- 24/07/2026
- Luca Martino
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Il nuovo rapporto dell’AIE mostra come industria e data center stiano cambiando il mercato globale dell’energia e accelerando la domanda di elettricità. Le rinnovabili cresceranno ancora, ma il caro gas continua a influenzare prezzi e produzione
La richiesta mondiale di elettricità continuerà a crescere a un ritmo sempre più sostenuto nei prossimi anni, spinta dall’espansione dell’industria, dalla diffusione dei veicoli elettrici, dall’aumento della climatizzazione e dall’esplosione dei consumi energetici dei data center.
È questo il quadro delineato dall’ultimo aggiornamento di metà anno dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE), che fotografa un sistema energetico globale ancora alle prese con forti tensioni geopolitiche ma capace, almeno finora, di mantenere un equilibrio grazie alla crescita delle fonti rinnovabili.
Le previsioni indicano una crescita della domanda globale di elettricità del 3,6% nel 2026 e del 3,8% nel 2027, in accelerazione rispetto al 3% registrato nel 2025. In termini assoluti, il consumo mondiale dovrebbe passare da 28.600 terawattora del 2025 a 30.700 TWh entro il 2027, confermando come l’elettricità stia diventando sempre più il motore della transizione energetica e dell’economia digitale.
Industria, climatizzazione e data center trainano la domanda
Dietro questa crescita c’è una combinazione di fattori strutturali che stanno modificando il panorama energetico mondiale.
L’industria continua ad aumentare il proprio fabbisogno elettrico, mentre la diffusione delle auto elettriche richiede infrastrutture di ricarica sempre più estese. A questo si aggiunge l’incremento dell’utilizzo dei sistemi di climatizzazione, favorito dall’aumento delle temperature medie, e soprattutto il rapido sviluppo dei data center destinati a sostenere cloud computing e intelligenza artificiale, attività caratterizzate da consumi energetici molto elevati.
Secondo l’AIE, questi elementi garantiranno una domanda di fondo sufficientemente robusta da sostenere la crescita anche in presenza di mercati energetici particolarmente volatili.
La crisi del GNL pesa ancora sui prezzi dell’energia
Il rapporto evidenzia come le recenti interruzioni dei flussi di gas naturale liquefatto (GNL) attraverso lo Stretto di Hormuz abbiano provocato un nuovo aumento dei prezzi del gas in Europa e in Asia, riportandoli ai livelli della crisi energetica del biennio 2022-2023.
L’aumento dei costi del combustibile ha spinto diversi Paesi a ricorrere temporaneamente al carbone per garantire la produzione elettrica, mentre in alcune aree sono state introdotte misure di emergenza per contenere i consumi.
L’impatto della crisi è stato però mitigato dall’arrivo di nuove forniture di GNL, soprattutto dal Nord America, e dalla crescente disponibilità di energia prodotta da fonti rinnovabili, che ha contribuito a rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti.
Le rinnovabili pronte a superare il carbone
Uno dei dati più significativi del rapporto riguarda il sorpasso ormai imminente delle energie rinnovabili sul carbone nella produzione mondiale di elettricità.
Dopo aver raggiunto una sostanziale parità nel 2025, già nel 2026 le fonti rinnovabili dovrebbero diventare la principale fonte di generazione elettrica a livello globale.
La loro quota salirà dal 33% del mix elettrico mondiale nel 2025 al 37% entro il 2027, grazie a una crescita della produzione superiore all’8%.
Il fotovoltaico continua la sua corsa
A guidare questa trasformazione è ancora una volta il solare. Secondo l’AIE, il fotovoltaico registrerà un’espansione record anche nel 2026 e nel 2027. Già il prossimo anno supererà l’energia eolica, diventando la seconda fonte rinnovabile mondiale dopo l’idroelettrico.
La produzione globale di energia solare aumenterà di circa 600 TWh nel solo 2026, replicando il record raggiunto nel 2025.
Cina e India guidano la crescita mondiale
La domanda continuerà a crescere soprattutto nelle grandi economie emergenti. In Cina è previsto un incremento del 5,5% nel 2026, sostenuto dalla manifattura e dalla rapida espansione della rete di ricarica per i veicoli elettrici.
L’India dovrebbe registrare una crescita ancora più marcata, pari al 7%, dopo il rallentamento causato dalle condizioni meteorologiche dell’anno precedente.
Anche le economie avanzate manterranno un ritmo positivo, con aumenti intorno al 2% sia negli Stati Uniti che nell’Unione Europea.
Situazione diversa, invece, per alcuni Paesi asiatici fortemente dipendenti dalle importazioni di GNL, come Pakistan e Bangladesh, dove l’aumento dei costi energetici rischia di frenare la domanda.
Il clima resta una variabile decisiva
L’AIE sottolinea come le condizioni meteorologiche continueranno a rappresentare uno degli elementi di maggiore incertezza.
Un eventuale episodio di El Niño più intenso del previsto nel 2026 potrebbe aumentare ulteriormente il fabbisogno di elettricità per il raffrescamento degli edifici, riducendo contemporaneamente la produzione idroelettrica ed eolica in alcune aree del pianeta.
Ciò renderebbe necessario un maggiore ricorso alle fonti convenzionali, con possibili effetti sui prezzi dell’energia e sulle emissioni.
Emissioni ancora in lieve crescita
Nonostante l’espansione delle energie rinnovabili e il ritorno dell’energia nucleare, le emissioni globali di CO₂ legate alla produzione elettrica dovrebbero aumentare di circa l’1% nel 2026.
La causa principale è il maggiore utilizzo del carbone, favorito dall’impennata dei prezzi del gas naturale.
Secondo le previsioni dell’AIE, tuttavia, nel 2027 le emissioni dovrebbero stabilizzarsi grazie al continuo aumento della produzione da fonti pulite.
Prezzi dell’elettricità più instabili e cresce il ruolo degli accumuli
Lo shock sul mercato del GNL ha avuto effetti immediati anche sui prezzi all’ingrosso dell’energia elettrica.
Nel secondo trimestre del 2026 le quotazioni spot sono aumentate di oltre il 30% nell’Unione Europea e in Giappone, mentre negli Stati Uniti sono rimaste sostanzialmente stabili. In India gli aumenti sono stati inferiori al 10%.
Parallelamente, la crescente produzione da fonti rinnovabili sta rendendo sempre più frequenti i periodi di prezzi negativi dell’elettricità, un fenomeno che evidenzia la necessità di rendere le reti più flessibili.
Secondo l’AIE, batterie di accumulo, gestione intelligente della domanda e sistemi di stoccaggio dell’energia saranno sempre più indispensabili per garantire stabilità ed efficienza ai sistemi elettrici del futuro.


































































































































































































































































































































































































