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Il MASE e il Centro di Coordinamento RAEE hanno firmato un accordo per ampliare la raccolta dei rifiuti elettronici in aziende e istituzioni, con nuovi punti di conferimento e campagne di sensibilizzazione

La raccolta dei rifiuti elettronici in Italia passa anche dagli uffici pubblici e dalle aziende. È questa la novità introdotta dall’accordo sottoscritto il 15 luglio tra il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) e il Centro di Coordinamento RAEE, che punta a rendere più capillare il sistema nazionale di raccolta dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE), favorendo il recupero di materiali preziosi e il raggiungimento degli obiettivi europei di economia circolare.

L’intesa consentirà a ministeri, enti pubblici, imprese e altre organizzazioni di attivare convenzioni con il Centro di Coordinamento RAEE per realizzare nuovi punti di conferimento direttamente all’interno delle proprie sedi. Il primo esempio sarà proprio il MASE.

Nuovi punti di raccolta per dipendenti, utenti e aziende

L’accordo introduce un modello che avvicina il conferimento dei RAEE ai luoghi frequentati quotidianamente da milioni di persone.

Le strutture che aderiranno potranno allestire aree dedicate dove raccogliere sia i RAEE prodotti internamente, sia i piccoli dispositivi elettronici conferiti volontariamente da dipendenti e utenti provenienti dalle proprie abitazioni.

Una volta raccolti, i materiali saranno ritirati dal sistema organizzato dal Centro di Coordinamento RAEE e affidati ai Sistemi Collettivi dei produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche, che provvederanno al corretto trattamento, al recupero delle materie prime e, quando possibile, alla preparazione per il riutilizzo presso impianti autorizzati.

Recuperare materie prime strategiche per ridurre la dipendenza dall’estero

Tra gli aspetti più rilevanti dell’iniziativa c’è il recupero delle cosiddette materie prime critiche contenute nei dispositivi elettronici.

Secondo Laura D’Aprile, Capo Dipartimento Sviluppo Sostenibile del MASE, ogni apparecchiatura elettronica raccolta correttamente rappresenta una vera e propria “miniera urbana”, capace di restituire al sistema produttivo materiali come cobalto, terre rare e altri elementi indispensabili per la produzione di nuove tecnologie.

Incrementare la raccolta dei RAEE significa quindi non solo ridurre gli impatti ambientali dello smaltimento scorretto, ma anche diminuire la dipendenza italiana dagli approvvigionamenti esteri di materie prime strategiche, rafforzando l’autonomia industriale del Paese.

Un sistema di raccolta più vicino ai cittadini

Per il direttore generale del Centro di Coordinamento RAEE, Fabrizio Longoni, il coinvolgimento diretto di imprese e istituzioni rappresenta uno degli elementi più innovativi dell’accordo.

Trasformare luoghi di lavoro e sedi pubbliche in punti di raccolta permette infatti di intercettare un numero maggiore di rifiuti elettronici e, allo stesso tempo, favorisce comportamenti più responsabili da parte dei cittadini, grazie alla possibilità di conferire piccoli dispositivi durante le normali attività quotidiane.

L’auspicio è che un numero crescente di aziende e amministrazioni aderisca all’iniziativa, contribuendo sia all’aumento delle quantità di RAEE avviate a corretto trattamento sia al miglioramento dell’efficienza dell’intera filiera nazionale del riciclo.

Cosa sono i RAEE “Dual Use”

I rifiuti elettronici generati nelle aziende ma assimilabili a quelli domestici

Una parte importante dell’accordo riguarda i cosiddetti RAEE “Dual Use”, cioè quei rifiuti elettronici prodotti all’interno di aziende, enti pubblici e istituzioni che, per tipologia e quantità, sono assimilabili ai RAEE domestici.

Rientrano in questa categoria dispositivi di uso comune come: computer; monitor; tablet; smartphone; frigoriferi; forni a microonde e piccoli elettrodomestici.

L’obiettivo è intercettare questi apparecchi prima che vengano smaltiti in modo scorretto, aumentando così le quantità avviate a riciclo.

Non solo raccolta: previste campagne di sensibilizzazione

L’accordo non si limita all’organizzazione della logistica. MASE e Centro di Coordinamento RAEE collaboreranno anche alla realizzazione di campagne informative dedicate ai cittadini, con iniziative patrocinate dal Ministero per promuovere una corretta gestione dei rifiuti elettronici e monitorare nel tempo i risultati ottenuti attraverso i nuovi punti di raccolta.

L’intenzione è quella di rendere il conferimento dei RAEE una pratica sempre più semplice e diffusa, coinvolgendo direttamente il mondo del lavoro e della pubblica amministrazione.

Perché l’accordo è importante

L’intesa tra MASE e Centro di Coordinamento RAEE rappresenta un tassello della strategia italiana per la transizione ecologica e l’economia circolare. Ampliare la rete dei punti di raccolta significa rendere più semplice il corretto smaltimento dei rifiuti elettronici, aumentare il recupero di materiali preziosi e contribuire agli obiettivi europei di raccolta e riciclo.

In un contesto in cui smartphone, computer, piccoli elettrodomestici e dispositivi elettronici vengono sostituiti con sempre maggiore frequenza, la possibilità di conferirli direttamente nei luoghi di lavoro o nelle sedi delle istituzioni potrebbe rappresentare un cambio di passo significativo nella gestione dei RAEE in Italia.

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