Questa dipendenza energetica incide negativamente sulla competitività economica dell’Europa e contribuisce all’aumento del costo della vita, oggi una delle principali preoccupazioni dei cittadini europei.
Dal 2008, l’UE ha speso in media 317 miliardi di euro l’anno per l’importazione di combustibili fossili. Una cifra tre volte superiore rispetto alla spesa militare complessiva degli Stati membri nello stesso periodo.
Secondo le proiezioni della Commissione europea contenute nella valutazione d’impatto per il 2040, un raddoppio dell’elettrificazione permetterebbe di dimezzare questi costi di importazione. Il risparmio stimato è di circa 160 miliardi di euro all’anno.
Questo risparmio sarebbe ampiamente sufficiente a coprire gli investimenti aggiuntivi necessari per potenziare le reti elettriche (stimati in +60 miliardi di euro annui) e le energie rinnovabili (+40 miliardi di euro annui).
Per ottenere risultati concreti, nei prossimi cinque anni sarà necessario compiere progressi nell’elettrificazione superiori a quelli ottenuti nei 25 anni precedenti. Si tratta di un’accelerazione senza precedenti, che richiede volontà politica, investimenti mirati e un chiaro coordinamento tra istituzioni e settore privato.
Impatti diretti su famiglie, imprese e occupazione
Nicolai Bech Kofoed, Senior Analyst di Concito, ha sottolineato che l’Europa dispone oggi di un sistema di produzione elettrica tra i più puliti al mondo. Tuttavia, l’elettrificazione nei diversi settori economici è rimasta pressoché stagnante per decenni, mentre altre economie come la Cina hanno accelerato notevolmente.
Secondo Kofoed, raddoppiare il tasso di elettrificazione consentirebbe non solo di ridurre le importazioni di combustibili fossili e i relativi costi, ma anche di abbassare i prezzi dell’energia per imprese e famiglie. Inoltre, questa transizione potrebbe generare milioni di nuovi posti di lavoro qualificati a livello locale, contribuendo a una trasformazione equa e sostenibile del mercato del lavoro europeo.
































































































































































































































































































































