- 03/02/2026
- Simone Martino
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Ricerca e impresa insieme per l’economia circolare: Lucart e la Scuola IMT di Lucca firmano un accordo per la gestione di un brevetto sui fanghi di cartiera, uno dei principali scarti della carta da riciclo
Trasformare uno scarto industriale in una nuova risorsa: è questa la sfida al centro dell’accordo firmato tra la Scuola IMT Alti Studi Lucca e Lucart S.p.A., gruppo multinazionale attivo nella produzione sostenibile di carta.
Le due realtà hanno siglato un’intesa per la gestione congiunta di un brevetto che nasce da un progetto di ricerca dedicato alla valorizzazione dei fanghi di cartiera, uno dei principali rifiuti della produzione di carta da riciclo.
Un passo importante che unisce ricerca scientifica, innovazione tecnologica ed economia circolare, e che si inserisce nel quadro delle iniziative sostenute dal PNRR per la transizione ecologica e digitale.
Lucart: “La sostenibilità è un processo industriale, non uno slogan”
Foto: Francesco Pasquini, A.D. di Lucart e Marco Paggi Prorettore Vicario della Scuola IMT
Per Francesco Pasquini, Amministratore Delegato di Lucart, l’accordo rappresenta un esempio concreto di come la sostenibilità possa tradursi in soluzioni reali:
“Per Lucart la sostenibilità non è un obiettivo astratto, ma un processo industriale fatto di innovazione e investimenti. La gestione congiunta del brevetto dimostra come ricerca e impresa possano affrontare insieme una delle sfide più complesse del riciclo, trasformando un rifiuto in una risorsa”.
IMT Lucca: “Un modello virtuoso di trasferimento tecnologico”
Soddisfazione anche da parte della Scuola IMT. Il professor Marco Paggi, Prorettore Vicario della Scuola IMT, sottolinea il valore strategico della collaborazione: “Questo accordo è il frutto di un modello virtuoso avviato grazie al PNRR, che coinvolge imprese di diversi settori nei percorsi di dottorato. I risultati ottenuti sono molto promettenti per il territorio e per l’ambiente”.
Un brevetto nato dai dottorati innovativi del PNRR
L’accordo affonda le sue radici nel giugno 2022, quando Lucart ha cofinanziato una borsa di dottorato all’interno del Dottorato in Management of Digital Transformation della Scuola IMT. Il progetto è stato coordinato dal professor Marco Paggi, Prorettore Vicario dell’ateneo e direttore del laboratorio sperimentale MUSAM-Lab.
La ricerca è stata portata avanti dalla dottoranda Alice Bertolini, che ha lavorato allo sviluppo di nuove soluzioni tecnologiche per recuperare e valorizzare i fanghi prodotti durante il processo di riciclo della carta.
Cosa sono i fanghi di cartiera e perché sono un problema
I fanghi di cartiera sono composti principalmente da fibre di cellulosa troppo corte per essere riutilizzate e da cariche minerali. Ogni anno, solo in Italia, questo scarto arriva a circa 40mila tonnellate, rappresentando una delle principali criticità ambientali del settore.
La loro gestione è complessa anche dal punto di vista normativo, perché vengono classificati come rifiuti. Proprio per questo, trovare soluzioni sicure e sostenibili per il loro riutilizzo è una delle sfide più difficili — e strategiche — per completare davvero la filiera del riciclo.
Dalla ricerca al brevetto: quando l’innovazione diventa concreta
Grazie alle attività sperimentali e di modellazione condotte al MUSAM-Lab, la ricerca ha portato non solo a risultati scientifici, ma anche all’individuazione di un’applicazione industriale innovativa, ritenuta meritevole di domanda di brevetto italiano.
Il brevetto vede come inventori Alice Bertolini e Marco Paggi per la Scuola IMT e l’ingegner Maurizio Giordano per Lucart. La proprietà intellettuale sarà gestita congiuntamente al 50%, a testimonianza di una collaborazione paritaria tra università e impresa.
Verso una filiera del riciclo sempre più completa
L’intesa non si ferma al brevetto. Scuola IMT e Lucart hanno infatti annunciato l’impegno a collaborare anche nelle fasi successive di valorizzazione industriale, con l’obiettivo di sviluppare una filiera del riciclo della carta davvero circolare.
Dalla raccolta differenziata fino al riutilizzo degli scarti, la sfida è trasformare un problema ambientale in un’opportunità economica e industriale, nel rispetto delle normative e della tutela dell’ambiente.










































































































































































































































































