- 16/07/2026
- Luca Martino
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Per la prima volta il solare produce il 25% dell’elettricità dell’UE. Record storico a giugno 2026: supera nucleare, gas ed eolico
Per la prima volta nella storia dell’Unione Europea, l’energia solare ha coperto un quarto dell’intera produzione elettrica mensile del continente. Il dato, registrato nel giugno 2026, segna un nuovo punto di svolta nella transizione energetica europea e conferma una crescita che negli ultimi cinque anni ha completamente ridisegnato il mix energetico dell’UE.
Con 52 terawattora (TWh) prodotti, il fotovoltaico ha raggiunto il 25% della produzione elettrica europea, migliorando il precedente record stabilito appena un mese prima, a maggio 2026, quando aveva toccato quota 47 TWh, pari al 23% dell’elettricità complessiva.
Per il terzo mese consecutivo, il solare si conferma inoltre la principale fonte di produzione elettrica europea.
Solare davanti a nucleare, gas, eolico e carbone
Il nuovo record ridisegna in modo significativo la classifica delle fonti energetiche utilizzate nell’Unione Europea.
A giugno, infatti, il solare si è affermato come prima fonte di produzione elettrica con una quota del 25%, superando il nucleare fermo al 21%, il gas naturale al 15%, l’energia eolica al 14%, l’idroelettrico al 12% e il carbone, che ha contribuito appena per l’8%.
Si tratta soltanto della terza volta che il fotovoltaico conquista il primo posto nel mix energetico europeo, dopo i precedenti primati registrati nel giugno 2025 e nel maggio 2026.
Le ondate di calore hanno fatto aumentare la domanda di elettricità
Il risultato arriva in un contesto caratterizzato da consumi elettrici particolarmente elevati durante l’estate.
Le ondate di calore record che hanno interessato l’Europa hanno infatti aumentato il fabbisogno energetico legato al raffrescamento di abitazioni, uffici e attività produttive.
In questo scenario il fotovoltaico ha svolto un ruolo decisivo nel sostenere la rete elettrica europea proprio mentre altre fonti di produzione hanno dovuto fare i conti con gli effetti delle alte temperature e della siccità.
Una crescita che in cinque anni ha cambiato il panorama energetico europeo
Il record del giugno 2026 rappresenta il punto di arrivo di una crescita estremamente rapida.
Appena cinque anni fa, nel giugno 2021, il solare contribuiva infatti soltanto al 10% della produzione elettrica europea, con una generazione pari a 21 TWh.
Dal 2021 al 2025 la produzione da impianti fotovoltaici è aumentata di oltre un quinto ogni anno, risultando la fonte energetica con il ritmo di crescita più elevato dell’intero sistema europeo.
A trainare questa espansione è soprattutto il continuo incremento delle installazioni: nel solo 2025 sono stati aggiunti 65,1 gigawatt (GW) di nuova capacità.
Dalla Spagna alla Polonia: il solare continua a battere record
La crescita interessa ormai tutti gli Stati membri. Nel corso del 2026, finora, 18 Paesi dell’Unione Europea hanno registrato nuovi massimi mensili nella quota di elettricità prodotta dal solare.
Spagna oltre un terzo dell’elettricità
La Spagna ha raggiunto un traguardo senza precedenti: a giugno il fotovoltaico ha coperto il 34% del fabbisogno elettrico nazionale, superando per la prima volta la soglia di un terzo della produzione.
Secondo il comunicato, le politiche di sostegno alle energie rinnovabili hanno favorito la diffusione della tecnologia e hanno contribuito a evitare aumenti di circa 10 euro al mese sulle bollette elettriche durante la crisi energetica seguita alla guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran.
Germania ai massimi storici
Anche la Germania ha stabilito nuovi record. Dopo aver superato per la prima volta il 33% della produzione elettrica a maggio, a giugno il solare ha raggiunto una quota del 36%.
La crescita della Polonia
Particolarmente significativa anche l’evoluzione della Polonia. Pur restando tra i maggiori consumatori di carbone dell’Unione Europea, il Paese ha prodotto a giugno quasi un quarto della propria elettricità (24%) grazie al solare.
Tra il 2020 e il 2025 Varsavia ha inoltre installato oltre 20 GW di nuova capacità fotovoltaica, collocandosi tra i mercati europei con la crescita più rapida.
Rosslowe: “Il solare è passato da marginale a componente essenziale”
A sintetizzare il cambiamento è Chris Rosslowe, analista energetico senior per l’Europa di Ember, che sottolinea come la velocità della trasformazione abbia superato ogni previsione.
“L’ascesa dell’energia solare è stata davvero stratosferica, superando ogni previsione. In pochi anni, il solare è passato da un ruolo marginale a componente essenziale del sistema energetico europeo, poiché governi e cittadini sono alla ricerca di fonti di energia domestica economiche e di rapida installazione.”
Le dichiarazioni evidenziano come il fotovoltaico sia ormai diventato uno dei pilastri della strategia energetica europea, sostenuto dalla ricerca di fonti di energia sempre più economiche, rapide da installare e meno dipendenti dalle importazioni.





































































































































































































































































































































































































